6267

Il vissuto e la storia si ripresentano in una collezione fatta di proporzioni e tagli sartoriali

Sala del Fiorino di Palazzo Pitti

 
I 6267: Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, sono “The great hope for italian fashion future” come ha scritto Sarah Mower su Style.com. 
Aquilano e Rimondi affermano semplicemente di “voler interpretare il desiderio delle persone”, guardano il mitico Walter Albini, il primo a dare impulso al prèt-à-porter italiano come espressione del design applicato alla moda in maniera innovativa. Il loro fine è quello di costruire capi strutturati, avvolgenti, la cui materia prima si fonde con i volumi e ne diventa parte integrante. Non più “Vintage”, ma il vissuto e la storia si ripresentano in una collezione fatta di proporzioni e tagli sartoriali. 
La forza del fashion, secondo il duo di creatori, risiede proprio nel doppio sguardo, che muove insieme presente e passato e agisce inserendo il passato in ogni pulsazione del presente. 
I 6267 coltivano l’attitudine a riflettere sul senso del vestirsi, come progetto complesso e articolato. Non più corpi in evidenza su cui si appoggiamo abiti inconsistenti, ma abiti che danno forza e definizione ai corpi stessi.
 
6267 è Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. Tommaso è nato in Puglia e si è formato all’Accademia di Moda e Costume di Roma; Roberto, bolognese, ha frequentato l’Istituto Secoli di Milano. Il loro quartier generale è Mantova, dove nel 2004 - dopo essere stati per alcuni anni i consulenti di un’importante azienda italiana - nasce il marchio 6267, che prende il nome dai codici identificativi delle colonie estive. La svolta avviene con “Who’s on Next?”, il concorso per designer emergenti organizzato da Vogue Italia e Alta Roma, nel corso del quale si aggiudicano il primo premio. Segue il debutto in calendario a Milano, dove a febbraio 2007 hanno presentato, con uno straordinario successo di pubblico e di critica, la collezione donna f/w 2007-08.