La pre-collezione FW 2014-15 della giovane stilista brasiliana

Barbara Casasola

Nuove tendenze e sartorialità, in un melting pot culturale e stilistico

Palazzo Portinari Salviati

Un incontro fortuito a New York con uno dei big della moda internazionale. Ma, complice il caso, è stato il vero talento, quello che si riconosce in pochi, a portare Barbara Casasola sulle passerelle mondiali. Una femminilità decisa e sussurrata allo stesso tempo, è questa la firma estetica di Casasola, brasiliana, 29 anni, divisa tra Londra e l'Italia. 

Quando è iniziata la tua carriera nella moda? E la tua passione per il design?
Beh, sono particolarmente legata a Firenze perché l’incontro con Roberto Cavalli ha dato una svolta alla mia vita. L’ho conosciuto per caso a New York quando stavo terminando i miei studi, quindi con un tempismo perfetto. Sono davvero grata per gli anni che ho trascorso a Firenze. Per quanto riguarda la mia passione per questo mestiere, l’ho ereditata sicuramente da mia nonna, che faceva la sarta nel paese dove sono cresciuta in Brasile. Da piccola passavo la maggior parte del mio tempo libero nel suo atelier, ed è lei che mi ha insegnato gran parte di ciò che so dell’arte della sartoria.
 
Sei nata in Brasile, ma vivi e lavori a Londra e produci le tue collezioni in Italia… Questo “melting pot” culturale ha influito nelle sue creazioni?
Certo, questo mix ha sicuramente influito e, in un certo senso, lo devo al Brasile. È un Paese basato proprio su una commistione di questo tipo: mia madre, ad esempio, è italiana, mentre mio padre ha origini miste. In Brasile ci sono ovunque legami con il resto del mondo. Perciò credo che la capacità di assorbire le diverse influenze straniere, e magari ricrearle in qualcosa di nuovo, sia tipicamente brasiliana.
 
Come definisci il tuo stile? E come vorresti che gli altri lo definissero?
Il Brasile ha una forte tradizione modernista, dalla quale ho preso molto. Per me, lo stile deve essere allo stesso tempo essenziale e sensuale.
 
La tua musa? L’icona della moda che preferisci?
Non mi piace ammetterlo, ma è davvero mia nonna! Era una persona semplice, eppure lasciava le persone di stucco. Era per il suo atteggiamento, quello che hanno tutte le grandi donne e che non saprei davvero descrivere a parole.
 
Potresti dirci qualcosa della collezione che sarà presentata a Firenze?
Si tratta di una pre-collezione, ed essendo al Pitti, non poteva che essere incentrata sull’abbigliamento maschile. Per cui vedrete nuove tendenze e molta più sartorialità.