Arriva energia e fiducia per il childrenswear internazionale: tra lanci internazionali, conferme nei big brand e ricerca sui nuovi mondi della moda bimbo.

Pitti Bimbo 84: i dati di chiusura

I compratori esteri – in aumento – trainano le presenze, con la Russia (+10%) che torna in testa alla classifica, in crescita anche i numeri da Germania, Regno Unito, Nord Europa, Cina, Turchia e Medio Oriente.

Per la moda junior internazionale, l’edizione 84 di Pitti Bimbo (Firenze, 19-21 gennaio 2017) ha portato una ventata di fiducia per le prossime stagioni.
 
Un’edizione del salone all’insegna dell’energia, della soddisfazione e degli apprezzamenti positivi – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – per la creatività nelle collezioni presentate, per la qualità dei buyer arrivati da oltre 60 paesi esteri, per i progetti e la ricerca fatta sui nuovi mondi del lifestyle bambino. Le presenze dei buyer esteri, i cui numeri sono in crescita da quasi tutti i mercati importanti per la moda bimbo, sono indubbiamente il dato più rilevante: con la Russia tornata in cima alla classifica e con un ritmo di crescita che ci conforta (+10%). I numeri e i feedback di questo Pitti Bimbo confermano il suo ruolo di riferimento sia per i big brand della moda bambino, sia per il lancio in anteprima delle collezioni for kids - davvero tante a questa edizione - e al tempo stesso ribadiscono il suo essere straordinario incubatore di tendenze, che ancora una volta investe su ricerca e trasversalità. Penso al successo raccolto dai nuovi progetti espositivi di lifestyle The Nest e Fancy Room, dai nuovi Editorials, passando per le sfilate speciali dedicate ad Apartment e alla ricerca di Kidzfizz. E poi tanti e seguitissimi gli eventi in calendario, che hanno coinvolto un pubblico numeroso di compratori e stampa”.
 
I dati d’affluenza finale hanno fatto registrare oltre 6.700 compratori, dei quali più di 2.400 sono stati i buyer esteri (da oltre 60 paesi e mercati internazionali). I numeri degli italiani sono stati in leggero calo, a riflettere le difficoltà e le incertezze che caratterizzano il mercato interno. Complessivamente, anche a questa edizione si è superata la soglia dei 10.000 visitatori totali
 
La Russia è tornata dunque in testa alla classifica dei mercati esteri, e hanno fatto registrare ottime performance anche i compratori da Regno Unito (+12%), Germania (+14%), Ucraina (+7%, altro mercato strategico tornato a crescere), da tutti i paesi dell’Europa del Nord (Olanda, Svezia, Danimarca), Cina (+7%), Turchia (+5%), in crescita anche Giappone, Hong Kong e i mercati del Far East, più o meno tutti i paesi del Medio Oriente e il Canada; confermano i loro numeri i compratori dalla Spagna e dagli Stati Uniti, in flessione risultano invece le presenze da Francia e Grecia.
 
La classifica dei primi 20 mercati di riferimento del salone vede appunto il ritorno in testa della Russia (260 buyer), seguita da Spagna (183), Regno Unito (181), Germania (158), Cina (117), Francia (99), Turchia (98), Olanda (96), Ucraina (94), Grecia (59), Belgio (51), Svizzera (48), Corea del Sud (47), Stati Uniti (46), Polonia (44), Giappone (43), Portogallo (41), Libano (38), Austria (32) ed Emirati Arabi (27).