I top buyer di Pitti Bimbo e il programma di incoming

Il ruolo di riferimento e il successo di Pitti Bimbo sono testimoniati dalla partecipazione dei migliori compratori italiani e internazionali, che ne certificano la qualità dell'offerta, la capacità di rinnovamento, l'attenta segmentazione e l'impegno continuo nello scouting di nuovi marchi. Al tempo stesso Pitti Immagine aumenta di edizione in edizione gli investimenti sul suo programma di incoming di top buyer e operatori della distribuzione internazionale, grazie anche al contributo di MiSE e Agenzia ICE.
A questa edizione focus sugli shop internazionali più di ricerca, sui department store di riferimento, e naturalmente sugli shop online; con un’attenzione specifica su paesi come Russia, Stati Uniti, area del Medio Oriente e del Far East (Corea e Giappone). Solo per citare alcuni dei top buyer del salone: dall’Arabia Saudita Al Garawi, Harvey Nichols Riyadh, Rubaiyat; dall’Australia David Jones; dalla Corea del Sud Shinsegae; dagli Emirati Arabi Al Tayer Insigna, Chalhoub, Level, Kidiliz Group, Sauce; dalla Francia Le Bon Marché, Printemps, Galeries Lafayette e Smallable; dalla Germania Barbara Fréres, Breuninger, Engelhorn, Kadewe, Korbmayer, Loden Frey, August Pfueller, Peek & Cloppenburg; dal Giappone Isetan Mitsukoshi, Takashimaya e Hankyu Hashin; dalla Gran Bretagna Harrods, Kids Cavern, Kurt Geiger, Selfridges, Childrensalon, Fenwick, Childsplay e Step2wo; da Hong Kong Harvey Nichols Hong Kong; dall’Italia Coin, Luisaviaroma, La Rinascente e Tessabit; dal Kazakistan Saks Fifth Avenue Almaty; dal Libano Aishti e Admic; dal Qatar Ali Bin Ali Group e Harvey Nichols Qatar; dalla Russia Bosco dei Ciliegi, Kangaroo, Tsum/Mercury e Daniel Boutique; da Singapore Kids 21; dalla Spagna El Corte Inglés; dagli Stati Uniti Barneys, Bergdorf Goodman, Neiman Marcus, Saks Fifth Avenue e Tot Baby; dalla Svezia Babyshop; dalla Svizzera Bongenie, Gassmann, Jelmoli; dalla Turchia Demsa Group; dall'Ucraina Baby Marlen... e tanti altri ancora.