Sami Bazzi

1) Dal 1992 lei ha lavorato con oltre 65 marchi di lusso e con i nomi più esclusivi della moda bimbo. Dopo tutti questi anni può vantare una grande esperienza in questo settore: come pensa che sia cambiato nel corso del tempo e quali sono le sue previsioni per il futuro? – Ci sono stati molti cambiamenti nel tempo e, con tutti i nuovi marchi che sono nati, penso che prevarranno solo quelli con radici salde e linee sviluppate da menti creative in grado di seguire la produzione e la gestione con professionalità. Ovviamente i nomi famosi attraggono, ma solo i modelli creativi e alla moda e una gestione qualificata possono garantire la popolarità di un marchio. Il nome, da solo, non rappresenta un valore aggiunto reale se un brand non asseconda le esigenze del mercato e se non interpreta alla perfezione le richieste dei clienti nelle varie parti del mondo.
 
2) Lei partecipa a Pitti Bimbo da diversi anni, perché pensa sia importante non mancare? Rispetto ad altre manifestazioni internazionali, cosa offre di diverso Pitti Bimbo? Nel corso del tempo, come sono cambiate l'organizzazione degli eventi di moda e la presentazione delle collezioni? Secondo lei, quale sarà il futuro di manifestazioni come Pitti Bimbo? – Continuerò a partecipare due volte all'anno perché è importantissimo restare aggiornati sui nuovi marchi e sulle ultime tendenze e poter incontrare nuovi fornitori. Ovviamente, partecipando a manifestazioni come Pitti Bimbo posso farmi un'idea dell'incisività delle collezioni. Per me, Pitti Bimbo è la forza trainante e l'essenza della moda bambino in tutto il mondo. Nel corso degli anni abbiamo assistito a molti cambiamenti positivi e speriamo che i fornitori e i compratori di tutto il mondo continuino a sostenere questa manifestazione.
 
3) Ultimamente ha ricevuto un importante riconoscimento dalla Repubblica Italiana per aver promosso la moda bimbo Made in Italy… cosa significa per lei? 
Vorrei ringraziare di cuore la Repubblica Italiana, rappresentata dal suo Presidente, e il Governo che mi hanno riconosciuto l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Stella d'Italia per il mio grande impegno e le relazioni commerciali intrattenute con aziende e produttori italiani. Devo dire che è stato un impegno che ci hanno consentito di far crescere questo settore. 
 
4) Lei lavora con marchi del calibro di Young Versace, Roberto Cavalli Junior, GF Ferré, Moschino e Alviero Martini, solo per citarne alcuni. Cosa implica il Made in Italy per la moda bimbo di oggi? 
Il Made in Italy continua ad essere insuperabile. Per me significa molto: è l'arte della creazione, dell'ingegno, della produzione e della qualità unita a un'artigianalità impeccabile. È la capacità di insegnare e mostrare l'eccezionale finitura di un prodotto. È Michelangelo, Leonardo da Vinci, Raffaello, Artemisia Gentileschi, Galileo Galilei, Lorenzo De Tonti, Luigi Brugnatelli, Luigi Bazzi, Enzo Ferrari, ma anche Enrico Fermi, Manzetti, Bartolomeo Cristofori, Alessandro Volta, Enea Bossi, Bonomi, Angelo Moriondo e tanti altri...è importantissimo per la storia del Paese, le sue risorse e il suo patrimonio e dovrebbe essere sostenuto in ogni modo per poter essere preservato e tutelato.
 
5) Qual è il fascino dei marchi italiani sui mercati internazionali e, in particolare, in Medio Oriente? 
I marchi italiani vantano una creatività, una qualità e un'eleganza di alta classe che non possono non essere apprezzate. Gli stilisti italiani restano imbattuti e sono ancora i leader indiscussi nella moda: basti pensare che oltre il 90% dei nostri fornitori sono italiani … noi crediamo che la loro creatività e la loro capacità produttiva interpretino perfettamente i gusti del nostro mercato e di molti altri mercati internazionali. Per concludere, ci auguriamo che la recente recessione economica globale, causata da episodi momentanei, possa concludersi presto lasciando il posto a una ripresa reale per molti settori, anche grazie ad una gestione adeguata e all'impegno necessario per poter risolvere questa situazione.