Pitti Filati 49

Il mondo dei balocchi

Curato da Li Edelkoort in collaborazione con Ornella Bignami per i punti maglia

Fortezza da Basso

 
LO SPAZIO RICERCA DI PITTI IMMAGINE FILATI N.49
 
Situato all’entrata del Padiglione Cavaniglia, lo Spazio Ricerca è curato per Pitti Immagine Filati da Li Edelkoort, in collaborazione con Ornella Bignami per i punti maglia. 
A partire da questa edizione il progetto allestitivo è stato affidato al Gruppo A12, uno studio di giovani architetti genovesi trapiantati a Milano messosi recentemente in luce con la partecipazione a importanti mostre internazionali di arte e architettura. Proprio gli A12 hanno firmato il progetto della mostra Uniforme. Ordine e disordine realizzata da Pitti Immagine lo scorso gennaio per Pitti Immagine Uomo e ora allestita al PS1 Contemporary Art di New York.
 
Un progetto che coinvolge i sensi, incentrato su compressione e dilatazione dello spazio. Un gioco di stanze dalle pareti nere il cui pavimento è ricoperto di materiali differenti che introducono tattilmente e visivamente ciascun tema trattato. Peluche, erba sintetica, metallo e gomma rivestono suolo e sedute dello Spazio Ricerca. 
 
Il mondo dei balocchi è il percorso guida della stagione. Quattro i temi che sollecitano la fantasia degli adulti a creare filati, lontani da ingenuità e innocenza, pensati per dare benessere, abbellire e sedurre giocando ai contrasti con ironia.
 
Teddy: la morbidezza e il comfort dell’abbraccio di un orsacchiotto. Ricordi d’infanzia. Le materie sono vaporose e soffici, strutturate. Filati pelosi e ricci, spazzolati e infeltriti, leggermente scoloriti. La scala cromatica coinvolge tutte le tonalità del marrone e dei naturali ravvivati da tocchi di rosso, giallo e turchese.
Bambola: una bambola vittoriana, romantica e severa, decorata di volants e falpalà dall’aspetto serico o vestita di tessuti austeri. Arricciature, filati delicati e setosi, pelosi e piumosi. I decori di una casa di bambola suggeriscono devorè, smerli e fantasie. Due le gamme di colori: dall’azzurro al beige, dal viola al blu, al marrone scuro.
 
Robot: una lettura ironica e allegra dei filati tecnologici. Superfici lucide, lucidate e fredde. Filati densi, plasticizzati, compressi e laminati. Colori profondi e saturi: beige e naturali dalle tonalità metalliche illuminati da verdi e arancio da cartone animato.
 
Pupazzo: marionette e burattini. Il teatro di strada e l’operetta fantasiosa e originale. I filati sono frivoli e felpati, la maglieria elaborata, arricchita di nastri passamanerie e bottoni. L’ispirazione viene dai costumi di scena: filati gioiello e jacquard da tappezzeria invecchiati e sbiaditi. I colori sono ricchi e opulenti: verde scuro e blu ravvivati da oro antico
 
Firenze, 4 luglio 2001