A talk with Diego Soprana

Abbiamo intervistato il graphic designer Diego Soprana che ha dato forma al tema di questa edizione di Pitti Fragranze, Blooming Newforms

L’anno scorso ti abbiamo conosciuto sempre in occasione di Pitti Fragranze... 

Che cosa ci racconti adesso, a distanza di un anno? Qualcosa in più di te e del tuo lavoro?
Ciao, ben ritrovati!
È vero, l’anno scorso ci siamo conosciuti e vi ho parlato di me e del mio lavoro, questa volta proverò a guardare verso l’anno appena passato con voi. Durante questo periodo ho iniziato un percorso di evoluzione professionale, cercando di definire meglio la mia figura, muovendomi sempre tra design e illustrazione (o arte, dipende da come la si vuole interpretare). Ho avuto la possibilità di lavorare a progetti che oltre ad avermi stimolato molto, mi hanno condotto verso nuovi applicazioni di quello che può essere il mio lavoro.
Ad esempio, in primavera ho collaborato con Vogue Italia per la realizzazione di 4 collage animati. È stata una piccola sfida, decisamente impegnativa, che ha contribuito ad ampliare il territorio in cui muovermi. Dal punto di vista tecnico, ho approfondito il mondo animazione, a mio modo ovviamente, rendendomi conto che dare movimento alle immagini è decisamente divertente! Ora sto lavorando a una installazione video che verrà presentata al Teatrino di Palazzo Grassi in occasione di un seminario creato da professionisti del settore dell’arte.
 
Raccontaci del progetto per Pitti Fragranze, da cosa nasce l'idea della campagna? Ispirazioni, tema, mood e idee.... e i Fragrance Facts? 
Il mio primo pensiero è partito dalla necessità di portare il mondo del profumo in una dimensione digitale. Questo è stato l’elemento alla base del progetto. Un’idea che, in un certo senso, rappresenta un passaggio tra passato e presente.
Così il vapore diventa pixel e le forme, sfumature, traducendo l’impalpabilità delle fragranze. Mi spiego meglio: sono partito da immagini e illustrazioni botaniche e floreali. Destrutturando i singoli soggetti ho ottenuto delle sfumature che sono diventate protagoniste della campagna. Nella ricerca, mi sono ispirato a lavori di artisti come Gabriel Dawe, che scompone in linee sottili i colori ottenendo nuvole galleggianti - e qui torniamo al concetto di impalpabilità -, e Nobuhiro Nakanishi, i cui tratti sono costruiti sovrapponendo livelli di immagini in sequenza. 
E da questo sono nati anche i Fragrances Facts: Instagram stories che raccontano momenti, icone sociali, della cultura pop, o “pillole” di scienza, come espressione delle declinazioni e del valore delle essenze nella vita di tutti i giorni. Lo scopo dei #fragrancesfacts è raccontare le fragranze nelle loro forme più diverse, attraverso brevi paragrafi che ci portano anche a un uso differente di Instagram, indirizzato alla lettura. 
 
Blooming Newforms, il nuovo tema di Fragranze, racconta una nuova dimensione del mondo delle fragranze, fatta di forme visive d'ispirazione digitale, concepite per le piattaforme social... in che modo ti sei relazionato con questo tema nel tuo lavoro? 
L’obiettivo del nuovo tema di Fragranze è portarne l’attenzione sul mondo digitale e social, da qui nasce NEWFORMS. Seguendo molte ispirazioni digital, ho pensato che rendere impalpabile la “forma” di Fragranze fosse la strada migliore da seguire. Mi ha dato infatti la possibilità di rendere inafferrabile l’anima di questo mondo a cui ho tolto bordi e confini limitanti al mio scopo.
 
Come si può rendere visivamente questo concetto ideale? 
È stato complesso e stimolante trovare una forma che potesse rappresentare qualcosa che è effettivamente invisibile, ma che grazie al digitale trova forme e declinazioni che ci aiutano a dare una nuova dimensione. Le nuove forme sono diventate nebbie colorate, sfumature in movimento e ipnotizzanti che sui social, Instagram soprattutto, trovano lo spazio giusto e il tempo adatto per attrarre l’attenzione. 
 
Come pensi sia possibile collegare la tangibilità e il lato emozionale e sensoriale delle fragranze a quello più "freddo" della dimensione digitale?
Credo che la distinzione tra tangibilità, emozione sensoriale e la dimensione “fredda” digitale si stia assottigliando sempre più. Quello che avvicina il digitale all’appagamento sensoriale del mondo fisico, è il contenuto. Quando è ben fatto e interessante, fa nascere un’emozione. Inoltre, la possibilità di creare immagini in movimento, con colori vividi, dà una nuova forma a immaginari fino a questo momento confinati ad altri sensi: l’olfatto, ad esempio, viene sostituito dalla vista. 
 
Parlando del tuo lavoro, la tecnologia e i social possono influenzarlo in un certo senso?
L’influenza subita negli ultimi anni è praticamente incommensurabile! Pare incredibile come la tecnologia e i social abbiano abbattuto quella barriera velata che esisteva tra committente e professionista, portando in luce la naturale informalità di chiunque. Una dimensione più umana, il che è strano da dire visto che parliamo di un lato “social”. Io stesso ho avuto l’occasione di incontrare di persona designer che ammiravo da sempre su riviste specializzate, libri o social, e vis a vis mi sono riconosciuto meno emozionato del previsto, perché sapevo già molto di loro. I social davano loro una dimensione più “normale”: se pur talentuosissimi in un settore, erano più “affrontabili”.
Con i #fragrancesfacts ho provato a togliere questo velo, creando una connessione tra il mondo delle fragranze e l’utente digitale.