Become the change you want to see in the World” A talk with Fabrice Leclerc

Che cos’è la sostenibilità?
Sostenibilità sono le nostre azioni che fanno sì che domani sia meglio di oggi. È qualcosa che fa parte dei sogni e degli istinti più profondi di tutti: creare le migliori condizioni affinché la nostra specie si riproduca e sopravviva. Elon Musk vuole insediare una colonia umana su Marte per la sopravvivenza dell’umanità. Ci abbiamo messo secoli a capire che il pianeta era enorme, ora ci stiamo rendendo conto che è invece piccolissimo. Non parliamo più di sostenibilità, ci riconnettiamo semplicemente alla Vita, ogni giorno, per il meglio. La rivoluzione è molto più ampia di quanto non vediamo, ed è importante perché è nel domani che vivremo.
 
In pratica?
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
 
Da dove iniziare?
Dal design del modello. All’origine della nostra vita, le prime cellule, frutto dell’unione del patrimonio genetico dei nostri genitori, si moltiplicano e danno vita a ciò che siamo, al nostro design. Poi, noi diamo loro forma dal punto di vista fisico e mentale a seconda di ciò che mangiamo, di dove viviamo e di cosa pensiamo: è l’epigenetica. Le informazioni sono tutte contenute nel nostro libro - il DNA è solo un libro - e l’importante è cosa facciamo con esso.
Nell’industria è lo stesso: il modello e l’ambiente creano la realtà. Se il design originale ha dei difetti, la riproduzione sarà un disastro. È quello che stiamo vedendo oggi. Anche il cancro funziona così, è un errore di design nello stadio della riproduzione. Se il nostro corpo o la nostra mente non sono abbastanza forti, si sviluppa e finisce per ucciderci perché abbiamo indebolito il nostro modello. Per me, tutto questo ricorda il modo in cui sono state create la maggior parte delle imprese negli ultimi anni. Credo che il modo di gestire gli affari nel ventesimo secolo, la crescita infinita e lo sfruttamento delle risorse senza restituire nulla, sia una sorta di disfunzione cerebrale. È l’Alzheimer dell’industria. Il problema è che non capiamo mai davvero qualcosa finché non ci riguarda. Parliamo del riscaldamento globale, ma alcuni di noi non hanno ancora visto che impatto devastante possa avere sui nostri cari.
 
Come creare questi modelli moderni, quindi?
Nella pratica, si comincia sempre mettendo insieme i migliori designer, le migliori risorse e le migliori idee e convinzioni. Si tratta di progettare un’esperienza apprezzata e amata a tal punto da rendere l’esperienza precedente obsoleta: ecco l’essenza dell’innovazione e della rivoluzione. È così da sempre. E presto, a Pitti Fragranze, ne saprete di più. Una piccola provocazione: si può resistere senza cibo per qualche settimana, senz’acqua per qualche giorno, senz’aria per alcuni secondi, in fondo chissenefrega dei nostri cellulari!
 
I grandi gruppi possono riuscirci?
Sì che possono. Ci vuole coraggio, perché implica un’evoluzione radicale delle convinzioni di un CEO e degli azionisti. Insieme devono disimparare ciò che sanno per aprirsi a un livello di conoscenza e condivisione superiore. È difficile, ma è l’unico modo per andare avanti. E questo è quello che gli innovatori si trovano ad affrontare ogni giorno: servono fegato e una visione. Le società cosmetiche vendono prodotti ringiovanenti per il viso: ora per essere credibili è tempo che dimostrino di poter ringiovanire le nostre vite e il pianeta.
Di recente ho sentito il CEO di una delle maggiori società cosmetiche affermare che presto i loro prodotti diventeranno ecologici, e questo mi ha rattristato perché non c’era nessun sogno dietro questa affermazione, nessuna condivisione, nessuna rivoluzione nel loro modo di fare affari. Voleva solo rendere i suoi prodotti più ecologici perché è il mercato a chiederlo. Non possiamo risolvere i nostri problemi con la stessa mentalità che ci ha portato a crearli. Purtroppo moltissime società credono che la sostenibilità sia questo, ridurre la loro impronta di carbonio, “diventare ecologiche”, offrire condizioni di lavoro migliori… ma se non cambiano modello e mentalità non ce la faranno mai, non cambierà nulla. Quello che possono fare i grandi gruppi è lanciare nuove start-up moderne e intelligenti, trasformandosi così in veri e propri sostenitori della Vita e coinvolgendo il loro pubblico, diventando partner e uscendo dalle tradizionali logiche “venditori-consumatori”.
 
Chi è il leader?
Noi. Milioni di persone attuano questa rivoluzione ogni giorno, a modo loro; sono loro i nuovi leader, gli attivisti della propria vita, impegnati in un cambiamento personale: vanno in bicicletta o usano il car sharing, lavorano da casa per veder crescere i bambini e stare con il proprio partner, coltivano un orto sul balcone, cucinano con amore, mangiano cibo di provenienza locale e soprattutto verdure, costruiscono la propria pratica quotidiana di resilienza … Siamo milioni, la sfida è diventare ancora di più prima che sia troppo tardi.
Abbiamo superato il punto critico due anni fa. Ad esempio, Yvon Chouinard, il fondatore di Patagonia, ha ispirato molti con il suo manifesto, “Let my people go surfing” (“Lascio che la mia gente vada a fare surf”), perché parla di uno stile di vita sostenibile, il motivo per cui lavorare per questa azienda. Le società cosmetiche vendono speranza, quindi ora la loro missione dovrebbe essere “rendere il pianeta di nuovo grande” (e grande per tutti). Davines è un’azienda italiana che sento vicina e una fonte di ispirazione, e ci sono migliaia di ottimi progetti là fuori.
 
Perché questa è una rivoluzione?
La differenza fra evoluzione e rivoluzione è che quest’ultima cambia il sistema di valori e di solito dà origine a una reazione forte. Prendete ad esempio il caso taxi vs Uber. I taxi stanno combattendo per mantenere il loro vecchio modello. È il segno che è in atto una rivoluzione. La sharing economy è un esempio di rivoluzione, perché manda in frantumi le nostre convinzioni - dimostra che condividere è meglio che possedere. Per la maggior parte di noi è un’eresia, ma oggi sta diventando la nostra realtà. Una rivoluzione funziona se porta maggiori benefici personali, e questo è chiaramente il caso della rivoluzione della Vita: andando in questa direzione, diventiamo più sani, più felici, più ricchi. Viviamo con uno scopo, partecipiamo all’evoluzione, e chi lo fa viene ammirato e diventa la nuova fonte di ispirazione.
 
I leader di questo cambiamento sono gli europei?
Credo di sì. È solo una sensazione precoce, ma è condivisa fra gli innovatori. Per molti anni l’Europa è stata il vecchio continente: i suoi valori non erano allineati con quello che andava di moda in quel momento. Nessun insegnante si sarebbe azzardato a usare le parole vita, amore, felicità in un corso di economia, sarebbe stata un’eresia, anche se queste sono le cose che contano per tutti. Il sogno si esprimeva in termini di profitto, massimizzazione, essere il numero 1… il trionfo dell’era industriale e dell’ego. Il Santo Graal era andare oltre i limiti, fare sempre di più, senza curarsi dell’impatto sulle persone o sull’ambiente. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il sogno industriale americano è diventato il nuovo sogno di tutti. Sigarette, gomme da masticare, auto, produzione in serie, possesso di oggetti… queste cose sono diventate di moda. Noi siamo figli di quell’epoca, quindi ora ci vuole coraggio per evolvere.
Alcuni anni fa ci siamo resi conto che questo non era un sogno, ma un incubo: la Vita sulla Terra è al collasso, siamo entrati nella sesta estinzione di massa delle specie, abbiamo perso nel giro di pochi anni il 60% della biodiversità, la nostra fertilità e la nostra salute stanno subendo un crollo vertiginoso. Le spiagge, i fiumi e le montagne che amiamo sono contaminate da agenti chimici e plastica. Senza rendercene conto abbiamo spazzato via quello che amavamo, quello che ci rendeva umani, sani e felici. Ma i valori degli europei stanno tornando come importante fonte di ispirazione e innovazione.

L’Europa possiede ancora la saggezza, frutto di millenni di esperienza, su come vivere una vita sana e felice, su come sviluppare la resilienza. Il paese più sano al mondo è l’Italia. Ecco perché credo che l’Europa, anche se gli altri continenti sono numericamente più forti, ora avrà di nuovo un ruolo centrale, e questa probabilmente nell’avventura dell’umanità è l’ultima occasione per riuscire.