Modaprima 80: i dati di chiusura

Il salone conferma la sua dimensione internazionale e il suo ruolo di riferimento per la moda destinata alla media e grande distribuzione.

L’edizione 80 di Modaprima (Firenze, 20-22 maggio 2016) si è conclusa alla Stazione Leopolda confermando una forte vocazione all’internazionalità, ancora una volta uno dei tratti dominanti del salone che Pitti Immagine dedica alle collezioni ready-to-wear donna e uomo per la media e grande distribuzione.


Nei tre giorni di manifestazione - che ha visto protagoniste oltre 100 collezioni presentate da 60 aziende - sono stati quasi 1.500 i compratori arrivati a Firenze, in leggera diminuzione rispetto alla precedente edizione estiva (erano stati 1.620 i buyer nel maggio 2015). Ma il risultato più significativo riguarda le presenze internazionali: il salone riconferma gli stessi livelli di buyer esteri di un anno fa, poco meno di 800 compratori arrivati da circa 50 paesi.
Le migliori performance sono arrivate dai compratori dal Giappone (+7%), dalla Russia (che raddoppia i suoi numeri), Francia, Germania, e ancora molto bene tutti i paesi del Nord Europa, le Repubbliche Baltiche, i mercati emergenti del Far East come Taiwan e Singapore. 
In flessione i numeri dall’Italia, anche se nel complesso il livello di qualità dei compratori italiani intervenuti è stato alto.
 
Nella classifica dei primi 15 paesi di riferimento sempre in testa il Giappone, seguito da Spagna, Russia, Portogallo, Belgio, Francia, Stati Uniti, Turchia, Lituania, Germania, Svezia, Grecia, Corea del Sud, Taiwan e Austria.
 
Modaprima conferma un Dna all’insegna dell’internazionalità”, afferma Agostino Poletto, vice-direttore generale di Pitti Immagine. “La moda italiana prodotta per la grande distribuzione si dà appuntamento ogni sei mesi a Firenze, per presentare le novità al pubblico internazionale, e lo è stato anche stavolta. Certo questo segmento produttivo sta vivendo una fase complessa, con mercati esteri più vivaci e altri meno, e con il mercato interno caratterizzato ancora da molte incertezze, che si sono riflesse nei numeri dei compratori italiani intervenuti. Ma in questi giorni, alla Leopolda, i nostri espositori hanno comunque incontrato operatori internazionali di alto profilo, arrivati a Firenze con grande motivazione e concretezza per la prossima stagione. Sono piaciute le nuove proposte delle collezioni, così come la sezione Accessories che ha debuttato lo scorso novembre, e che ha raccolto nuovamente feedback positivi. Aggiungo che ancora una volta si sono dimostrati determinanti gli investimenti di Pitti nella promozione all’estero, realizzata in stretta sinergia con ICE Agenzia per la Promozione all’Estero e l'Internazionalizzazione, che hanno permesso la partecipazione di missioni di buyer provenienti sia da mercati consolidati sia da economie più emergenti. Per lo sviluppo della produzione e del mercato del ready-to-wear italiano di qualità, la spinta sulla promozione internazionale è davvero il fattore cruciale, sul quale investire sempre di più.