Super Talents

Luogo ideale per collezioni dove ricerca e novità sono gli elementi di riferimento, Super fa dello scouting più accurato la sua arma vincente. E l’area speciale TALENTS è uno dei suoi punti di forza, con una selezione dei più promettenti creativi del panorama moda mondiale. In collaborazione con Sara Maino di Vogue Talents, sotto i riflettori i designer che si stanno affermando sulla scena internazionale con le loro collezioni creative, e che provengono oltre che dall’Italia, da Francia, Danimarca e da mercati emergenti come Taiwan, Nigeria, Ucraina e Messico, per un’ampia proposta di stili e tendenze, dal total look agli accessori fino a speciali capsule di borse, calzature, cappelli handmade e jewelry.

Benedetta Bruzziches

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
La passione è qualcosa che si ha dentro. E io l’ho sempre avuta. Non solo nei confronti della moda, ma di tutto quello che mi piace e che cerco di fare al meglio. La moda la rifiutavo, perché un sistema che ti convince a essere qualcosa di diverso ogni sei mesi per vendere un prodotto, per me non funziona. In questo momento non abbiamo bisogno di un prodotto, ma di qualcosa a cui dare un valore. Ecco, la passione è nata proprio nel momento in cui ho iniziato a vivere la moda come comunicazione personale!

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti? Come descriveresti il tuo stile?
Sono una donna e una sognatrice che cerca di trasmettere il suo modo di vivere nel proprio lavoro e nelle collezioni. Le mie borse sono talismani per le donne di tutto il mondo. Il mio vivere all’insegna dell’avventura e dell’ideale si riflette nelle mie creazioni che si ripropongono di recuperare le attività artigianali che altrimenti andrebbero perse. Siamo gli Artigianauti, un gruppo di giovani non ancora trentenni che vuole riappropriarsi della saggezza delle mani!

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
La nostra è una generazione senza più contatto con il fare. Abbiamo perso la consapevolezza delle mani come strumento e ci convinciamo sempre più che le cose siano difficili - quando non impossibili - da realizzare. Consiglierei, non solo a un giovane emergente ma a tutti, di non arrendersi mai e cercare di fare tutto al meglio per dare il massimo, senza risparmiarsi o avere paura della fatica. Niente è impossibile, se solo lo si vuole: la nostra Argo è un tavolo da lavoro, il timone, una trancia, le vele i tessuti dai quali tagliamo le nostre borse. A bordo facciamo cose che nessuno fa più perché sono difficili e le facciamo come si facevano una volta, con pazienza e passione. La fatica non ci spaventa: è, al contrario, la bussola che ci guida attraverso le rotte poco esplorate dell’artigianato, verso le terre del sogno.

Céline Méteil

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
È una passione che mi accompagna fin dalla culla.

Se dovessi presentarti, come ti descriveresti?
Originale

Come descriveresti il tuo stile? 
Se fossi uno stile pittorico, sarei un misto tra il classicismo di Poussin, il rococò di Watteau e il romanticismo di Friedrich.

E la tua ultima collezione?
Avvolgente.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Umiltà e audacia.

Flavialarocca

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Da dove nasce la tua passione per la moda?
Credo di averla nel DNA. Fin da piccola ho avuto modo in famiglia di vedere come veniva costruito un abito: cartamodello, imbastitura, prova e capo finale. Credo che conoscere il lato tecnico della moda, la costruzione e il lavoro manuale, mi abbia mostrato la vera faccia di questo mestiere. A 18 anni poi ho scelto di studiarla “la moda”, con le sue dinamiche, il marketing, la comunicazione, l'aspetto sociologico e la storia del costume. A 21 ho iniziato la mia carriera come addetta stampa, durata quattro anni e passata attraverso nomi importanti ed esperienze fondamentali. Nel settembre 2011 ho deciso poi di provare a dare la mia lettura della “moda” e diventare parte attiva del meccanismo con il brand Flavialarocca.

Come ti descriveresti e come descriveresti il tuo stile?
Modulare, Sostenibile, Contemporaneo, Deciso e Femminile. Modulare, per il concetto della composizione dei capi, pensati come moduli intercambiabili e mixabili tra loro, per creare diverse combinazioni. Sostenibile, per l'utilizzo di tessuti rigenerati o riciclati, tutti Made in Italy. Contemporaneo, perché è ispirato alla vita di tutti i giorni, a una donna che lavora, viaggia o si muove nella città. Deciso, infine, nelle linee geometriche e per i richiami al guardaroba maschile.

Che cosa deve avere un designer per considerarsi un Talent?
In senso puramente creativo direi che lo dice la parola stessa. Talento. In aggiunta, direi curiosità e disponibilità a captare input dall'esterno. Per poter andare avanti direi determinazione, tenacia e capacità di focalizzare.

Francesca Evangelista

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Da dove nasce la tua passione per la moda?
La mia passione per la moda nacque quando ero ancora una bambina. Sin da piccola, ancor prima di scoprire di amare il disegno e l’illustrazione, immaginavo abiti indossati da donne coraggiose, sempre diversi e molto femminili. Mi piacerebbe poter avere ancora tutte quelle immagini con me e riguardarle con gli occhi di oggi, anche solo per vedere se il mio gusto di allora sia poi così cambiato. Crescendo ho avuto la possibilità di perseguire questa vocazione e farla diventare la mia professione. La cosa più bella di questo mestiere è poter vedere realizzato ciò che ho immaginato.

Come ti descriveresti e come descriveresti il tuo stile?

Anche se abbastanza versatile e all’occorrenza mutevole, credo che il mio stile sia per lo più lineare. Sono amante delle linee, che si accompagnano, che si incontrano e che a loro volta creano una forma nuova ma pur sempre elegante. Per le mie borse cerco di creare delle sagome equilibrate, unendo moderna classicità a un tocco di stravaganza che, a mio parere, completa l’accessorio. Inoltre, adoro giocare con i colori che hanno il potere di cambiare quasi completamente l’immagine e la percezione della borsa.

Che cosa deve avere un designer per considerarsi un Talent?
Considerarsi un talento oggi è molto difficile. Sono gli altri che devono reputarci tale, anche se, sicuramente, essere ritenuto talentuoso da chi stimi professionalmente è già un piccolo traguardo. Siamo in tanti a voler fare questo bellissimo ma arduo mestiere, pertanto possiamo solo cercare di fare del nostro meglio e nelle possibilità consentite. Sono convinta però che la tenacia e la voglia di riuscire presto o tardi ripaghino sempre, purché tu creda di avercela messa tutta!

Freya Dalsjø

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Freya Dalsjö è la designer danese fondatrice del brand womenswear che porta il suo nome.
Dopo gli studi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Dalsjö ritorna a Copenhagen per presentare la sua prima collezione per la stagione autunno-inverno 2012/13, in occasione della Fashion Week. Nello stesso anno partecipa alla sfilata di inaugurazione della Copenhagen Fashion Week S/S13. In seguito, collabora con il luxury brand Kopenhagen Fur e partecipa alla Copenhagen Fashion Week e alla London Fashion Week e presenta le sue collezioni al Londra alla Somerset House e in occasione dei saloni di Pitti Immagine dedicati alla moda donna.
Nel luglio 2013, FREYA DALSJØ lancia la sua prima collezione di accessori con un focus speciale sui braccialetti di pelliccia.
Oltre alla moda, due sono i suoi grandi interessi: l’architettura e la psicologia, che si riflettono pienamente nelle sue creazioni. Tipica è, infatti, la sua attitudine a interpretare, attraverso gli abiti, la percezione del corpo femminile, grazie a giochi di sovrapposizioni, di linee e volumi e a particolari mix cromatici e di texture.

 

Giancarlo Petriglia

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
La mia passione per la moda è nata nella sartoria di abiti da sposa di mia madre. Sin da piccolo, infatti, il mondo della moda mi ha affascinato. Per me è rimasto come una favola magica che regala emozioni … tutte le volte per le mie collezioni inizio con questa magia...

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti?
Curioso, umile, determinato e in continuo cambiamento...

Come descriveresti il tuo stile?
Ingegneristico, eclettico e creativo.

E la tua ultima collezione?
E' una collezione dedicata a due grandi donne della moda: Anna Piaggi e Diana Vreeland. La descriverei come l’unione della creatività onirica di Anna, mixata al glamour sofisticato di Diana. Punto fermo nelle mie collezioni è la grande attenzione ai materiali, sempre preziosi e di ricerca.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Un "Talent" si distingue quando riesce a comunicare il suo mondo e il suo stile, attraverso quello che crea e non con quello che dice!

Halaby

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
E' nata dal bisogno di raccontare la mia storia attraverso dei pezzi di design che possano regalare, anche per un istante, un’emozione a chi li indossa.

Se dovessi presentarti, come ti descriveresti?

Un narratore che racconta una bellissima favola. Il mio stile è Geometrico.

La collezione e stata fortemente ispirata dal pittore e coreografo teatrale rinascimentale Daniel Rabel e tutti i miei disegni sono stati realizzati a mano e sono stati stampati su Duchesse di cotone e poi elaborati successivamente in borse.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?

Avere le idee chiare pulite e non contaminate. Ispirazioni poetiche e tanto arduo lavoro. E' questo il segreto!

Heavy Machine

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Da cosa è iniziata la tua passione per la moda?
È nata da mio fratello, fantastico come sempre, che ha acceso la scintilla della passione per la moda prestandomi una rivista di moda maschile. (ride)

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti?

Dolce, tosta, con differenti personalità, a seconda delle persone con cui mi trovo. Curiosa su tutto.

Come descriveresti il tuo stile? E la tua ultima collezione?
Provocante, giocosa, divertente, allegra.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Significa osare ed essere folli. Non smettere mai di immaginare e di sognare.

Ituen Basi

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
Il mio primo ricordo del mio percorso nella moda risale a quando avevo 7 anni. Avevo sudato lacrime e sangue per un progetto che qualunque ragazza alle prime armi nel campo della moda avrebbe mostrato alla mamma con orgoglio. Mia madre però non è rimasta particolarmente colpita: avevo “personalizzato” la mia divisa scolastica, dando vita a quello che io ritenevo un capolavoro.
Anni dopo, da studentessa di Arti Drammatiche all’Università di Ife in Nigeria, avevo la reputazione di difendere strenuamente l’anticonformismo e lo stile innovativo, che manifestavo in disegni di costumi per diverse produzioni teatrali.
Dopo la laurea, mi sono specializzata in Tecnologie di Sartoria e Abbigliamento al London College of Fashion, che ha plasmato e scolpito le mie abilità artigianali.

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti? Come descriveresti il tuo stile? E la tua ultima collezione? 
ITUEN BASSEY: Sono profondamente grata a Dio, sono ottimista e curiosa. Sono entusiasta e attratta dalla ‘complessa’ semplicità della vita. Detesto viaggiare ma adoro vedere posti diversi.
MY STYLE: Il mio stile è molto rilassato. Mi piacciono i capi “strani”, che raccontano una storia ma non rinunciano mai al comfort per la moda.
ULTIMA COLLEZIONE: Per la collezione “Ekemini” SS 2014, ho collaborato con uno degli artisti più innovativi e di talento della Nigeria, Victor Ehikhamenor. La collezione gioca sul tema degli esseri sovrannaturali africani ed è una celebrazione della “determinazione ostinata” dello spirito africano, che è per me una grande fonte di ispirazione. “Ekemni” è un tributo all’africano del XXI secolo, alla fusione di influenze culturali diverse che si incontra nell’Africa di oggi.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Credo che ciò che meglio distingua gli stilisti sia il loro punto di vista unico. La capacità di essere se stessi in modo autentico aumenta le differenze. Gli stilisti devono quindi cercare di comunicare nei loro disegni questa individualità in un modo che interessi al pubblico.  

Monica Albanese

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
La passione è una cosa innata, è l'anima della persona e si può non scoprirla mai, ma se è forte, se ti agita dentro prima o poi viene fuori. E' come l'onda del mare, non puoi fermarla.

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti? Come descriveresti il tuo stile? e la tua ultima collezione?
Per me le definizioni sono già delle forzature riduttive. Adoro tutto ciò che è sperimentale e futurista. La mia ultima collezione nasce da una visione antropologica dell' uomo, che si traduce immediatamente con la scelta di un unico colore: il NERO; linee pulite ma non per questo semplici e prive della loro bellezza e preziosità, quella che si trova in natura, non artefatta.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Essere stata selezionata per far parte dei Talents di Super è per me un onore.
Il mio lavoro nasce dall' esprimere ciò che mi sta a cuore. Trovo un lusso rispettare questa esigenza e farlo esprimendo coerentemente quel che si è. Se fai questo, il linguaggio è onesto, leale perché è tuo, unico.

Da cosa e nata la tua passione per la moda?
La moda è un modo di essere, di esprimersi e di identificarsi. E’ sempre stata la mia passione e ne sono sempre stata affascinata, finché non ho avuto il desiderio di creare qualcosa che mi rispecchi e far diventare il gioiello un accessorio moda.

Se dovessi presentarti come ti descriveresti?

Decisa, determinata e un po' trasgressiva.

Come descriveresti il tuo stile?

Sofisticato, elegante e grintoso.

E la tua ultima collezione?

E' ispirata ai diamanti, con particolare attenzione allo studio delle loro forme e dei tagli, intorno ai quali ho costruito i miei gioielli.

Cosa significa essere un talent oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri
?
Grinta, passione, talento nella manifattura, nella ricerca e nello studio del design e, soprattutto, credo che oggi un talento, che si definisca tale, debba far emozionare…

Quattromani

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Da cosa è nata la vostra passione per la moda?
La moda è qualcosa di innato per noi. Non nasce da un evento o da un momento particolare. Diciamo che ha sempre fatto parte del nostro DNA.

Se doveste presentarvi: come vi descrivereste? Come descrivereste il vostro stile? E l'ultima collezione?
Amiamo la semplicità, ma anche sperimentare e questo si riflette nello stile Quattromani. I nostri capi sono caratterizzati da linee pulite e sono i materiali a definire le silhouette. Per il prossimo inverno, per esempio, abbiamo utilizzato il panno tecnico per dare più struttura alle giacche e ai coat, mentre i filati stretch ci hanno permesso di rendere più confortevoli top bustier e pants ultraslim.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Crediamo che oggi per distinguersi dagli altri sia necessaria, prima di tutto, la passione. E poi non bisogna aver paura di sperimentare, creando capi eclettici e originali, ma nel contempo "indossabili".

San Andrès Milano

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
Fin da bambino ho amato la moda, ma sopratutto ero molto curioso della struttura di un vestito, mi sono appassionato della modellistica e la sartoria a 18 anni, così il mio profondo rispetto per il Made in Italy mi ha portato a Milano.

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti?
Come Qualcuno che ama suo lavoro.

Come descriveresti il tuo stile?
Neo-retro style... la collezione s'ispira a una donna intellettuale, ladylike ma con un pizzico di follia.

E la tua ultima collezione?
La collezione rende omaggio a MARIA FELIX, celebre attrice icona dell'età d'oro del cinema messicano, donna di una bellezza conturbante grazie al suo sguardo tagliente e a una personalità forte e determinata. Un dualismo perfetto tra passato e presente, maschile e femminile, con un'allure dal sapore neo-retrò.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Talent è continua ricerca nel creare nuovi volumi, abbinamenti e modi di proporre uno stile contemporaneo. Nel mio caso tutto nasce quando ho in mano un tessuto e inizio a posizionarlo sul manichino… pian piano, tra spilli e forbici, l’abito prende forma. Sono poi i piccoli dettagli che fanno la differenza!

SuperDuper Hats

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Da cosa è nata la vostra passione per la moda? E per i cappelli?
La nostra passione per la moda è qualcosa che abbiamo coltivato negl' anni, ognuno di noi in modo diverso provenendo da background diversi e studi diversi.
Quello che ci ha accomunato fin dall'inizio è stato proprio il cappello,un'accessorio che abbiamo sempre indossato.

Come descrivereste la vostra ultima collezione?

La nostra ultima collezione Donna si chiama The Feminine Mystique.
E' una collezione caratterizzata da uno charm misterioso. I colori vanno dal nero al rosso scarlatto, dal bronzo al pesca. Tantissimi nuovi materiali, il tweed laminato, il neoprene in pattern 3d, frange di vernice lucidissima e piccole visiere di pelle.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Essere Talents oggi significa che molti scommettono su di noi. E noi ovviamente non vogliamo deludere nessuno. Molti sono i fattori che servono per distinguersi degl'altri, uno fra tutti ad esempio la passione,l'entusiasmo che metti nel tuo lavoro, magari da solo non è sufficiente,ma fa sicuramente la differenza.

Yasya Minochkina

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Da cosa è nata la tua passione per la moda?
I miei genitori erano uno scultore eccezionale e una pittrice eccezionale, quindi ho iniziato a interessarmi all’arte già durante l’infanzia. Aiutavo anche un’amica di mia madre, che faceva la sarta, a riparare gli abiti. Mi interessavano quindi anche i vestiti, i tessuti e le loro combinazioni. Per di più, mia nonna aveva un laboratorio, quindi il mio lavoro è una sorta di tributo a lei. Ho studiato fashion design alla Central Saint Martins e alla Antwerp Royal Academy, dopodiché ho lanciato il mio marchio personale.

Se dovessi presentarti: come ti descriveresti?
Sono una stilista di Kiev, in Ucraina, gestisco anche una mia attività e cerco di fare del mio meglio per rappresentare il mio paese sul panorama internazionale. Creo capi femminili e classici, anche se audaci, pensati per donne che lavorano molto e conducono una vita sociale e familiare molto attiva. La mia nuova collezione, in effetti, prende spunto da loro; i loro bisogni sono sempre il mio punto di partenza. Di solito lavoro con gli anni ‘60 e ‘90, classici e sportivi. Sono rimasta colpita anche dalle sculture di Kevin Francis Grey: il suo senso del colore e della texture è davvero perfetto per me.

Cosa significa essere un "Talent" oggi, o meglio, cosa bisogna avere per distinguersi rispetto agli altri?
Per me avere talento significa fare qualcosa in un modo veramente unico ed essere il migliore nel tuo ambito. Per distinguersi dagli altri, uno stilista dovrebbe essere polivalente, avere la capacità di guardare alle cose da diversi punti di vista, essere sincero con se stesso, avere idee geniali e saperle tradurre in belle collezioni.