Extra/Ordinary

ll numero di Colors dedicato alla moda: uno sguardo sui diversi mondi della moda

Stazione Leopolda

22 giugno 2000

Il 22 giugno, giornata inaugurale del 58° Pitti Immagine Uomo, Colors presenta a Firenze il numero della rivista dedicato alla moda e una mostra su mille straordinari oggetti appartenenti al XX secolo promossa e realizzata alla Stazione Leopolda assieme a Pitti Immagine, con il progetto allestitivo firmato dalla divisione design di Fabrica.

Fin da quando Oliviero Toscani e Luciano Benetton decisero di creare un proprio magazine - Colors, la rivista che parla del resto del mondo - la linea editoriale è stata chiara: niente celebrità, niente cronaca e niente moda.

Com’è allora che adesso Colors non solo dedica un numero intero alla moda, ma celebra il suo decimo anno di attività con una mostra realizzata in collaborazione con Pitti Immagine? Sfogliando le pagine della rivista e aggirandosi tra gli oggetti raccolti all’interno della Stazione Leopolda sarà facile capire che in realtà non c’è nessuna contraddizione. Ancora una volta la moda è un pretesto per fare un viaggio nelle culture locali e per sottolineare il rifiuto dell’omologazione a una sola cultura e a un solo mondo.

Extra/ordinary fashion – così si intitola il numero di Colors dedicato alla moda – è uno sguardo sul mondo e sui diversi mondi della moda, analizzato attraverso gli occhi delle culture locali e delle moderne tribù dell’immagine (anche per questo Tati, i grandi magazzini francesi conosciuti in tutto il mondo per la loro clientela multietnica, hanno voluto essere presenti nell’operazione). Quello realizzato dalla rivista è un grande viaggio fatto di volti, vestiti, pettinature. 227 look per la nuova stagione indossati da 5.505 modelli in esclusiva per Colors: Guerrieri Wodaabe in Nigeria, Boyscouts ad Oman, Militari in Colombia, Giocatori di bocce a Johannesburg, Astronauti a Cape Canaveral, Toreri ad Arles, Ravers a Tokyo, Babbi Natale a Londra, Ebrei ortodossi a Gerusalemme, Bikers a Daytona, Casalinghe a Vladivostok, Carcerati a Phoenix, Nudisti a Puget-Theniers, Operatori di Borsa a Chicago. Tutto questo e molto altro ancora in più di 200 pagine di immagini dal “resto del mondo”, nella consapevolezza che non esiste “una moda” e “una cultura”, ma che ogni cultura e ogni moda hanno la stessa dignità e lo stesso diritto di cittadinanza nel mondo.

Colors - Extra/ordinary Things è invece una grande mostra sui reperti archeologici del XX secolo: oggetti eccentrici, fantastici, spettacolari raccolti da Colors in un decennio di attività a contatto con le culture di tutto il mondo. Un documento antropologico che racconta il mondo moderno così come apparirebbe agli occhi di un extraterrestre, superando i confini tra ordinario e straordinario, tra gli oggetti di design e quelli di uso comune, tra la realtà e la rappresentazione, l’alta moda e la quotidianità. Ma 1000 Objects: Extra/ordinary Things è anche un libro di 760 pagine edito da Taschen e distribuito in tutto il mondo in 4 edizioni bilingui: un campionario delle follie del XX secolo che sarà pubblicato in occasione della mostra e fungerà anche da catalogo ufficiale.

Perché questa “extra/ordinary partnership” di Pitti Immagine con Colors

Intanto perché Pitti Immagine vuole rendere omaggio ad un progetto di comunicazione di un’azienda – la United Colors of Benetton – che fin dall’inizio si è distinta per forza e originalità e che assieme a Colors e Fabrica - realtà ormai autonome - formano un modello di impresa culturale globale con il quale è utile e stimolante confrontarsi.

Poi perché c’è una affinità di fondo tra l’atteggiamento di Colors e l’atteggiamento di Pitti Immagine verso la comunicazione e l’estetica del quotidiano: la stessa curiosità per il nuovo, l’attenzione multi-disciplinare e l’interesse per il carattere multi-dimensionale dei fenomeni di moda, che Pitti Immagine ha sempre avuto e che negli ultimi 15 anni ha tradotto in formule innovative di fiera, in mostre e in altre iniziative internazionali di cultura e comunicazione della moda.