Uomo Oggetto

I modelli di maschilità passati, correnti e loro forme future nella prospettiva della moda

Stazione Leopolda

14 - 30 gennaio 2000

La moda da uomo è, tra le altre cose, anche una forma di espressione dell'identità maschile. Ma le idee sul maschile sono oggi in rapida trasformazione, e proprio come la moda, sembrano andare in molte direzioni contemporaneamente. Uomo Oggetto illustra i modelli di maschilità correnti, la loro origine nel passato e le loro prevedibili forme future, esaminati nella prospettiva della moda, del design e dell'arte, tracciata nell'analisi culturale di un gruppo internazionale di esperti e studiosi. Come le precedenti iniziative - Il Motore della Moda (1998) e Volare, l'icona italiana nella cultura globale (1999) - anche la terza ricerca prodotta dalla Fashion Engineering Unitä di Pitti Immagine ha dato origine a un libro che verrà pubblicato simultaneamente negli Stati Uniti - con il titolo Material Man - edito da H.N. Abrams, mentre in Italia Uomo Oggetto è edito da Bolis Editore.

Alla realizzazione di Uomo Oggetto hanno contribuito Carlo Antonelli, Natalia Aspesi, Andrea Balestri e Marco Ricchetti, Carlo Bertelli, Uta Brandes, Thomas Hine, Franco La Cecla, David Le Breton, Anna Lombardi, Peppino Ortoleva e Maria Teresa Di Marco, Ted Polhemus, Claudio Risé, Alix Sharkey, Antony Shugaar, Valerie Steele, Ugo Volli, Alain Weill.

La mostra riprende i temi della ricerca e del libro e li "espone" sotto forma di grande installazione (circa 1.500 mq.) attraverso un percorso di proiezioni su grandi schermi di fotografie d'autore, film, videoclip, spot pubblicitari integrati in un unico ambiente mediatico. Spazio, immagini, filmati e "voci maschili" decostruiscono le coordinate del genere maschile e evidenziano il processo di implosione a cui esso è oggetto sotto l'effetto dei linguaggi della moda, dei media e dell'arte.

Curata da Giannino Malossi e allestita su progetto di Pierluigi Cerri, con la supervisione di Carlo Bertelli e Peppino Ortoleva, la mostra sottolinea come l'identità maschile sia evoluta dalle certezze della cultura classica,  si sia incrinata nel corso del XX secolo, quando la fotografia ha reso evidente la "posa" maschile e le sue contraddizioni e il cinema ha scoperto l'ombra del maschile (una sezione è dedicata all'immagine maschile nei film noir degli anni '40) fino alla sovrapposizione di tutti i modelli - compresi quelli che rovesciano i presupposti del genere maschile - che costituisce l'attuale linguaggio visivo della maschilità nella televisione, nella pubblicità e nella moda, e che proietta gli uomini in uno spazio in cui si percepisce solo la frammentazione e la inaffidabilità di ogni possibile immagine spettacolare.

Solo una trentina o una quarantina di anni fa gli uomini, in totale sintonia con la società, sapevano esattamente come dovevano vestirsi, come presentarsi e comportarsi per irradiare un'immagine di mascolinità. Ma verso la fine degli anni sessanta, queste regole non scritte hanno cominciato a dissolversi. L'esaurimento, ancora in corso, di codici di comportamento consolidati nel tempo ha indotto molti a interpretare come una crisi l'odierno stato di confusione riguardo all'identità maschile. Se crisi è, comunque, essa nasconde in sé un momento estremamente fertile per la storia delle idee che riguardano la virilità e alcune delle personalità più attente della nostra cultura si sono impegnate nella ricerca di nuove strade in cui il maschio esprima la propria identità.

Uomo Oggetto ci fa vedere come la moda, il design e i mezzi di comunicazione considerino la mascolinità e le diano forma, presentando un ampio repertorio di immagini: fotografie di moda e pubblicitarie, personaggi emblematici del cinema e dello sport, archetipi delle culture tradizionali, ma anche uomini che hanno rotto con le tradizioni o se ne pongono al di fuori; tutte figure che servono d'ispirazione per il proprio sesso. Sono immagini che delimitano il territorio mai stabile in cui le norme non restano pietrificate. I saggi raccolti analizzano l'influenza delle divise militari, della musica pop, dell'arte, della fotografia, dello sport, del cinema, della fantascienza, della pubblicità e dei media, esaminano l'industria della moda maschile e le sue riviste, mettendo in luce come i vasti movimenti della società e della cultura incidano sui segni del maschile, su come il maschio si pone e si atteggia.

UOMO OGGETTO
Mitologie, spettacolo e mode della maschilità
ideazione e curatela di Giannino Malossi
supervisione scientifica di Carlo Bertelli e Peppino Ortoleva