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raccolti tra buyers ed espositori di questo Pitti Uomo e Pitti W

TRA I COMPRATORI:
 
Beppe Angiolini, presidente della Camera Nazionale dei Buyer e proprietario delle boutique Sugar (Italia)
‘Atmosfera molto positiva, sia dentro che fuori i diversi padiglioni, e soprattutto molta concretezza: poche cose inutili per lasciare spazio allo spessore. Del resto Pitti Uomo è la fiera più importante del mondo per la moda maschile e tale deve rimanere”. 
 
Maurizio Purificato, proprietario delle boutique Antonia (Italia):
‘Bellissima atmosfera e una grande ricerca dei brand. Il lavoro dei buyer dipende molto dalla selezione che viene fatta dalla fiera, e ogni stagione qui trovo proposte bellissime, di abbigliamento così come di accessori. Particolarmente interessante L’Altro Uomo, dove si avverte la contaminazione tra lo stile dei designer giapponesi e l’influenza americana’.
 
Giada/Lee Eun Jung, Assistant Manager LG Fashion (Corea del Sud):
‘Un’edizione molto vivace: dalla grande affluenza di persone fino ai tessuti e ai materiali, che mi sembrano sempre più naturali e colorati. Pitti Uomo è la fiera di riferimento per la moda maschile e anche una grande opportunità per confrontarsi con persone del settore provenienti da ogni parte del mondo”.
 
Hirofumi Kurino, Senior Adviser United Arrows (Giappone)
‘Cosa dire…, è sempre un’esperienza positiva tornare a Pitti Uomo. Ogni volta trovo miglioramenti: in questa edizione ho trovato particolarmente interessanti i fashion show organizzati durante il giorno, che permettono di veder i capi e le loro possibili combinazioni. E mi piace sempre di più anche Pitti W: è una ventata di freschezza che amplia la nostra prospettiva”.
 
Eduard Belets’kyy, General Director Monet Fashion Boutique (Ucraina):
‘Pitti Uomo è una fiera molto utile, che offre tantissime possibilità di contatti e una bella rete di informazioni. Mi sono piaciute moltissimo sia le proposte moda formali che quelle di streetwear, così come i brand emergenti dei quali abbiamo sempre un grande bisogno”.
 
 
E TRA GLI ESPOSITORI:
 
Aida Barni Galli, presidente Annapurna 
“E’ un Pitti Uomo estivo che lascia ben sperare, il giorno d’apertura è stato preso d’assalto dalla stampa mentre cominciavano a incalzare i buyer. Compratori preparati, con le idee abbastanza chiare su quello che volevano portare a casa. Inoltre i tanti eventi collaterali contribuiscono a portare entusiasmo e ad elevare il numero delle presenze”. 
 
Giuseppe Santoni, amministratore delegato di Santoni
“Siamo qui da 15 anni e per questa edizione abbiamo raddoppiato lo spazio, uno stand per l’uomo classico, e uno per l’uomo sportivo. Qui bellezza, eleganza e stile maschile trovano la loro location per eccellenza. Essere a Firenze è un valore aggiunto impagabile, anche se la città dovrebbe migliorare la sua capacità di ricezione”.
 
Antonio De Matteis, amministratore delegato di Kiton
“Si avverte un’atmosfera diversa da qualche edizione a questa parte. Qui c’è un pubblico veramente ottimo e interessante. Se posso fare qualche annotazione, la struttura della Fortezza avrebbe bisogno di una remise en forme. Per quanto riguarda la ricerca sui brand e l’organizzazione della fiera non si può dire niente. E poi siamo in questa bellissima città”
 
Gian Maria Argentini, direttore generale di Allegri. 
“E’ in assoluto la miglior fiera del settore a livello mondiale. Qui è vincente tutto: l’affluenza, importante e da ogni parte del mondo, lo scouting, innovativo e ricco di stimoli e il contesto. Firenze è una città bellissima, accogliente e anche tutto quello che gira intorno alla fiera – eventi, presentazioni – è ottimo”. 
 
Andrea Lardini, presidente di Lardini
“Qui a Pitti Uomo stiamo facendo un ottimo lavoro con compratori motivati sia dall’Europa che dal resto del mondo. Quanto al Giappone, un mercato provato dai fatti recentemente accaduti, sta tenendo in maniera insperata, con nessun ordine ritirato”. 
 
Massimo Tassinari, amministrazione delegato di Dekker 
“C’è sicuramente un andamento diverso rispetto alla stagione passata. Un numero discreto di presenze italiane, e in aumento invece il settore del retail estero. Per il nostro gruppo la presenza al Pitti Immagine ha sempre avuto un valore positivo. Oggi siamo presenti con due stand, che riescono a rappresentare al meglio tutti e cinque i marchi che ci appartengono”. 
 
Til Nadler, presidente di Closed (Germania)
‘Pitti Uomo è la fiera di riferimento del settore. La qualità in termini di brand e ricerca è sempre presente, e non è mancata neppure in questa edizione. Per noi è fondamentale creare una rete di contatti a livello italiano e internazionale’.
 
Nigel Cabourn del marchio Nigel Cabourn (Gran Bretagna)
“Qualità: è questa la caratteristica che attribuirei a queste giornate di Pitti Uomo. Una qualità che trovo sia negli espositori e nelle loro collezioni, sia nei compratori, tutti di alto livello. Credo che il mercato stia rispondendo positivamente, che si stia indirizzando verso una maggiore ricerca nelle materie prime e nelle forme”. 
 
Daiki Suzuki, proprietario di Engineered Garments (Stai Uniti)
“Pitti Uomo è lo showcase per capire le prime vere risposte del mercato alle mie creazioni, e in questi giorni di manifestazione ho rilevato davvero una buona affluenza. Il trend che ho voluto mettere in risalto a questa edizione, soprattutto attraverso i capispalla, è quello “safari”, a cui ho voluto legare la basicità tipica del mio marchio”.
 
Vivilla Zampini, designer e titolare di Es'Givien
“Pitti W è un appuntamento privilegiato, un contesto ideale per i buyer italiani e internazionali per avere un’anteprima sulle collezioni donna, per cominciare ad approfondire il prodotto e magari fare ordini anche successivamente. Il pubblico del salone è molto alto e qualificato: compratori interessati ad avere contatti concreti con le aziende, perché qui sanno di trovare una  selezione precisa di collezioni. E poi mi piace molto il display di allestimento della Dogana: non è una fiera tradizionale, ma un percorso coinvolgente, che permette di presentare e interagire al meglio con le collezioni.
 
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