Pitti Uomo 91: dati di affluenza

Pitti Uomo n.91 trasmette energia e ottimismo: 24.300 i compratori arrivati al salone, da più di 100 paesi esteri, e circa 36.000 i visitatori complessivi, per un appuntamento che va oltre i concetti di fiera e di fashion week

“Siamo davvero contenti di questa edizione di Pitti Uomo – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine - ma la cosa più importante per noi è il giudizio largamente positivo che emerge dalla grande maggioranza degli espositori e dei migliori negozi e punti vendita internazionali sull’organizzazione, sulla qualità e la varietà stilistica delle collezioni, il livello del confronto tra domanda e offerta, gli eventi speciali. Quanto alla presenza dei buyers sono ovviamente molto soddisfatto della partecipazione estera, che si è confermata sugli altissimi livelli della scorsa edizione invernale (circa 8.800 persone) e tutto sommato mi sembra un buon risultato anche quello italiano (-3.5% rispetto a gennaio 2016), considerando l’altalena di stati d’animo, sentimenti e proiezioni sul futuro che il nostro paese sta vivendo da qualche tempo: si parla comunque di ben 15.500 compratori italiani e quelli più importanti erano tutti in Fortezza da Basso. Qui a Pitti lavoriamo per trasmettere energia, ottimismo e idee – e veniamo ripagati con la stessa moneta: cosa possiamo volere di più?”.
 
I dati di affluenza finale di Pitti Immagine Uomo n.91 hanno dunque registrato 24.300 compratori intervenuti - provenienti da più di 100 paesi esteri – e un totale visitatori che ha raggiunto circa 36.000 presenze. Detto del dato italiano, per quanto riguarda l’internazionale, Germania, Giappone, UK, Francia, Spagna, Olanda, Cina e Stati Uniti si piazzano ancora una volta ai primi posti della classifica delle presenze; un più che confortante recupero della Russia (+14%) e dell’Ucraina, fa da contraltare a un robusto calo degli arrivi dalla Turchia (-31%); i principali mercati dell’Europa dell’Est e del Nord (soprattutto Svezia +13% e Danimarca +8%, mercati affluenti e sofisticati per il sartoriale e la moda di ricerca) si confermano in costante aumento; molto bene le nuove destinazioni come Canada, Israele e Sudafrica; defezioni da paesi come Irlanda, India, Messico ed Emirati Arabi; stabile nel complesso l’area del Sud-Est asiatico, con paesi strategici come Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan e Singapore.
 
Nella Top 20 dei mercati esteri: Germania (897 buyer), Giappone (801), Spagna (693) Gran Bretagna (666), Olanda (500), Francia (415), Turchia (384), Cina (353), Svizzera (340), Stati Uniti (278), Belgio (275), Corea del Sud (264), Russia (208), Svezia (195), Grecia (172), Austria (163), Portogallo (156), Danimarca (137), Canada (103) e Hong Kong (79).
  
A rafforzare il tono positivo della manifestazione va ricordato il ricco e multiforme calendario degli eventi speciali (PS by Paul Smith, Golden Goose Deluxe Brand, il tributo a Ciro Paone, Tim Coppens, Cottweiller per Reebok, la sfilata di Stefano Ricci alla Sala Bianca) e le iniziative mirate a promuovere e valorizzare i brand emergenti, i giovani designers e gli artigiani del terzo millennio: le sezioni My Factory, Make, Unconventional e Open, insieme al progetto speciale Latest Fashion Buzz promosso da Mini, ai fashion shows dei Pitti Italics (Sansovino 6, Lucio Vanotti e Carlo Volpi) e gli eventi dei giovani stilisti coreani e giapponesi.
 
Nei giorni di Pitti Uomo, tra i nuovi talenti internazionali protagonisti del progetto The Latest Fashion Buzz - presentato da Pitti Immagine in collaborazione con L’Uomo Vogue e GQ Italia, assieme a MINI come partner di prestigio – è stato annunciato anche il vincitore di questa edizione: il brand Pronounce (Cina), che si è distinto per la capacità di combinare creatività e uso dei materiali, in un melting pot culturale frutto delle personali esperienze di vita. I designer di Pronounce si sono aggiudicati un servizio di advising gratuito di un anno offerto dall’agenzia di talent scouting CREATIVE AND MORE.