Herbert Hofmann

Head of Buying / Creative Director - ‎Voo Store Berlin

_ Cosa significa per te il futuro della moda, considerando tutti i cambiamenti a cui abbiamo assistito di recente, come l'avvento del see-now-buy-now, la presentazione simultanea delle collezioni maschili e femminili, i passaggi dei grandi marchi da una settimana della moda all'altra, la nomina di nuovi direttori creativi alla testa di griffe e brand?
Un grosso problema per l’industria della moda e per il consumatore finale è che ormai non è facile tenere dietro a tutte le novità e alla velocità con cui cambiano le collezioni. Il marketing governa il mercato, ma l’esposizione inizia a dipendere dai clienti – i bestseller e i must have non sono più il segreto del successo. I social media ci mostrano il risultato del marketing: tutti hanno lo stesso stile e indossano combinazioni di brand molto simili, ed è questo a far sì che i clienti accolgano bene i nuovi prodotti o desiderino un certo stile.
D’altra parte, un cliente informato ha voglia di nuovi approcci o di pezzi unici. Le persone hanno iniziato ad accettare di essere influenzate. Perché mai la parola “influencer” mi dovrebbe piacere? Questa bolla di mega influencer non resisterà ancora per molto e al centro della scena ci saranno persone che sono fonte di ispirazione ma non sono pagate per il loro stile.
Le stagioni si fondono le une con le altre; così, ad esempio, i vestiti estivi non possono più essere comprati in estate. Non è solo illogico e frustrante per i clienti, ma anche dannoso per il mercato.
Molti dei grandi marchi iniziano a praticare sconti del 50% sulle collezioni estive in maggio: in questo modo, obbligano molti dei negozi più piccoli a fare lo stesso, e il risultato è che le collezioni invernali sono appese nei negozi già in giugno.
Abbiamo smesso di acquistare molte collezioni cruise e pre-collezioni – è impossibile gestire tutti i prodotti e interpretare tutte le storie che i brand suggeriscono. Secondo me non c’è bisogno di un’offerta così ampia come credono i brand: chi lavora nel settore è sopraffatto dalla mole di prodotti, come dovrebbe fare un cliente a stare dietro a tutti?
La richiesta di un’offerta e di una selezione più ampie e di un maggior numero di prodotti è finita da parecchi anni – siamo cresciuti con supermercati con una selezione vastissima e centri commerciali con un’offerta enorme: di più era meglio.
In futuro i venditori dovranno concentrarsi sulla selezione, che diventerà un fattore fondamentale perché i clienti vogliono avere una preselezione e hanno fiducia nell’estetica e nel punto di vista dei negozi. Meno è meglio! Spetta ai negozi e agli acquirenti creare nuove selezioni e abbinamenti, all’interno dei brand e unendo brand diversi. A me non piace comprare dove mi propongono qualsiasi cosa in tutti i colori e in tutte le varianti.
 
_ Quali sono secondo te i brand/designer da tenere d'occhio per le prossime stagioni? Da quali paesi provengono quelli più innovativi?
Jil Sander proporrà cose molto interessanti – Lucie e Luke Meier sono i nuovi stilisti/direttori creativi di questa maison italiana. Abbiamo appena visto la pre-collezione da donna ed è fantastica. Hanno rispettato l’eredità di Sander, e nel contempo fatto un grande passo avanti. Non vedo davvero l’ora di vedere la collezione maschile! Va assolutamente nella direzione di quello che mi piace: un design originale ma senza tempo.
Carven per l’estate 2018 prenderà una nuova strada sotto la direzione creativa di Serge Ruffieux, che in passato ha lavorato come stilista da Dior; la sua collezione sarà senz’altro interessante da vedere. Carven mi piace da sempre per la sua immagine francese, elegante con un tocco sportivo.
Sembra che stia tornando in auge il design più discreto. Abbiamo attraversato una fase di street style chiassoso e loghi appariscenti: ora stiamo tornando sul sentiero battuto, con più attenzione al design e stili interessanti, anziché uno stile esagerato fatto di capi basici oversize e motivi a caso. Io ne sono felice.
 
_ Quali sono i principali trend della prossima Primavera/Estate? E parlando dello streetwear e dell'athleisure... come pensi che sia cambiato l'atteggiamento dei consumatori verso questi fenomeni del mondo della moda? Credi che, in un certo modo, abbiano influenzato le modalità di acquisto dei consumatori?
Puntiamo molto sul knitwear per la prossima stagione. Ci sono un sacco di maison e brand che creano maglieria incredibile: Missoni, Prada o Paloma Wool, ad esempio, propongono modelli che funzionano in estate tanto quanto in inverno.
Alcuni trend hanno senz’altro influenzato il comportamento dei consumatori – hanno dato loro la fiducia necessaria per tornare ad acquistare abbigliamento sportivo e brand economici o sconosciuti, perché hanno puntato sui mix più che sui look fatti da capo a piedi di pezzi di un solo marchio. I look fatti solo di athleisure non si vedranno tanto spesso quanto nelle scorse stagioni – sembra che stia tornando di moda l’eleganza. Brand come Jil Sander suggeriscono sempre un look casual che è fresco, trendy e al tempo stesso comodo da indossare (anche grazie a materiali e tessuti tecnici di ispirazione sportiva).
 
_ Cosa ti aspetti dalla prossima edizione di Pitti Uomo?
Sembra esserci di nuovo un bel programma per il pubblico più giovane, come noi di Voo Store. JW Anderson è uno dei miei designer preferiti ed è perfetto dopo Raf Simons, Gosha e gli stilisti delle ultime stagioni. Virgil Abloh e la sua collezione Off-White troveranno molta attenzione e molti fan in Italia.

Location come Futuro Maschile saranno come sempre interessanti per noi, e non vedo l’ora di vedervi brand come The White Briefs, Danton, Stutteheims o Champion.