STAVROS KARELIS

Buying Director Machine-A | Showstudio

_ Come vedi il prossimo futuro della moda, considerando tutti i cambiamenti a cui abbiamo assistito di recente, come l'avvento del see-now-buy-now, la presentazione simultanea delle collezioni maschili e femminili, i passaggi dei grandi marchi da una settimana della moda all'altra o la nomina di nuovi direttori creativi all’interno delle grandi griffe?
Credo che l'industria della moda sia un settore tra i più vivaci e aperti al cambiamento. Sempre attenta a scoprire e promuovere nuovi talenti, nuove vie, nuovi metodi e a spingersi oltre i confini del panorama attuale. Per un'industria che deve accontentare un pubblico enorme, fatto di milioni di persone con esigenze e richieste diverse, è fisiologico suggerire sempre nuove strade e ripensarsi a ogni stagione, per continuare Non ci sono generalizzazioni o regole specifiche che tutti i brand devono seguire. Ogni marchio è diverso. Quindi il messaggio – e quello che secondo me farà la moda del futuro – è difendere questa diversità e questa singolarità. Se per un brand la strategia see-now-buy-now funziona, ciò non significa che funzionerà anche per un altro. Lo stesso vale per l'unione delle sfilate maschili e femminili. Tutto dipende da qual è il pubblico di riferimento, dal mercato di riferimento, anche geografico, dai loro punti di forza e debolezze e dai loro obiettivi futuri. In un ambiente in rapida evoluzione come questo, dobbiamo stare attenti al concetto del tempo e all'impatto che avrà sulle nostre decisioni future. Per me sostenere i giovani talenti e difendere la diversità è l'aspetto più importante dell'industria della moda.
 
_ Quali sono secondo te i brand/designer da tenere d'occhio per le prossime stagioni? E da quali paesi provengono quelli?
Ci sono molti brand che ritengo stiano facendo un lavoro eccellente e che sono nel radar della stampa e dei buyer, come ALIX, Craig Green, Cottweiler, Y-Project, Gosha Rubchinskiy, C.E. e altri. Sono particolarmente entusiasta di alcuni nuovi brand come Vejas e DELADA, A Cold Wall, Paula Knorr e Alex Mullins. Devo dire che Londra è decisamente la città dove nascono i marchi più all'avanguardia, dato che qui si trovano alcune delle migliori università al mondo, come la Central Saint Martins, il Royal College of Art e altre. Inoltre, il lavoro del British Fashion Council e di NEWGEN sostiene davvero i giovani talenti e offre loro l'opportunità impareggiabile di creare marchi di successo con una stabilità a lungo termine e un pubblico di giornalisti, buyer e clienti internazionale.
 
_ Quali sono i principali trend della prossima P/E? E parlando dello streetwear e dell'athleisure... come pensi che sia cambiato l'atteggiamento dei consumatori verso questi fenomeni e trend? Credi che, in un certo modo, abbiano influenzato le modalità di acquisto dei consumatori?
Anche se non amo particolarmente riflettere sui trend e analizzarli, perché penso che il nostro lavoro sia creare le nostre storie individuali nei nostri negozi e in questo modo informare i clienti e suggerire loro nuovi modi di pensare a un outfit e all'intera esperienza dello shopping, direi che gli abiti su misura stanno diventando sempre più importanti, e che si vedono molti più stili semplici – con un occhio di riguardo per la vestibilità e la qualità dei tessuti. Colori come il viola, il giallo e il rosso sono protagonisti. Penso che stiamo entrando in un'era della moda sportiva molto "stile Prada". L'athleisure o lo streetwear rimangono forti fintanto che i brand che li propongono restano fedeli ai loro clienti e non lo fanno perché va di moda. Lo streetwear e l'athleisure si basano su una filosofia e su quanto sono davvero rappresentativi di una cultura specifica, che li rispetta. Certo, è trendy avere un brand di skateboard, ma non significa che la comunità degli skater lo sosterrà o lo rispetterà, se il brand crede che sia sufficiente mostrare uno skateboard e qualche t-shirt grafica. Prendete ad esempio SUPREME o Gosha. Si sa che alla base di quei marchi c'è una relazione autentica. Credo che i consumatori siano abbastanza svegli da capire la differenza e che sosterranno i pochi marchi fedeli alla propria etica.
 
_ Cosa ti aspetti dalla prossima edizione di Pitti Uomo?

Credo che Pitti abbia cambiato drasticamente il panorama della moda uomo internazionale, facendo un lavoro straordinario. La selezione dei brand e gli ospiti speciali sono così perfetti che ogni volta non vedo l'ora di conoscere il programma dell'edizione successiva! Un'organizzazione fantastica, con brand scelti da persone lungimiranti e un livello di professionalità incredibile. Spero che continuerà a ospitare solo i migliori marchi emergenti, come sta facendo ora. E magari sarebbe bello vedere una sfilata di Craig Green a Pitti!