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Siamo felici di rivedervi a Pitti Uomo. Le vostre collezioni sono sempre creative ed emozionanti: come fate a mantenere così alta l'intensità in ogni lavoro?

 

MD: Quando iniziamo a lavorare sulle collezioni o le presentazioni, ci concentriamo su elementi che trascendano il mondo della moda. Il nostro obiettivo è dare alle persone qualcosa di significativo da ricordare.

Quando avete fondato il marchio, nel 2012, i social media vi hanno sostenuto e hanno contribuito a farvi conoscere. Poi sono arrivate le collaborazioni con alcuni grandi nomi della moda: da Reebook a Mulberry, passando per Woolmark. Perché le partnership sono così importanti per il vostro brand in questo momento?

 

 

BC: Penso che sia fondamentale condividere la nostra creatività con l'esperienza degli altri. Specialmente quando si tratta di creare nuovi dettagli tecnici per un prodotto sempre più sofisticato.

Allegri è uno storico brand italiano che realizza capispalla ed è, come Cottweiler, una label dal posizionamento alto. Quando lo stile “brit” incontra il gusto italiano, accade qualcosa di magico?

 

MD: La relazione tra i marchi inglesi e i clienti italiani è storica e ben affermata. Gli italiani hanno sempre subito il fascino del nostro stile, e noi del loro. Soprattutto quando si tratta di abbigliamento casual. Immaginando una nuova collezione, non dimentichiamo mai le influenze del dress code europeo. Allegri porta con sé un patrimonio prezioso di artigianalità e qualità. Anche i marchi inglesi possiedono queste caratteristiche, ma con un'estetica leggermente diversa.

La collaborazione con Allegri è ispirata al film di Luc Besson del 1988, “Le Grand Blue”, e al mondo marino. Raccontateci di più.

 

MD: Volevamo rappresentare “Le Grand Blue“ in ogni suo aspetto, in particolare in quelle attività sportive legate alle profondità marine - le immersioni, la pesca subacquea e l'apnea - per una collezione waterproof, ispirata all'iconico soprabito anti-pioggia che Allegri ha prodotto per anni. Lo sportwear sartoriale è l’anima di Cottweiler.

Come è nata la collaborazione con Allegri?

 

BC: Abbiamo costruito il nostro network in Italia grazie allo showroom milanese che ha venduto le nostre collezioni e grazie anche al rapporto con Pitti Immagine che ci ha fatto conoscere. Da parte nostra c'era l'interesse a lavorare con un brand italiano, e Allegri era intenzionato a proporre il proprio prodotto a una fascia più giovane, aggiungendo al capo spalla iconico un tocco d’avanguardia.

Quali aspetti tecnici verranno valorizzati nella collezione?

 

BC: Il nylon sportivo è la firma di Cottweiler, ma abbiamo giocato molto con le proporzioni, rimanendo fedeli alla silhouette di Allegri. Abbiamo provato a costruire ogni capo su un sistema a due strati. Il primo, altamente tecnico e simile a una muta. Il secondo, quello esterno, che invece si può coniugare con il range di proposte dalla collezione. In questo modo è possibile creare svariati stili.

Vi siete conosciuti da studenti, all'Università di Bristol. Come avete capito che era l'incontro giusto per iniziare a creare insieme?

 

BC: Ci siamo incontrati nel 2005, mentre studiavamo fashion design. Inizialmente abbiamo condiviso l'amore per la musica: a entrambi piaceva ascoltare e scoprire nuovi musicisti. Siamo cresciuti con un sacco di reggae e dancehall. Poi, durante l'università, abbiamo iniziato a disegnare. E alla fine è nata l'idea di un brand, oltre che di un prodotto. Insomma, tutto è iniziato "per caso", come un progetto tra due amici, più legato all'arte che alla moda, ma che poi si è trasformato in un vero business.

In che modo la vostra partecipazione a Pitti Uomo 91 ha dato spinta e forma al vostro brand?

 

BC: Pitti Uomo ha davvero fatto conoscere il brand a un nuovo pubblico. Fino ad allora, eravamo conosciuti come brand underground londinese, presente sulla scena artistica e fashion. Pitti ci ha introdotti alla stampa e ai buyer internazionali. Contemporaneamente anche l'immagine del brand è cambiata rispetto al suo format originale: oggi siamo concepiti come una realtà più strutturata e con un concept forte.