INFO

Partiamo dal capire che valore progettuale secondo te ha oggi la creatività?

 
La creatività ad oggi può essere definita più generosamente che mai, come qualcosa che può essere applicato a una vasta gamma di settori e che viene espresso sempre di più nelle interazioni tra le diverse forme di media. Ad esempio, si ha l'incomparabile Karl Lagerfeld, che è al tempo stesso un designer e un fotografo e che porterà questi due media in contatto creativo nella sua prossima mostra, Visions of Fashion, nell’occasione di Pitti Uomo 2016. Per l'evento che si terrà a Firenze (a cui ho lavorato come Project Advisor), le fotografie di Karl verranno esposte a fianco dei capolavori antichi di Palazzo Pitti.
 
Gosha Rubchinskiy, il cui ultimo menswear sarà presentato sempre a Pitti Uomo, è un altro creativo che attraversa i confini tra i media per rafforzare la sua pratica, utilizzando fotografia e films per tracciare le tendenze della cultura contemporanea ed essere poi incorporate nel suo design.
Un altro artista rilevante è il fotografo francese Charles-Henry Bédué, che è rappresentato dalla mia piattaforma, nineteensixtyeight, e che documenterà con le sue foto l'intero Pitti Uomo. E’ un artista che ha sviluppato quella peculiare visione grafica che lo contraddistingue dal fotografare eventi di moda e della società contemporanea: per cercare un nuovo stile di fotografia ha finito col soddisfare il suo istinto piuttosto che quelli dei suoi clienti.

Quanto ha senso fare nel 2016 gli artisti e quanto ha senso investire nell'arte?


Nessuno è mai stato un artista perché aveva un senso. Se la domanda è di essere un artista di successo, oggi è sia facile che difficile, nel senso che ci sono molte più opportunità di auto-promozione e auto-pubblicarsi- soprattutto attraverso i social media - ma è anche molto difficile uscire dalla massa e farsi notare.

 
Io non sono particolarmente interessata alla questione dell’investimento. Ho un genuino interesse nel consigliare i miei clienti ad espandere la loro visione e la loro conoscenza, incoraggiandoli anche ad investire sia in nuovi talenti che in fotografi affermati che potrebbero non essere sul loro radar. Li incoraggio a comprare solo se amano il lavoro e li sollecito semplicemente a seguire il loro intuito e a rimanere sempre informati, così non si può sbagliare: per prima cosa l'opera d'arte è stata controllata e suggerita da un professionista e questo garantisce la sicurezza dell’acquisto, e poi, cosa più importante, l’opera ha un valore intrinseco perché il cliente vi si è connesso ad un qualsiasi livello, sia esso emozionale o intellettuale.
 

E le aziende? Sembra un trend in aumento il dedicarsi all'arte da parte di queste ... cosa le spinge a fare ciò secondo te?


Molte aziende, naturalmente, sono motivate almeno in parte da un interesse nella creazione di un'immagine culturalmente impegnata e filantropica. Ma indipendentemente dalla motivazione, in un momento in cui i tagli ai finanziamenti all’arte e alla cultura stanno diventando sempre più profondi, i grandi marchi aziendali sono diventati di vitale importanza come sponsor delle iniziative dei settori artistici e culturali. Parte del mio lavoro significa proprio concentrarsi su queste opportunità di collaborazione: l'agenzia per cui lavoro, Showcase, è specializzata a collegare i settori di business e cultura per creare partnerships reciprocamente vantaggiose.

Parlando di giovani creativi, come li si può aiutare veramente ad emergere?


La maggior parte degli artisti sono oggi in grado di aiutare se stessi attraverso la presenza online sui social media, in particolare i Millennials. In termini di visibiltà al giorno d’oggi, spesso è più importante avere una forte presenza online che avere una mostra in un museo. E’ solo una questione di tempistica – i meccanismi lenti dello show museale non sono abbastanza rapidi per offrire ad un giovane fotografo la visibilità che può avere invece sui vari network online. Artisti e specialmente i fotografi oggi creano rapidamente un lavoro e per la natura stessa del mezzo e la cultura della condivisione,  c’è la necessità di essere sempre aggiornati e situare i nuovi progetti nel momento presente.

Io credo molto nella realtà on-line, e questo è il motivo per cui ho concepito nineteensixtyeight, la mia piattaforma dedicata alla fotografia, come un luogo virtuale. Lo spazio online è fantastico per la flessibilità, diffusione e circolazione di massa di arte contempranea, specialmente fotografia. Seppure, dietro c'è un lavoro di ricerca, di editing e controllo delle stampe, che è cruciale e che deve essere eseguito e supervisionato da un esperto - in questo caso me stessa.
 
In genere gli artisti hanno anche bisogno di ricevere i giusti consigli su una serie di questioni fondamentali come le edizioni e i prezzi, come auto-presentarsi come artista - permettendo al loro lavoro di circolare in modo adeguato, e di avere la possibilità di essere visto in una gamma di contesti, istituzionali, editoriali, e così via. Spesso artisti giovani e anche a metà carriera che non hanno una grande esperienza di vendita hanno bisogno di più di una semplice piattaforma per vendere o promuovere il loro lavoro, hanno bisogno di una guida esperta per avanzare nella loro carriera.
 

Qualche best practice internazionale che è attiva in maniera utile?

 

Come ho già detto, dirigo una nuova piattaforma per la fotografia nineteensixtyeight, insieme a Elizabeth Breiner che ricopre il ruolo di Editore; cerchiamo il lavoro di talenti emergenti da promuovere e vendere. Esistono molte altre piattaforme di e-commerce che vendono con successo grandi quantità di opere in modo più industriale; questi siti  possono funzionare bene per gli artisti già affermati o che vendono grandi edizioni e sono meno interessati al posizionamento delle loro opere.
 
Siamo orgogliosi di lavorare one-to-one con gli artisti e assicurare che stiamo presentando il loro lavoro nel modo esteticamente e concettualmente più efficace possibile, fornendo anche una ricca ed elevata gamma di contenuti editoriali per accompagnare le opere d'arte. L’attività curatoriale è della massima importanza, anche on-line, e noi mettiamo una grande quantità di energia nell’organizzare il nostro immaginario con la stessa cura e considerazione come se fosse lo spazio fisico di una galleria; considerando le dimensioni, la sequenza, la navigazione, l'integrazione testuale. Io porto la mia esperienza personale come gallerista e art advisor di lungo tempo, mentre Elizabeth combina il suo experstise di giornalista e editor con precedenti esperienze in festival di fotografia e curatela online.
 
Per quanto riguarda il lato delle istituzioni il Foam (Amsterdam) e’ molto al passo con I tempi, promuovendo ed esponendo giovani fotografi che stanno spingendo i limiti del mezzo fotografico in modo innovativo. Il Festival della moda e della fotografia di Hyères è un grande spazio per gli specialisti, ed ancora una volta unisce i settori della moda e della fotografia in modo unico per un pubblico globale.