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Una cosa che colpisce, chiedendo a un esponente di una fashion school di parlarci del lavoro dell’istituto è sempre la prima, più generica, risposta. “Siamo in grado di soddisfare qualunque necessità degli studenti”. Ma che cosa significa concretamente? Cosa distingue il Bunka Fashion College dalle altre scuole di moda internazionali Vice Presidente Aihara? “Gli studenti che abbiano approfondito e compreso l’industria della moda saranno sicuramente in grado di entrare in questo settore con una visione più ampia. É questo il nostro obiettivo primario. I quattro indirizzi previsti dalla scuola (Fashion Creation Department, Fashion Technology Department, Fashion Marketing and Distribution Department, Fashion Accessories and Textiles Department) abbracciano tutte le categorie possibili di lavoro all’interno del settore della moda. E senza dubbio, sia la teoria sia la pratica sono importanti in questo campo.

Per esplorare appieno il potenziale di pattern e tessuti, gli studenti devono ricercare una propria estetica, dando vita a creazioni del tutto individuali. Tuttavia, al giorno d’oggi, non si può fare affidamento solo sulla creazione. È necessario mantenere un equilibrio tra le necessità del consumatore e il lavoro dell’industria, promuovendo allo stesso tempo la nascita di nuovi designer che siano anche imprenditori. 
Le lezioni di sartoria sono presenti in ogni corso, anche in quello di marketing e distribuzione, per esempio. Questo perché crediamo sia fondamentale comprendere la creazione di un abito e la struttura del corpo umano, così come è necessario conoscere le fasi tecniche del processo creativo.” Ci dice Aihara. Una grande attenzione, infatti, riveste il valore della comprensione dell’anatomia e delle forme umane, e non a caso, ogni anno l’Istituto prende le misure dei suoi studenti per creare manichini che rappresentino esteticamente la fisicità media degli stessi.  
E la personalizzazione degli strumenti è un valore molto importante: “Il nostro Istituto ha i suoi libri di testo. – continua la Vice Presidente – “Siamo noi stessi a creare i testi che poi utilizzeremo durante le lezioni, appositamente concepiti per l’insegnamento e tradotti anche in inglese e in cinese. E vantiamo 50 pubblicazioni originali che trattano 43 materie diverse. Come nell’insegnamento della sartoria, mettiamo lo stesso impegno nell’insegnamento dei principi e della teoria del business. Il nostro scopo è quello di insegnare agli studenti come guadagnare attraverso la vendita di capi creati dagli stilisti, senza perdere di vista le richieste dei consumatori.”
 

Ma è anche il valore dell’offerta post-graduate a fare la differenza tra i vari istituti internazionali.  “Il Bunka Fashion College offre ai suoi diplomati la possibilità di proseguire gli studi presso la Bunka Fashion Graduate University (BFGU) - situata all’interno dello stesso campus - per approfondire il business nel settore della moda, assecondando le singole personalità allo scopo di aiutare poi tutti ad avviare una propria attività, una volta laureati.” 

Unica scuola superiore specializzata in Giappone ad offrire master, circa il 30% degli iscritti di quest’anno della BFGU è diplomato al Bunka Fashion College. Continua Aihara: “Molti laureati dalla BFGU hanno conseguito risultati importanti, fondando brand e presentando le proprie creazioni alle settimane della moda di Parigi e di Tokyo.” 
 

Tra i principi fondamentali del modello educativo del Bunka Fashion College, senza dubbio, riveste un ruolo primario il lavoro congiunto dei suoi studenti: “Il College è in possesso di strutture ed attrezzature tra le migliori al mondo. In tutte le classi sono presenti tre tipi diversi di macchine da cucire per un totale di 3.300 unità. Grazie al nostro sistema di produzione, ben 200 studenti possono lavorare simultaneamente. L’impegno giornaliero degli studenti è rappresentato dal lavoro in team che si concretizza in un fashion show organizzato ogni anno a novembre. La sfilata si svolge nel corso di tre giorni durante i quali i capi vengono presentati per ben sedici volte a un pubblico che raggiunge le 20.000 persone. 

E la continuità del metodo di insegnamento è un fattore chiave nel corroborare un sistema educativo: “la maggior parte dei docenti si sono diplomati al Bunka Fashion College, e tra loro ci sono persone di differenti nazionalità. In altre parole, i docenti con esperienza pratica nel settore della moda, attraverso il loro insegnamento, sono in grado di simulare l’ambiente lavorativo reale e fornire agli studenti informazioni utili per avviare poi un’attività di successo. Inoltre, avere docenti diplomati nello stesso college assicura la continuità del nostro metodo d’insegnamento. Senza contare che si tratta di persone molto legate all’istituto che hanno una particolare devozione nei confronti degli studenti. Tutti i nostri insegnanti hanno inoltre l’opportunità di portare avanti ricerche e partecipare a programmi di formazione, utilizzando nell’insegnamento i risultati ottenuti.”
 

Sapersi adattare in modo reattivo ai repentini cambiamenti dell’industria della moda è un elemento chiave per ciascun soggetto che operi nel settore e, maggiormente, è una primaria esigenza per ogni fashion educator. “È un fattore fondamentale” - ci dice Aihara - “Soddisfare le richieste del mondo della moda è una primaria responsabilità per noi. Per esempio, focalizzando l’attenzione sugli studenti stranieri diplomati - notevolmente aumentati negli ultimi anni - il Bunka Fashion College offre loro notevoli opportunità di lavoro nell’industria della moda giapponese. Si tratta anche di un modo per contribuire allo sviluppo del Giappone, ma anche del loro Paese natale, qualora decidano di farvi ritorno. E questo si coniuga alla necessità di offrire una guida in tema di design. Per poter essere all’altezza di tale compito, per esempio, cerchiamo di assecondare e sviluppare l’ideazione di nuovi tessuti, per soddisfare i designer più creativi e accrescere la conoscenza in tema di realizzazione di campioni, fondamentali per il lavoro degli stilisti.” 

Images courtesy of Bunka Fashion College