How to get ready for an interview with the proper material.
Ecco alcuni Pitti Tutorship tips!

Valutati di più: ci penseranno gli altri ad abbassare il prezzo” sosteneva Anton Čechov. Certamente il pensiero del drammaturgo russo era ben lontano dalle logiche del fashion system, ben lungi da quella frenesia talvolta schiacciante che caratterizza il turnover delle figure professionali nella moda.
Ma di certo questa frase dovrebbe, per tutti e in tutti i campi, suonare come un mantra. Valutarsi, di più! Non edulcorando le proprie effettive capacità, ma, soprattutto, valorizzando il proprio potenziale.
Siamo talmente focalizzati su quello che vorremmo, che non valutiamo più obiettivamente le nostre capacità. Studi, stage, interessi, esperienze lavorative su differenti livelli, tutto è fondamentale nel delineare il nostro percorso professionale, lungo il quale, certamente, sono le attitudini personali a segnare le pietre miliari.
Prima di tutto occorre capire che interlocutore abbiamo di fronte e che cosa ci sta chiedendo in quel determinato momento. Una griffe internazionale? Un fashion brand strutturato o non ancora? E che cosa stanno ricercando? Head designer? Direttore Creativo? Consulente stilistico? Womenswear, menswear o accessories designer? Tutto deve essere calibrato e strutturato al fine di intercettare le esigenze del nostro interlocutore.
Armatevi di semplicità e chiarezza. Sono queste le linee guida fondamentali. Come per i classici CV che non dovrebbero essere più ampi di due pagine, così un portfolio non dovrebbe essere eccessivamente lungo. Less is more! Quale motto migliore?
Cercate di capire lo stile del brand al quale vi rivolgere e quello dei vostri predecessori; sembra scontato ma vi assicuriamo che è un particolare che non tutti colgono. Ricordate che l’empatia premia in tutti gli aspetti della nostra vita, ancor di più in ambito lavorativo. Dimostrarsi propensi ad essere in linea o affini al DNA del marchio è un aspetto da non sottovalutare. E che non viene mai sottovalutato dalle human resources. Questo non significa, tuttavia, appiattire le proprie peculiarità ma solo trovare un modo per rendere le proprie differenze empaticamente appetibili per un brand.
Trovate un font che possa risultare familiare a quello del marchio o in linea con lo stile social che predomina in questo periodo attuale. Anche il taglio delle immagini deve essere clean & essential, niente effetti, niente colori stravolti.
Parlate di voi. Raccontatevi attraverso le vostre esperienze professionali (selezionando solo le principali e le più attinenti alla posizione lavorativa per la quale vi state presentando) e, brevemente, cercate di descrivere a parole il vostro stile. Senza eccessi allegorici, raccontatevi con onestà e passione, anche attraverso gli obiettivi e risultati che avete raggiunto durante gli studi ma soprattutto durante le esperienze lavorative. Eventuali premi vinti o concorsi, sono certamente un valore aggiunto.
E le immagini, le immagini sono fondamentali. Sembra una banalità, ma non sempre - e nella nostra esperienza ne abbiamo avuto molte volte la riprova - chi vuole realizzare un buon portfolio ha ben chiara questa necessità. Immagini in alta risoluzione della vostra ultima collezione invernale e di quella estiva. Quelle che sono più efficaci nel suggerire alle HR la vostra vicinanza al brand. Studiate dunque, almeno le ultime quattro collezioni che il marchio ha presentato. Del resto il web, in questo, è un validissimo aiutante!
Il focus deve essere non solo sul look e sul capo nella sua interezza ma anche sui particolari, sui dettagli come cut e ricami. E ricordatevi che bastano anche tre immagini total look e tre di dettaglio per fare la differenza.
Inoltre non dimenticate i vecchi ma pur sempre amati figurini. Avere sul vostro tavolo una dozzina di disegni in originale, su carta, ben colorati e ben sequenziati darà al vostro interlocutore la possibilità di comprendere la vostra mano e il vostro lato “handmade”. Gli sketches sono il vostro vero tratto stilistico, sono la firma il vostro intero lavoro. Usateli!
 
Moodboard. La creatività non risiede solo nel prodotto, la creatività vive attraverso i vostri occhi e la vostra mentre. Valutando chi abbiamo davanti, vogliamo anche sondare le sue ispirazioni, la sua cultura, i suoi riferimenti spaziali e temporali. Perché un potenziale non si misura solo dal prodotto, ma dall’inespresso che alimenta la mente di chi lo produce: l’idea. Utilizzate dunque riferimenti a viaggi, a colori, alla storia del costume o alla vostra vita personale, che, come un vero e proprio moodboard fisico appeso nel vostro studio, possa rivelare qualcosa di più di voi.
Last but not least… in questo piccolo vademecum che, più che esaustivo, vuole essere “a mix of friendly tips”, ricordatevi di inserire i vostri contatti! Sembra banale, ma vi assicuriamo che sono tantissimi i CV e i portfolio che abbiamo ricevuto senza riferimenti. Non solo social, talvolta mancano contatti di uffici stampa o la stessa mail o telefono del designer.
E rileggete. Prendetevi il vostro tempo per rileggere e riguardarlo.

Fingers crossed and touch wood…Oppure ferro, purché vada in porto!