Fashion Diary Pitti W 15

Dopo due stagioni di assenza, torna Susie Lau, pronta a firmare il nostro fashion diary di Pitti W!

Day 1

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Dopo due stagioni di assenza sono tornata a Pitti Uomo. E’ passato troppo tempo, Firenze! Due stagioni sembrano un tempo molto lungo nel mondo della moda, a causa del rapido avvicendarsi delle collezioni qui, là e ovunque. Ma a Pitti si ha la sensazione che il passo sia più lento. C'è tempo per apprezzare l'abilità artigianale e la longevità dell'abbigliamento. Non voglio parlare dei trend o di "cosa c'è di caldo" in questa stagione. La bellezza di Pitti Uomo, invece, è che trovi marchi i cui capi vorresti tenerti cari per sempre, e non solo per una stagione.


Ecco alcune cose che ho osservato con interesse nella prima giornata:

 

Lardini x Nick Wooster

Questa è la seconda collezione realizzata dall'icona dello street style in collaborazione con Lardini. Mi piace il modo in cui ha modificato i classici e fuso generi diversi in capi come un soprabito di lana con fodera impermeabile riflettente e riquadri color arancio fluo. Le sneaker slip-on (un tipo di scarpa il cui successo non accenna a diminuire) sono realizzate in lana loden verde. E nel caso ci si dimentichi di stare indossando un modello di Nick Wooster, piccole targhette con il suo viso ricordano perché lui sia fonte di ispirazione per così tanta gente.

Suzusan

Hiroyuki Suzusan è la quinta generazione della famiglia Murase di Arimatsu, città del Giappone, famosa per i suoi tessuti shibori di alta qualità. Lo shibori è una tecnica giapponese di tintura che prevede una complicata procedura di annodamento e torcitura, seguita di solito da immersione nella tinta color indaco. Hiroyuku , tuttavia, sta portando lo shibori a nuovi livelli contemporanei con la sua bella gamma di foulard e maglieria, usando lo shibori su materiali non convenzionali come il cachemire. Hiroyuku cerca così di sostenere l'arte della tintura, creando un prodotto convincente ed evocativo.

Finlay & Co.

Lo spazio Pop-Eye di Pitti Uomo, dedicato all'eyewear, torna per la seconda stagione e mi ha fatto piacere vedere qui Brits Finlay & Co., che espone la sua gamma di occhiali da sole in legno innovativi ma classici. L'idea non è del tutto originale, ma Finlay & Co. ha realizzato una collezione veramente raffinata, le cui forme classiche son diventate di culto per molti follower. Qui il modello Thurloe è un buon esempio della gamma classica, ma il brand ha iniziato a espandersi al di là del legno creando modelli eleganti come queste montature Pembroke in acetato con lenti clip-on polarizzate.

Eribé

A Pitti W, una delle più grandi aziende europee di maglieria lavorata a mano ha catturato il mio sguardo con i suoi modelli colorati realizzati con tecnica Fair Isle. Il marchio scozzese di maglieria Eribé si descrive come "industria rurale divenuta globale", in quanto impiega in tutta la Scozia magliaie che lavorano a mano i loro comodi capi. Mi piacciono soprattutto i tocchi fluo che risaltano sul disegno tradizionale.

Day 2

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Rumisu

 Non è difficile essere attirati nel mondo illustrato di Rumisu, con etichette battezzate con nomi come "Monster Selfie". A Istanbul, la loro sede, le sorelle Pinar e Deniz hanno trasferito le loro idee eticamente consapevoli - come la loro avversione verso le corride e l'allevamento dei serpenti per lavorarne le pelli - su quadrati di seta e cotone. Le etichette, altrettanto consapevoli, raccontano queste storie e i grandi foulard sono anche corredati di animali-accessorio realizzati all'uncinetto. Sono stato anche abbracciato dal personaggio Mr Hugs-A-Lot presente nel loro stand!

Via via che Pitti diviene sempre più affollato, le scoperte arrivano più frequenti e veloci. Ho dato un'occhiata alla sezione In Touch, dove sono concentrati i brand più giovani e nuovi. Ecco alcuni dei miei preferiti. A quanto pare mi attirano i marchi che mostrano un po' di humor intelligente e su loro stessi.
 

Kele Clothing

La palette luminosa e allegra della maglieria Kele ha catturato immediatamente il mio sguardo. Idiko Kele crea comodi capi, tutti realizzati a mano in Ungheria. La sua collezione A/I 15-16 si incentra su disegni geometrici e combinazioni cromatiche inaspettate. Ha anche lanciato una collezione specifica a scopo benefico, chiamata #SharingIsMultiplying, per far crescere l'attenzione verso il problema dell'autismo.

Westage & Co

 Normalmente non sarei attratto da una giacca cerata o da un blazer di jersey di cotone, ma era difficile resistere ai colori, ottenuti con tecnica di tintura ombre, dei bei capi outwear di Westage & Co. Lo stilista coreano Don Kim ha creato il suo brand Westafe & Co nel 2009, e lo sta affinando in modo da creare un ponte tra la propria eredità coreana e i codici della moda uomo occidentale. Sul colletto è ricamato uno luogo in coreano e la stampa di una tigre fa capolino dall'interno della fodera, ma sono solo piccoli segni culturali. Essi non distraggono dalle sapienti tecniche di tintura che Kim ha sviluppato nel suo paese.

JIMI ROOS

L'ennesima scoperta: Jimi Roos è nato in Svezia, ma ha imparato la moda nelle piccole botteghe artigiane di Firenze, rendendo sempre più deliziosi i suoi ricami. Ha scoperto accidentalmente un modo di eseguire ricami con la macchina da cucire lasciandosi "guidare dall'errore". I suoi ricami anomali abbelliscono ora tutta una serie di camicie da uomo, T-shirt e giubbotti con piccoli momenti di stravaganza, come un emoticon sorridente o un ghigno insolente.

Day 3

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L'artigianato è ovunque a Firenze, in primo piano nelle stradine tortuose dove si affacciano i piccoli negozi specializzati, e – come ho scoperto - è presente in abbondanza anche all'interno delle mura della Fortezza da Basso. Sarebbero troppi i nomi da menzionare, in quanto praticamente ogni brand che espone a Pitti ha al proprio centro l'artigianato. C'è sempre il pericolo di elogiare qualcosa per il solo fatto che è artigianale – ma i prodotti esposti da questi tre marchi hanno qualcosa in più.

Bōle

È come se avessi trovato l'oro, quando sono passato accanto allo stand di Bōle. Lo dico in senso letterale, perché i loro accessori di pelle, sottoposti a concia organica, brillavano all'unisono grazie ad una tonalità di colore dorata, caramello scuro. Fondata nel 1899, Bōle è l'ultima conceria del mondo che utilizza la corteccia di abete rosso. Opera appena a sud del circolo polare Artico in Svezia. Probabilmente questa azienda familiare, giunta alla quarta generazione, è l'unica etichetta tradizionale di prodotti in pelle svedese esistente, con riconoscimenti quali il titolo di fornitore della Casa reale svedese. Dopo un processo di ristrutturazione, oggi Bōle è pronta a raccontare al mondo la bellezza degli zaini, delle valigette e dei classici borsoni da medico. E’ stato un vero piacere scoprire il loro mondo.

MSL Billy Reid

Nella sezione Born in the USA, curata in modo eccellente, ho scoperto che il paladino della moda uomo americana Billy Reid ha realizzato i suoi capi "made in America" in una gamma a parte, con etichetta MSL-ALA, abbreviazione della località di Muscle Shoals, Alabama – sono i capi che meglio rappresentano Billy Reid. La collezione è formata da capi durevoli, praticamente per sempre, come il morbidissimo giaccone di shearling con chiusure metalliche in rame, pullover con toppe di pelle ai gomiti e poncho pronti per un bivacco. Utilizzando produttori specializzati, dalla costa orientale a quella occidentale, MSL cerca di darci un racconto più completo, che va al di là delle nostre percezioni del Made in USA.

Larose

Pitti ha sempre una grande scelta di modisteria classica, che non segue i dettami della moda. È emersa tuttavia una nuova generazione di produttori di cappelli, grazie alla quale tutti possiamo trovare quello giusto per noi. Larose è uno dei miei nuovi preferiti. Lavorano in Francia con una fabbrica specializzata e tessuti di altissima qualità, reinterpretando forme classiche. I loro cappelli e berretti firmati sono eleganti e discreti e nella stagione A/I 15-16 sono realizzati in una gamma di lana bitorzoluta e a righe. Hanno anche realizzato un cappello complesso con pannelli di lana come "pezzo da esposizione". Tuttavia non c'è nessuna ostentazione in questo - solo un lavoro bello e fatto con amore.

Anna K

E come addio finale, che dire di uno spettacolare momento di stravaganza a Pitti, grazie a questo capo della giovane stilista ucraina Anna K., che ha esposto la sua collezione pre-fall 2015 a Pitti W?