15-18 giu, 2010
15-18 giu, 2010
24-26 giu, 2010
6-8 lug, 2010
22-24 mag. 2010
10-12 set, 2010
26 - 28 set. 2010
13-15 mar, 2010
Pitti Immagine Discovery nasce ufficialmente il 9 aprile del 1999 con la presentazione di These restless minds, una video installazione dell'artista californiano Doug Aitken. La scommessa di Pitti Immagine è quella di avere a Firenze un luogo dove concentrare l'attenzione sulle più stimolanti ricerche dei linguaggi contemporanei. Viene ritagliato uno spazio all'interno dell'edificio occupato da Pitti Immagine in via Faenza e reso luogo espositivo dall'architetto Claudio Silvestrin. Inizia così un'esperienza unica, sotto la direzione di Francesco Bonami: non è una galleria, non è un museo, non è una collezione. E' un laboratorio dove si sperimenta la capacità di un'azienda di intervenire su una città e la sua vita culturale in modo preciso, in modo chiaro. Nella primavera del 2002 Pitti Immagine e il Centro di Firenze per la Moda Italiana trasformano il programma discovery nella Fondazione Pitti Immagine Discovery, allo scopo di dare maggiore consistenza e rilievo istituzionale alle attività del Gruppo legate alla contemporaneità. La Fondazione ha il compito di promuovere in autonomia i progetti espositivi ed editoriali in cui si confrontano moda, arti visive, cinema, fotografia, pubblicità, architettura, musica. In altre parole, il compito di evidenziare i fenomeni artistici più innovativi dai quali la moda trae materia di progettazione e per i quali essa stessa è sempre più spesso motivo e materia di riflessione e di produzione.
Le situazioni presentate dalla Fondazione Discovery sono sempre il riflesso del variegato scenario artistico internazionale, ma la loro cronaca racconta anche i recenti sviluppi della strategia culturale e di comunicazione di Pitti Immagine (Premio Guggenheim Impresa & Cultura 2001) in particolare la costruzione di eventi e moduli di ricerca che approfondiscono di volta in volta fatti sociali e di costume, trend economici e come in questo caso i fenomeni artistici più innovativi, dai quali la moda trae materia di elaborazione e con i quali sempre più spesso si relaziona. Non a caso l'esperienza di discovery ha costituito la palestra in cui si sono formate le capacità progettuali e operative che hanno dato luogo ai recenti eventi realizzati per il più ampio progetto del Gruppo "La Cultura della Moda".