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PITTI FILATI ALL’INSEGNA DELLA RIPRESA.
L’ECCELLENZA DELLA FILATURA INTERNAZIONALE GUARDA CON OTTIMISMO ALLE PROSSIME STAGIONI



La tre giorni di Pitti Immagine Filati n.66 (Firenze, 27 – 29 gennaio 2010) si avvia alla conclusione con numeri e giudizi - di buyer ed espositori - che lasciano ben sperare per la ripresa nei prossimi mesi. A poche ore dalla conclusione, le previsioni sull’affluenza finale dicono che il salone dovrebbe chiudersi con quasi 4.000 compratori intervenuti alla Fortezza da Basso (erano stati 3.900 nel gennaio 2009), con un aumento del +2% nelle presenze complessive. Il numero dei buyer italiani dovrebbe segnare un aumento del 4.5%, mentre per l’estero si confermerebbero i livelli delle presenze dell’ultima edizione. In crescita i numeri dei compratori da Stati Uniti, Russia, Olanda, Svizzera, Turchia, Cina, Hong Kong e Corea del Sud, meno bene le presenze da Germania, Gran Bretagna e Giappone.

“Questo Pitti Filati si avvia alla conclusione in un clima di grande fiducia – afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – dopo i risultati difficili per la filatura nel 2009, le nostre aziende hanno davvero buone prospettive per la stagione primavera-estate 2011. Alla Fortezza si sono visti tutti i buyers più importanti, gli espositori hanno incontrato i fashion designer, i rappresentanti degli uffici stile delle aziende e dei maglifici che contano a livello internazionale, e si è percepita grande voglia di concretezza: nel proporre le novità più interessanti nella ricerca sui filati, e nel fare ordinativi per le produzioni della prossima stagione. E abbiamo avuto nuove prove - anche per il bilancio positivo della seconda edizione di Prima - Moda Tessuto - che l’abbinamento e la sinergia con i tessuti funziona, ed è un servizio in più per i compratori internazionali che vengono a Firenze. Pitti Filati si conferma barometro del mercato della moda, e dalla Fortezza i primi segnali positivi sono arrivati”.

Abbiamo raccolto alcuni commenti tra i buyer di questa edizione:

“Ho trovato spunti innovativi e interessanti anche tra i filati più classici. Per me è un segno evidente che le aziende in questo momento stanno facendo davvero grossi sforzi per proporre cose nuove e lanciarle sul mercato”.
Sami Tillouche, free lance consultant per Lanvin e Cacharel (Francia).

“Ci è piaciuto molto il nuovo Spazio Ricerca del salone: l’idea del “NO” concept, del rifiuto provocatorio di tutto quello che ci allontana dalla autenticità delle cose, è davvero molto originale e stimolante”.
Elena Grinina, del gruppo russo di produzione e distribuzione Zolotoye Runo (Russia).

“Le mie aspettative di partenza non erano buone, invece ho trovato un’edizione di Pitti Filati davvero energica, ed entusiasmo sia tra le aziende che tra i buyer. E ho molto apprezzato il lavoro che le aziende hanno fatto nel proporre le loro nuove collezioni”.
Renzo Perin, ufficio stile maglieria del Gruppo Stefanel.

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