"More good, less bad”. L'invisibile senso delle fragranze di Diego Soprana

Un ipnotico e seducente viaggio che immerge il pubblico di Fragranze in un giardino di simboli e grafismi. E' questa l'essenza del progetto per la campagna pubblicitaria di Pitti Fragranze 14, curato dal graphic designer e art director Diego Soprana a cui abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più sul suo lavoro e sulla sua creatività. Ecco che cosa ci ha detto: 
 

Presentati! Dicci tre cose di te che non sappiamo...
Vi scrivo da Verona, dove vivo e lavoro. Qui ho il mio spazio, Studio Fantastico, dove mi occupo di design e art direction insieme al mio socio e amico Enrico Grigoletti, mentre le illustrazioni e i collage li firmo a mio nome, Diego Soprana.
Mi piace rilassarmi dedicandomi a progetti musicali, musica elettronica soprattutto. 
La dimensione contenuta di Verona mi permette di godere di una discreta riservatezza, ma quando si tratta di lavoro mi sposto soprattutto su Milano. Lavoro anche in giro per l’Europa, dedicandomi alla realizzazione di collage.

 
Raccontaci del tuo lavoro... che significato ha per te e che cosa rappresenta per te il potere evocativo dell'immagine? 
Ho sempre pensato che sarei finito a fare un lavoro come questo, legato all’immagine e alla sua progettazione. La mia è una formazione classica, ho sempre disegnato. Successivamente, i miei studi si sono concentrati sull'arte e l'immagine e da questo al design e all'art direction, il passo è stato breve, fortunatamente. 
Credo sia un lavoro stupendo, che mi impedisce di rimanere fermo su una sola strada, obbligandomi a rivalutare ogni idea costantemente, rendendo dinamica ogni mossa. Questo lavoro mi dà la possibilità di realizzare qualcosa in grado di comunicare e di mandare un messaggio, di qualsiasi tipo, anche senza l'uso della parola. 
 
Raccontaci del progetto per Pitti Fragranze, da cosa nasce l'idea della campagna? Ispirazioni, tema, mood e idee....
Devo dire che quando ho iniziato a lavorare sul progetto di Pitti Fragranze ho pensato a diverse idee, cercando mentalmente di dare una forma a qualcosa di così rarefatto.
Ho creato una tavola composta da elementi che caratterizzano il concetto ideale di fragranza, procedendo poi con l’eliminazione degli eccessi per arrivare a una rappresentazione dell’essenziale.
É un metodo di lavoro quotidiano, da cui abbiamo tratto il motto di studio fantastico: "More good, less bad”.
 
Cosa ti ispira maggiormente nella vita quotidiana? 
Osservo molto le persone, moltissimo direi. Mi incuriosisce lo scoprire diversi modi di agire, anche banali, come piegare un pezzo di carta o sfogliare una rivista.
L’interazione e le sue diverse interpretazioni, verso oggetti e vita quotidiana, sono spunti interessanti. Poi naturalmente c'è internet. Comincio a credere che l’ispirazione nel mio tipo di lavoro sia una scusa, un modo romantico per dire “mi è venuta un’idea". O al contrario, quando manca, una facile giustificazione.
 
E se parlassimo di fragranze... cosa ti viene in mente? Che valore ha per te un profumo... un odore...? Come illustreresti una fragranza che per te ha un significato profondo?
Interpreto il concetto di fragranza in due direzioni. Come completamento dell'identità di un soggetto o come dettaglio che regala il giusto equilibrio a un'atmosfera o a un ambiente. Comunque un segno di stile e di carattere in entrambi i casi.
Come illustrerei una fragranza è una domanda difficile a cui rispondere. L'ispirazione generalmente mi viene dal contatto diretto. Dovrei sentirla per poterla interpretare e darle la giusta forma, perché proprio di questo si parla, di una percezione invisibile.