Super Stylist.
A talk with Lucio Colapietro

Continua il progetto speciale “SUPER Stylist. Uno shooting fotografico con un focus su alcuni espositori di Super, curato da guest stylist d’eccezione. A questa edizione, Lucio Colapietro, stylist e fashion editor per diversi magazine internazionali tra cui L'Officiel.
Un “fashion journey” fotografico attraverso la moda, i brand e i trend che lasceranno il segno nella prossima stagione SS 2017, per una full immersion nel mondo del prêt-à-porter e degli accessori donna!
 
Raccontaci di te e del tuo lavoro... 

Personalmente il mio rapporto con la moda occupa tutti gli ambiti della mia vita: cerco sempre di contornarmi di ciò che ritengo bello. Può essere una tavola imbandita per i miei amici, oppure la scelta dell'outfit a seconda di come mi sento in quel giorno particolare. Il mio lavoro consiste principalmente nel fornire una precisa identità a livello di immagine ai brand per cui faccio consulenze, ma mi occupo anche di curare i contenuti moda della bellissima rivista L'Officiel Azerbaijan, di cui sono fashion editor.

Quali sono gli stilisti e le icone che hanno maggiormente influenzato il tuo lavoro? 
Amando la moda, ogni designer ha avuto un'influenza particolare nel corso della mia formazione e della mia continua ricerca del bello. Amo in particolar modo Franco Moschino e Gianni Versace, due genii creativi e artisti inarrivabili.

 

Tre cose che ami e che odi del tuo lavoro?

Certamente amo la possibilità di viaggiare il mondo e di scoprire nuove culture, la disciplina che ho imparato nel perseguire i miei obiettivi e sopra ogni cosa la possibilità di vivere la moda non come spettatore, ma, se vogliamo, da insider.
A dire la verità non odio nulla che valga la pena menzionare: mi sento un privilegiato ... mangio facendo ciò che amo!
 
Raccontati del tuo "processo creativo", da cosa parti quando lavori per creare un look e uno stile che valorizzi l'immagine? 
Per me l'intuito è ancora una tra le maggiori componenti del mio processo creativo: mi muovo a sensazioni, ascoltando quella voce interiore che mi fa pensare "questo è il capo adatto"! Questo ovviamente non prescinde una mia personale infinita sete di ricerca e di conoscenza: mi documento cercando di captare futuri trend e movimenti. Inoltre, quando lavoro come personal shopper, seguo anche i gusti e le necessità della cliente, sono come una sorta di psicologo dell'immagine.
 
Quali sono i pezzi "furbi" che non devono mai mancare nel guardaroba di una donna per risolvere dilemmi di stile e di look? E quelli assolutamente da non avere?
Sicuramente un tubino nero per la sua versatilità. Perfetto se abbinato alle ballerine per il daytime, e all'ora del cocktail, indossato magari con tacchi a spillo, è sempre molto elegante. Per quanto riguarda l'accessorio da non avere sicuramente i fantasmini con le ballerine: la scarpa bassa con il calzino non è per niente sexy!
 
Stile è...? Femminilità è...?
Affermazione di sé: l'abito è ancora, secondo me, la celebrazione del sentirsi bene con il proprio corpo.
 
In breve, quali sono i maggiori trend della prossima stagione che potremmo individuare anche a Super?
Premetto che oggi l'offerta moda è talmente ampia che ognuno ha la sua personale visione di essa.
Sono molto affascinato dal macro trend che investiga la relazione tra lo spazio digitale e quello urbano. In particolar modo ho riflettuto sulle identità virtuali. Queste sono spesso un riflesso di ciò che vorremmo essere, piuttosto che la realtà. Tutto ciò ha dato vita a un immaginario collettivo, un'estetica, dove le fantasie visive sono diventate parte della nostra routine quotidiana. Tradotto in immagine: tutto ciò che è onirico, concettuale, pulito e minimale, ovvero ciò che ambiremmo diventare. Un'altro macro trend che mi ha particolarmente colpito è quello che emerge dal fatto innegabile che oggi la storia è alla portata di tutti. Le immagini sono veicolate virtualmente. Questo ha prodotto un'estetica nostalgica che mixa differenti periodi storici, come i 70's, e li combina con un lavoro di styling ultra contemporaneo (basti pensare al lavoro fatto da Gucci), oppure attinge da epoche passate con twist inaspettati. Oggi la moda sembra uno sketch book dove ognuno esprime una propria visione, e questo crea nuovi codici, nuove combinazioni.