Il caleidoscopico Mandala Gourmet di Taste firmato dall'illustratrice e graphic designer Lucia Gaggiotti

Ci parli del progetto grafico realizzato in occasione di Taste, da cosa è nata l'idea? Quali sono state le sue ispirazioni?

Appena dopo la prima riunione che ho avuto con il team di Taste, nella mia testa c’è stata un’esplosione di idee...Devo essere sincera, non è un’alchimia che capita sempre! Ho disegnato per un giorno e una notte interi senza fermarmi. Per un’illustratrice credere nel concept, abbracciarne la visione, è fondamentale…la creatività non funziona a comando! Da molti anni seguo progetti internazionali di food, ma stavolta, con Taste, tornavo nella mia terra, l’Italia, e avevo la possibilità di valorizzare le eccellenze regionali del nostro paese. Il cibo ha subito preso la forma di un gioco: colori, forme, così tanta varietà, così tanta cura e passione! Per disegnare la campagna non mi potevo fermare a un solo prodotto rappresentativo: Taste è un banchetto luculliano, è un tripudio entusiasta, è la gioia del palato! E tutto questo ospitato in una delle città più belle e ricche di storia che ci siano, Firenze. Allora il cartellone di Taste è diventato un foulard dove gli ingredienti e gli utensili da cucina si incastrano l’un l’altro; ho aggiunto un po’ d’ironia, che è la spezia magica di noi creativi, ed è nato un “mandala gourmet”: ogni pezzettino di questo labirinto racconta una piccola buffa storia e fa la sua parte per mantenere l’equilibrio di tutta la composizione, proprio come succede in cucina con gli ingredienti di una ricetta!
L’altra cartolina è per Fuori di Taste, qui ho proprio preso in parola il titolo dell’evento e dentro l’uovo, simbolo della manifestazione, ho messo due icone di Firenze e ho aggiunto un pizzico di pazzia: la lanterna della cupola del Brunelleschi è diventata un romantico macinino da caffè, i meravigliosi oculi del tamburo si sono trasformati in una mise en place degna del “Pranzo è servito”, i contrafforti in grandi fette di formaggio e gli archi del Ponte Vecchio in tre Stortini rigati di grano duro!
 
Ci racconti un po' di lei, del suo percorso professionale e del suo lavoro..
Sin da piccola ho avuto ben chiaro cosa volevo fare da grande… volevo disegnare, comunicare e inventare. Ho studiato all’Istituto d'Arte d’Ancona e poi mi sono laureata in Graphic Design specializzandomi in Illustrazione al Naba di Milano. Dico spesso che sono una bambina nel corpo di un’adulta, ho un’immaginazione e una curiosità che corrono all’impazzata dentro di me, e mi nutrono e mi appassionano come quando avevo 5 anni!
Alcuni incontri cardine che ho fatto lungo il mio percorso poi mi hanno molto ispirato e mi hanno spinta e fatta fermare per oltre 10 anni all’estero. Ho imparato che è fondamentale accompagnare la creatività pura con tanto studio, dedizione e una grande ricerca nel vecchio e nel nuovo. Londra è stata la culla del mio successo: questa città mi ha permesso di collaborare con talentuosi designer che mi hanno fatto da maestri, come Julian Robert di Irving design, Gail & Tamsin di Bryson&loxley e con importanti clienti internazionali. Dagli Inglesi ho cercato di mutuare la sofisticatezza del colore, il rigore e la pulizia in ogni lavoro; per contro, il mio background italiano, l'amore per il buon cibo e la bella vita è stato subito apprezzato e valorizzato. Mi sono presto specializzata nel settore del food e del packaging, collaborando con eccellenze della ristorazione internazionale come lo chef Jamie Oliver, Carluccio's, Fine cheese & Co., Marks & Spencer, Green & Black, che di volta in volta hanno fatto del mio lavoro delle piccole opere d'arte. Parallelamente, il mio stile "Charme&Happy" ha attirato l'attenzione di alcune case editrici e di aziende di giochi per bambini anche negli Stati Uniti. 

Quali sono le maggiori fonti d'ispirazione nel suo lavoro? 
Amo osservare la natura: i suoi colori e le sue forme restano per me le maggiori fonti d’ispirazione, sono l’accademia più antica che ci sia, la scuola dell’equilibrio e dell’armonia! Colleziono pezzi di legno, sassi, conchiglie e per una buona parte dell'anno mi rifugio nella mia casetta davanti al mare nella pace più completa. 
Un altro mio feticcio sono le grafiche folk e retro che scovo nei mercatini di provincia quanto nei paesini sperduti dell’India. Mi piacciono le vecchie scatole di latta, le stoffe e gli arazzi orientali, ma anche i vestiti vintage di mia madre, le vecchie cartoline anni ’50…insomma tutto ciò che racconta una storia e che ha raccolto energia nel tempo! Da tutto questo generalmente parte l’idea iniziale. Poi la vera sfida è bilanciare quello che io amo di più, e quindi il mio stile-matrice, con l'esigenza e il bisogno del cliente, che è la base del mio lavoro.
 
In che modo il cibo si fonde all'arte e, in particolare nel suo lavoro, alla grafica e alle illustrazioni?
Il cibo di per se è Arte. C’è la materia grezza che arriva dalla natura e poi c’è l'uomo che la elabora con le sue idee creando sempre nuove forme culinarie. Nel mondo del food di qualità ogni prodotto è un’opera d’arte, in cui creatività e passione si fondono con la tradizione. Il cibo racconta una storia, ti fa vivere un’emozione con il senso del gusto. Il mio mestiere è quello di valorizzare tutto questo e renderlo prelibato anche per la vista!