Puro: Conosciamo i finalisti di Who is On Next? Uomo 2013

Primo coup de foudre con la moda.
Sono nata a Torino, una città che ho sempre ammirato per la sua eleganza. Mia madre era sarta e ho vissuto tra stoffe e cartamodelli fin dall'infanzia. Un giorno mi mostrò un libro intitolato ‘Il Grande Sarto’, un volume antico rilegato in pelle, una specie di bibbia della sartoria maschile, lo trovai di una bellezza sconvolgente. Ricordo che ero molto piccola e camminando per le strade del centro mi imbattei per la prima volta nello storico negozio di stoffe in Via Roma, Galtrucco: le vetrine erano composte esclusivamente da manichini ricoperti dalle stoffe più preziose. Provai un forte senso di ammirazione per chi crea arte sul corpo, per tutti i sarti, per i creatori di tessuti, per mia madre: è l’arte più intima, quella più a contatto con la pelle tra tutte. E decisi di farne parte.
 
Una frase-citazione-canzone per descrivere il vostro stile.
Ricordatevi che una linea non può esistere da sola; essa prevede sempre una compagna. Non dimenticate che una linea non esprime nulla: è solo nel rapporto con un’altra che essa crea il volume. E le due vanno tracciate insieme (Henri Matisse)
 
Cos’è davvero innovativo oggi?
Innovazione è guardare al futuro con la consapevolezza di possedere radici. Solo in questo modo, a mio parere, il frutto dell'innovazione può essere nutrito della linfa vitale che viene dall'Essenza. La spiritualità, la mente, il corpo, la tecnologia, devono crescere di pari passo per un’evoluzione costruttiva dell'innovazione: sto lavorando ad una sorta di ‘Tecnologia Spirituale dell'abito’ dove natura, tecnologia, sartoria e anima coesistono.
 
Uno stilista, corrente artistica, persona che ti ha influenzato in modo particolare, e perchè?
Fino a un paio di anni fa il nero era parte della mia vita. Poi ho aperto gli occhi al colore e ho scoperto dentro di me una gamma di tonalità infinita di cui non conoscevo l’esistenza. Mi sono appassionata a pittori come Tiziano, Goya, Matisse, Monet. ‘Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio, il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corde’ come affermava Wassily Kandinsky. Penso non esista qualcosa che possa influenzare veramente, è l’anima che si apre a qualcosa in particolare che, da quel momento, riusciamo a percepire. I muri della mia casa sono onorati dalle opere di un artista contemporaneo che usa i colori in modo puro e libero, le sue tele sono un'esplosione accurata di colore che crea la forma: sto parlando di Demian, mio compagno di vita.