Pitti Uomo 90: la parola ai buyer

Hirofumi Kurino, Senior advisor for creative direction United Arrows, TOKYO:
“Una grande affluenza e uno standard di eventi davvero altissimo: ecco come racconterei questa edizione di Pitti Uomo. La grande ricerca effettuata si esprime anche nella scelta dei Guest Designer: Raf Simons, un vero e proprio creatore da sempre ispirato all’arte, Visvim, designer orientato al sartoriale, Gosha Rubchinskiy, protagonista dello streetwear e Luciano Vanotti, i cui volumi ricordano il Giappone. Con questa selezione si respira appieno la completezza che una fiera come Pitti Uomo riesce ad offrire a livello di ispirazione. Le sezioni vantano ciascuna una propria identità ben definita, come sempre. Ottima organizzazione. Lo show è spettacolare e non mi spingo oltre se affermo che questa è l’unico salone che migliora e si rinnova a ogni edizione. D’altronde, ci saranno dei buoni motivi se vi partecipo da 26 anni!”
 
Beppe Angiolini, proprietario boutique Sugar AREZZO
“Una grandissima edizione di Pitti Uomo! Ho respirato una bella energia e tutti i numerosi eventi organizzati hanno dato un forte segnale di modernità. Non solo per l’abbigliamento classico, lo zoccolo duro del nostro sistema moda, il cui made in Italy è stato rappresentato al meglio, ma anche e soprattutto per la grande ricerca e il messaggio di guardare oltre, che la fiera è riuscita ad esprimere perfettamente. Bellissimo lo show di Gosha Rubchinskiy, così come l’evento di Cartier … gli appuntamenti in calendario erano così tanti e tutti così di qualità che era quasi impossibile seguirli tutti! Pitti Uomo si conferma l’appuntamento più importante a livello mondiale.”
 
Chris Gibbs, owner Union LOS ANGELES:
“Pitti Uomo è uno degli appuntamenti imperdibili del mondo della moda. Amo la città di Firenze, l’atmosfera della fiera, gli outfit dei suoi clienti e i numerosi eventi organizzati durante ogni edizione! La nostra è una boutique indipendente, cercavo brand nuovi fuori dai soliti circuiti commerciali: ho trovato molte proposte interessanti nelle sezioni Touch! e Futuro Maschile, sono quelle che più si adattano al target del nostro negozio. E poi il Padiglione Centrale, dove le collezioni di abiti sono davvero notevoli.”
 
Adam Kelly, Buying and Merchandise Director Fenwick of Bond Street, LONDON:
“Pitti Uomo è uno show di riferimento e la sua atmosfera migliora di edizione in edizione. Il Padiglione Centrale propone, tra le altre, le migliori collezioni dei brand italiani e inglesi ed è una grande opportunità poterle vedere insieme in un unico momento. È un’occasione importante anche per alimentare il rapporto con i marchi che vendiamo abitualmente nelle nostre boutique: qui possiamo verificarne l’immagine e il riscontro sul mercato. I trend stanno cambiando: i clienti sono sempre più attenti al lavoro che c’è dietro un capo e una collezione, ne apprezzano l’aspetto sartoriale, la cura dei dettagli. La mia ricerca era orientata a selezionare soprattutto capi di abbigliamento e calzature e come sempre ho trovato novità interessanti, in modo particolare nelle sezioni Touch! e Futuro Maschile. I nomi scelti come Guest Designer rappresentano un mix davvero interessante.”
 
Seunghyuk Kang, owner Worksout, SEOUL:
“E’ la prima volta che partecipo a Pitti Uomo e sono rimasto davvero impressionato! Conosco bene ormai gli show di Parigi, New York, Los Angeles ma Pitti Uomo è in assoluto il più completo. Il nostro store ha un target molto giovane dove mixiamo collezioni più ricercate ad altre basic, sempre contraddistinte da una grande ricerca. Stavo cercando nomi nuovi, qualcosa che uscisse dai soliti schemi: sono rimasto soddisfatto soprattutto delle proposte di Touch! e Futuro Maschile.”
 
Hakan Temür, General Manager The Listener, FRANKFURT:

“Pitti Uomo è la prima manifestazione nel calendario moda ed è un appuntamento fondamentale per capire la direzione del mercato, come si stanno muovendo i brand, oltre che per condividere le opinioni con gli addetti del settore. Vengo sempre con dieci persone del mio team, voglio che tutti respirino l’atmosfera della fiera e abbiano modo di assorbire i suoi numerosi stimoli. Per me l’aspetto umano è molto importante: conoscere le persone con cui si lavora dall’altra parte del mondo, confrontarsi, è un aspetto spesso sottovalutato del nostro lavoro e invece è fondamentale per essere aggiornati e sviluppare nuove idee. Riguardo alle collezioni ho trovato diversi nuovi brand interessanti e molti mix inediti di colori e tessuti, soprattutto nelle sezioni di Touch! e Futuro Maschile.”