Fabio Peri ospite a "Land Flag: From Waste to New Materials"

STELLE CHE GUARDANO ALTRE STELLE

“L’uomo che tenti di conoscere l’universo è come il parassita di una patata chiusa dentro un sacco nella stiva di una nave, che cerchi di scoprire, dal moto del veliero, la natura del vasto oceano”. Così Fabio Peri cita l’astrofisico Arthur Eddington nel terzo appuntamento di Land Flag: From Waste to New Materials, una serie di conversazioni curate da Angela Rui, design critic e curator, sui diversi modi di intendere il nostro Pianeta.

 

Fabio Peri è un fisico e astronomo intergalattico, conservatore del Planetario Civico “U. Hoepli "di Milano. Ha parlato dell’universo offrendo uno sguardo che arriva e si proietta lontano: verso la Luna, dove non ci sono colori – non c’è il blu, né il rosso, né il giallo – e il cielo è nero; Marte, pianeta di sabbia rossa dal cielo rosa e il tramonto azzurro; Giove con le sue dimensioni gigantesche; Saturno con i suoi anelli sorprendenti; Uranio; Nettuno; Plutone, il nano pianeta. E verso la Terra, un pianeta speciale sul quale l’atmosfera, la giusta distanza da una stella - il Sole - e l’acqua in forma liquida, gassosa e solida hanno permesso lo sviluppo della vita.

 

Conosciamo solo il 5% di ciò che costituisce l’universo, spiega Peri, mentre chiamiamo il restante 95% materia ed energia oscura, poiché ci è ancora ignoto. E siamo attratti dalle stelle, perché siamo fatti della loro stessa materia – ereditiamo da esse il carbonio, l’azoto e l’ossigeno.

 

Quando contempliamo il cielo stellato, guardiamo quindi noi stessi, come in uno specchio. E il compito che ci affidano, conclude, è il loro stesso: dare luce, vita, calore a chi incontriamo durante la nostra vita in questo pianeta.