INTERVISTE AGLI ESPOSITORI
DI PITTI UOMO 97

Andrea Lardini, Presidente Lardini:
Pitti Uomo rappresenta un momento di incontro decisivo con buyer e stampa internazionale, e quindi un evento di estrema importanza. Potremmo definirlo il più importante dell’anno, a cui dedichiamo un investimento economico sostanziale, sia per la customizzazione dello spazio espositivo, sia in termini di risorse umane che vi partecipano. La fiera è tanto evoluta di edizione in edizione nei diversi contenuti proposti e nel coinvolgimento sempre maggiore dei brand che vi partecipano. Pitti Uomo rappresenta un’occasione unica per dedicare del tempo prezioso ai nostri contatti e per instaurarne di nuovi, diffondendo la conoscenza del brand e creando possibili future collaborazioni.

Pierre Louis Mascia, proprietario di Pierre Louis Mascia:
Pitti Uomo è l'influencer numero uno. E’ un simbolo: se ne fai parte significa che esisti come brand e come azienda, perché puoi mostrare al mondo la tua identità. Anche se gli scenari di acquisto sono cambiati, i compratori che arrivano in Fortezza sono sempre “focused” e preparati. Partecipo al salone da più di 20 anni e l'ho visto rinnovarsi e fare una ricerca costante. Una cosa che non cambia mai però è la qualità, come quella espressa a questa edizione dal progetto Otherwise Formal.
 
Til Nadler, co-owner Closed:
Mai avuto un inizio così fulminante come in questa edizione. Fin dal primo giorno abbiamo registrato una grande affluenza di compratori e tutti di altissima qualità. Tra gli addetti ai lavori ho sentito spesso la parola ricerca, sintomo di come tra i negozi italiani e internazionali cresca l'interesse al prodotto, alla cultura del buon gusto e del moderno fatto bene. Partecipiamo alla fiera da 14 anni, ogni volta studiando un layout diverso che rifletta al meglio la nostra filosofia. Il team di Pitti Immagine ci affianca in modo mirato, creando a ogni edizione una fiera dal concept chiaro e coerente.
 
Enzo Fusco, presidente di FGF Industry (Blauer):
Pitti Uomo è l’unica fiera del menswear che ha ancora credibilità a livello internazionale. Lo testimoniano la quantità e qualità di compratori che arrivano da tutto il mondo: Cina, America e Giappone soprattutto. Partecipo da più di 20 anni, sia con Blauer che con altri brand, posso dire di aver fatto in parte la storia della fiera.
 
David Keyte, co-founder e designer di Universal Works:
Per le piccole aziende come la nostra, Pitti Uomo rappresenta non solo una fiera, ma una vera e propria occasione di visibilità. L’industria del menswear è cambiata. L’online ha acquistato sempre più importanza, soprattutto in alcuni mercati come quello inglese, americano e coreano. Per i compratori italiani e giapponesi, invece, resta indispensabile il contatto reale. Io amo molto i negozi fisici e sono felice di aiutare i piccoli store a restare vivi e dinamici.

David Segal, Digital & Creative Content Manager d Christopher Raeburn:
Questa è la nostra quarta stagione all’interno della sezione I GO OUT. Abbiamo ricevuto feedback positivi e ci siamo confrontati con i negozi di tutto il mondo. Abbiamo incontrato tantissimi buyer dall'Italia e dall'Asia. In merito alle tendenze, la rinascita della sartorialità è chiara e presente sotto molti aspetti: è interessante vedere come i brand si rinnovino e reinterpretino il loro concetto di modern tailoring. Inoltre, abbiano registrato con piacere che la sostenibilità continua ad avere un ruolo di primo piano: l'industria si sta svegliando e si sta assumendo le proprie responsabilità. Siamo curiosi di vedere quali saranno i prossimi sviluppi.