CREATIVE KNITWEAR DESIGN

Furio Francini, che dal 2013 è amministratore delegato dell’Accademia Costume & Moda confida le sue aspettative sul futuro e racconta dell’evento che hanno progettato insieme a Modateca Deanna per il prossimo Pitti Filati.
 
Cosa ci si deve aspettare dai nuovi talenti? Di cosa la moda ha bisogno da loro?
Professionalità, competenza progettuale, tecnica e di prodotto, cultura e capacità interpretativa, saper capire il “costume” ovvero la “società”, e conoscenza delle logiche di mercato. E poi anche umiltà, determinazione, energia, voglia di imparare, sperimentare, rischiare e di osare, quando si è giovani si “viaggia leggeri”, non si ha nulla da perdere e tutto da conquistare.
 
Quale senti essere il tuo compito fondamentale, come direttore di una scuola che cresce i talenti creativi di domani?
Come Amministratore Delegato dell’Accademia Costume & Moda rappresento insieme a mio fratello Lupo Lanzara, Vice Presidente, la terza generazione. La nostra missione è di coordinare e guidare il gruppo di lavoro e portare avanti il DNA e l’eredità dell’Accademia, rendendola contemporanea ed in linea con le richieste dell’industria e del mercato.
La sfida è: come trasferire competenze e conoscenze, condividendo “esperienze” reali e tangibili e allo stesso tempo lavorare sull’individuo, perché ogni essere umano è unico. Il nostro orizzonte temporale è di lungo periodo; se oggi l’Accademia ha ex studenti che ricoprono importanti ruoli di Direzione Creativa come ad esempio Alessandro Michele e tanti altri, vuol dire che 20 anni fa si è seminato bene a livello culturale e professionale andando a contribuire alla piattaforma sulla quale poi i nostri ex alunni hanno costruito le loro carriere. La domanda che ci poniamo quotidianamente: se l’obiettivo nel campo della formazione della creatività è la qualità e l’individualità, è possibile creare accademie / istituti di formazione con migliaia di studenti in tante sedi in giro per il mondo? Ed il concetto del genius loci? Esiste davvero? O è tutto scalabile e replicabile?
 
Come nasce il concept del vostro evento?
Il nostro evento è il frutto del lavoro svolto dagli studenti del nostro Master di 1 Livello in Creative Knitwear Design, riconosciuto dal MIUR, ed in partnership con la Modateca Deanna con Sonia Veroni e Deanna Ferretti da i più ribattezzata come la “regina della maglia”. Un’iniziativa unica. 12 studenti che provengono da diversi paesi e da eccellenze di primo piano nella formazione di moda internazionale che studiano circa il 30% in Accademia e il rimanente 60-70% direttamente nel distretto della maglieria presso la Modateca Deanna, centro unico al mondo per la ricerca, in Emilia Romagna. Il Master è infatti in collaborazione con circa 40 aziende* che rappresentano tutta la filiera, dai grandi brand, ai maglifici, ricamifici, fornitori di filati, ecc. Una generosità da parte di queste aziende straordinaria ed unica. Far sfilare le collezioni realizzate dagli studenti insieme a tutti i partner a Pitti Filati era il completamento di una filiera che ha deciso di allearsi ed allinearsi su un progetto di giovani, con uno sguardo al futuro. Un esempio di come l’Italia sa fare sistema e quando lo fa diventa “unica” a livello globale.
 
Aspettative dal Pitti, cosa vorresti vedere?
Vorrei vedere dinamismo, idee, passione, creatività, concretezza e tanti giovani e… soprattutto l’Italia che fa “sistema”. Nelle parole del nostro Presidente, Fiamma Lanzara, ad Maiora.
 
 
 
 
BIO
FURIO FRANCINI

Laureato in Business Administration presso John Cabot University. Inizia la sua carriera a Londra nel 1994 come Junior Credit Analyst alla Banca Nazioanle dell’Agricoltura, London Branch. Tra il 1995-2004 ricopre il ruolo di Equity Analyst (NatWest Markets, Banco Santander, UBS) con diverse responsabilità (Industrials, Consumer, Media & Internet, Banche) e ricevendo diversi riconoscimenti internazionali: n.1 Italian Equity Research (Institutional Investor, Extel tra il 2000-2004), n.1 European Internet Research (Extel 2002). Nel 2004 fonda la Francini & Partners, advisor del fondo UK Zebedee Capital, individuando opportunità d’investimento in Italia, Sud d’Europa e nei settori Consumer, Media, Banche. Tra il 2006-2013 è in Mediobanca, dove costituisce e guida il gruppo Equity Investments occupandosi di investimenti in Europa. Nel periodo è membro del Comitato Partecipazioni.