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ANGELO

La prima volta non si scorda mai esattamente, 20 anni fa nel 1997 ero ancora studente all'Accademia di Anversa. Ricordo una splendida Firenze e una fiera ricchissima di spunti materici e cromatici davvero di grande ispirazione.

Allora non solo non immaginavo di diventarne il direttore creativo, non immaginavo proprio un futuro diverso da quello di fashion designer.
A distanza di tutto questo tempo vedo con grande orgoglio e rinnovata sorpresa la mia evoluzione professionale e la grande occasione di poter dare un contributo ogni stagione a un evento che è sempre stato e si riconferma ogni sei mesi come il più creativo e di qualità del settore a livello globale.
 

NICOLA

La prima volta che ho visitato Pitti Filati stavo studiando per la mia laurea in Design della Moda e dei Tessuti, che ho preso in Inghilterra. Era stato organizzato un viaggio per noi studenti, per visitare diverse aziende e fiere del nostro settore in Francia e in Italia. Naturalmente sapevo già che Pitti Filati era la più importante fiera al mondo per la maglieria, quindi ero molto emozionata all’idea di visitarla e di immergermi in tutti gli splendidi filati e colori offerti da aziende così qualificate. Ho sempre pensato che sarebbe stato estremamente gratificante lavorare per la fiera e sono stata tanto fortunata da aver lavorato nello Spazio Ricerca per gli ultimi 14 anni, il che significa che ho il privilegio di toccare e vedere tutti i tipi di filati che vengono creati seguendo i trend che proponiamo e poi li utilizzo per la maglieria e per i campioni che realizziamo per illustrare il nostro tema, che dà la direzione creativa ai visitatori della fiera.

Da dove nasce l'esigenza di questo concept così cucito sulle esigenze "dell'uomo"?

ANGELO

Viviamo un’epoca di grandi squilibri e i più si domandano come sia possibile visto le risorse tecniche e concettuali delle quali disponiamo. La riflessione e il pensiero critico e attivo non possono essere un’attività  di soli  filosofi, scrittori, artisti e intellettuali. C'è bisogno di una nuova educazione che traduca la filosofia dell'essere umano in qualcosa di pratico e concreto in grande simbiosi con la natura, i cicli naturali, il tempo e le età evolutive dello sviluppo dell'individuo. Si chiama Antroposofia. Rudolf Steiner è una figura carismatica e di grande concretezza che è stata capace già tra fine 800 e inizi 900 di indicare una strada molto chiara per l'uomo contemporaneo, una visione globale che abbraccia architettura, alimentazione, benessere, salute, arte, pedagogia e movimento.

C'è bisogno di più concretezza? Di più regole?

ANGELO

 Parlando dell'euritmia Steiner diceva che l'arte vera necessita di regole precise poiché ha una funzione precisa, perfino curativa. C’è bisogno di più regole certamente, le regole tutelano e sono uno strumento di crescita.

 
Bisogna saperle formulare prima ancora di farle rispettare; serve più conoscenza e consapevolezza, solo così si innalza la comprensione e la richiesta di qualità.
La qualità sarà la nostra unica salvezza. Trovo anche sia necessario smettere di intendere  lo spirito come appendice del cervello, lo spirito ci lega alla natura offrendo una straordinaria energia per creare e  vivere in modo diverso.
 

Se dovessi scegliere un'immagine iconica che racconta The Human Edition, quale useresti?

ANGELO

Potrebbe sembrare una contraddizione, ma sceglierei un’ architettura in cemento armato: il Goetheanum, monumentale edificio disegnato da Steiner inaugurato nel 1928, è la sintesi di tutto un pensiero che ha fortemente condizionato le nostre scelte nella realizzazione delle prossime tendenze.

NICOLA

Non c’è una sola immagine particolarmente iconica per me, ma molte immagini che esprimono in modo particolare la sfera del tatto: ad esempio, le immagini gessose disegnate alla lavagna da Rudolf Steiner quando spiegava le sue idee, o i materiali e la manualità necessari per costruire le bambole Waldorf, o i veli di seta colorati e semitrasparenti indossati da chi pratica l’euritmia.

 

NICOLA

Sappiamo bene che viviamo in un mondo incredibilmente tecnologico, che permette di accedere alle informazioni, alla musica, alle immagini in modo rapido e semplice; ma l’acquisizione di queste conoscenze non ci arricchisce se non abbiamo i mezzi per interpretarle, analizzarle e farne buon uso. L’istruzione ci dà un metodo, e gli insegnamenti di Rudolf Steiner indicano che è dentro di noi che deve iniziare questo progetto; il modo in cui vediamo le altre persone, in cui interagiamo con la natura, in cui interpretiamo il movimento e la musica, in cui coltiviamo il cibo e lo mangiamo, in cui costruiamo e abitiamo i luoghi in cui viviamo, in cui pensiamo e sogniamo, tutto questo ci dà la cornice dentro la quale possiamo costruire le nostre vite. C’è bisogno di concretezza, nel nostro mondo caotico e virtuale.

ANGELO FIGUS

Creativo a tutto tondo, Angelo Figus, classe 1975, è fashion curator, designer, art director e stylist, tra i tanti ed eclettici ruoli che ha ricoperto e ricopre nella sua lunga e prestigiosa carriera.

Dopo il diploma in fashion design alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, nel 1999 Angelo Figus presenta a Parigi la sua prima collezione, in occasione della settimana dell'Haute Couture, che viene successivamente esposta al museo della Moda di Anversa, MoMu, in occasione della mostra “Geometrie”, nel settembre dello stesso anno. Successivamente, presenta a Parigi anche la seconda collezione ready-to-wear.  
Tra le voci più interessanti e di riferimento nel panorama creativo internazionale, Figus si distingue per il suo trend forecasting. Insieme all’esperta di maglieria Nicola Miller, Angelo Figus è l'anima creativa dello Spazio Ricerca, la sezione di Pitti Filati più ad alto tasso sperimentale.
 

NICOLA MILLER

Con una laurea in Fashion and Textile Design in Inghilterra, suo paese natale, e una grandissima esperienza in ambito fashion e knitwear, Nicola Miller è considerata a livello globale come uno dei maggiori esperti nel settore della maglieria e dei filati. Da diversi anni e con crescente successo, Nicola Miller, assieme al fashion designer Angelo Figus, cura la direzione artistica dello Spazio Ricerca di Pitti Filati, vero e proprio hub creativo e ispirazionale del salone.