“DOLCI TRIONFI E FINISSIME PIEGATURE”, la mostra

Conosciamo il prezioso lavoro della Fonderia del Giudice, antica fonderia artistica fiorentina

Abilità artigiana legata alla scultura e una materia prima insolita come lo zucchero, questo lo straordinario connubio che ha portato la Fonderia del Giudice - antica fonderia artistica fiorentina -  a creare opere dal “sapore” spettacolare: sculture in zucchero che saranno protagoniste della mostra DOLCI TRIONFI E FINISSIME PIEGATURE (10 marzo - 7 giugno) a Palazzo Pitti, in Galleria Palatina. Curata da Giovanna Giusti e Riccardo Spinelli, la mostra è dedicata alla rievocazione del banchetto tenutosi a Palazzo Vecchio la sera del 5 ottobre 1600 per le nozze fiorentine di Maria de’ Medici e, in occasione dell’esposizione, la Fonderia del Giudice rielaborerà le straordinarie creazioni che furono messe a punto per lo storico banchetto nuziale.

 
“Siamo molto soddisfatti che i curatori della mostra abbiano individuato nel nostro laboratorio la possibilità di realizzare il loro progetto” - ci dice Sarah del Giudice, titolare dell’omonima fonderia - “La produzione delle sculture in zucchero non è solo legata all’abilità nell’uso di questo materiale, ma  all’applicazione precisa delle conoscenze tecniche della scultura, soprattutto quella della fusione a cera persa, che la mia famiglia applica da generazioni. Ci è stato proposto di intraprendere un percorso controcorrente rispetto alle attuali tecniche di riproduzione della scultura che si avvalgono sempre più dell’aiuto della tecnologia: abbiamo messo a disposizione le nostre conoscenze e le pratiche totalmente manuali per seguire il più possibile le orme delle tecniche usate all’epoca del banchetto.
Non avendo la possibilità di disporre degli originali, il progetto ha richiesto l’esecuzione di una prima copia forgiata da piccoli modelli bronzei, fotografati e misurati al Museo del Bargello e in Francia. In seguito siamo arrivati, tramite diverse e lunghe fasi di lavorazione, a un modello definitivo poi riprodotto in zucchero, senza possibilità di intervento successivo, perché lo zucchero, come materia, non si presta a forme di assemblaggio o restauro. Devo dire che è stata una vera e propria sfida e una grande sorpresa … e il risultato potrete vederlo voi durante la mostra!