Pitti Italics: Nicolò e Carlotta Oddi e il loro marchio ALANUI

In hawaiano significa grande percorso ed è da un anno il nome scelto da Nicolò Oddi e sua sorella Carlotta per il loro marchio. ALANUI è nato come brand monoprodotto, ma si propone, visto il successo riscosso in pochissimi mesi e la presenza in store importanti, di diventare una collezione a tutto tondo. Espressione di un viaggio, vero e proprio, ma anche interiore e personale, è il cardigan oversize in cashmere jacquard realizzato a mano in Italia, con filati di altissimo livello e una lavorazione che richiede sino ad undici ore. Alanui debutta a Pitti Immagine Uomo 92 come Pitti Italics e alla vigilia di questa edizione di Pitti Uomo abbiamo intervistato Carlotta e Nicolò Oddi proprio per scoprire di più di questa avventura.

Quale percorso vi ha avvicinato alla moda e perché la decisione di lanciare una vostra linea?

Per me, Carlotta, la moda è sempre stata una passione. Ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare in questo ambiente con Anna Dello Russo, una scuola importante, da cui ho imparato tantissimo e continuo a farlo. Mi sono impegnata molto, e questo mi ha ripagata con degli ottimi risultati. Con Nicolò abbiamo sempre avuto voglia di metterci in gioco nel realizzare qualcosa di nostro. Lui ha sviluppato un forte spirito imprenditoriale ed è sempre stato incuriosito dal panorama moda. Da un'idea comunque, e da un dialogo continuo nel svilupparla, è nato Alanui.
 
Quali le caratteristiche del marchio? Che cosa lo contraddistingue?
Alanui è stato creato con l'idea di realizzare un capo con un forte potere emozionale, che possa essere legato alla persona che lo indossa e che l’accompagni nelle sue esperienze. Proviamo a trasmettere ad ogni singolo capo la passione che ci mettiamo nel realizzarlo, oltre a caratteristiche di artigianalità e di eccellenza, proprie del Made in Italy.
 
Quale l'importanza di presentare ad una fiera come Pitti Uomo? 
È una vetrina internazionale di grande prestigio ed essere ospiti come Pitti Italics, dopo poco più di anno dal debutto di Alanui, è stato un onore e anche una sorpresa. Siamo felici di poter essere a Firenze e di poter presentare il mondo di Alanui in una cornice speciale come questa. 
 
Da dove arrivano le ispirazioni per il vostro lavoro?
Il viaggio è la principale caratteristica del marchio. Alanui è nato proprio da un viaggio in California e da un road trip alle Hawaii. Colori, pattern, la natura, anche gli odori tipici di un luogo, riescono ad ispirarci. Alanui è un percorso che cerca di rendere omaggio a culture e mondi diversi. 
 
C'é una nuova generazione di designer italiani, un ricambio generazionale che sta avvenendo. Chi ammirate o sentite affini fra i giovani stilisti italiani?
Ammiriamo tanto Alessandro Michele che con Gucci sta compiendo un percorso incredibile. Siamo felici che si stia dando spazio a nuovi talenti e che il mercato sia ricettivo all'arrivo di nuovi progetti come il nostro. C'è un grande e rinnovato fermento in Italia in questo momento ed è un bellissimo momento per città come Firenze e Milano che rappresentano la moda italiana nel mondo.
 
Ci date una preview di quello che vedremo a Firenze?
Stiamo cercando di creare un'installazione che proietti il visitatore nel nostro immaginario. La location, il Tepidarium del Roster, è meravigliosa, è stiamo lavorando per rendere la presentazione un'esperienza e un viaggio in quelli che crediamo essere i valori Alanui. Non vuole essere la presentazione di una collezione, ma la rappresentazione di un mondo e la visione di Alanui. 
 
Progetti o sogni per il futuro?
Vorremmo concentrarci ancora di più sullo sviluppo di Alanui e, perché no, provare a renderlo un brand di lifestyle.