A TALK WITH SIR PAUL SMITH

C’è una foto nell’Instagram personale di Sir Paul Smith, è ritratto di spalle, in penombra; su tutto domina la silhouette dei suoi folti capelli. Eccola, la “testa” di Paul Smith. E in quella testa, tutta la sua energia, la visione ironica della vita e della creatività, il suo tratto distintivo. La sua firma. Come i colori, i print inaspettati dietro a un capo classico e tutto il suo humour. Ma più di ogni cosa, Pauline, la donna che porta il suo nome e a cui è legato da più di quarant’anni. L’unica, come lui ci racconta, capace di tenerlo con i piedi per terra. Perché tutto ciò che è legato a Paul Smith è leggerezza, passione e tanta, tanta, curiosità. Il segreto? Non esistono segreti, ma sempre guardare avanti con positività e svegliarsi presto la mattina!
 

Abbiamo intervistato Sir Paul Smith, Pitti Immagine Special Guest di gennaio che torna a Pitti Uomo, con una speciale installazione alla Dogana, 24 anni dopo la prima volta, ecco che cosa ci ha detto:

Cosa significa per te ritornare a Pitti Uomo dopo più di 20 anni? E cosa ti aspetti da questa nuova esperienza a Firenze?

Mi sento davvero onorato all’idea di ritornare a Pitti Uomo. Mi ricordo il mio fashion show alla Stazione Leopolda nel 1993. Sono stato il primo designer a sfilare nel calendario degli eventi di Pitti Uomo e anche il primo a farlo alla Leopolda - prima di allora era semplicemente un’enorme stazione abbandonata, ma da quel momento è diventata una location davvero di grande impatto per gli eventi organizzati da Pitti Immagine. Oggi Pitti Uomo è un punto di riferimento imprescindibile per il calendario menswear internazionale, e questo grazie alla sua unicità nel combinare l’idea di fiera con la promozione e gli eventi. E una persona come me, che ha iniziato come negoziante, apprezza davvero l’importanza di saper bilanciare questi due elementi.

Per quanto riguarda la collezione PS by Paul Smith, quali sono le ispirazioni principali? Quale tipo di uomo ha in mente per la sua collezione?

É una collezione pensata per un uomo moderno che desidera un guardaroba ideale per vivere ogni giorno, ogni momento. C’è un completo in un tessuto come il Cordura, davvero resistente e durabile, un Machintosh che è reversibile, così si possono avere due cappotti in uno, una giacca che si ripiega all’interno della sua stessa tasca e tante altre cose che, speriamo, le persone vogliano usare e indossare!

Seguiamo con interesse il suo account Instagram e ogni volta, le immagini, i volti, i colori sono davvero sorprendenti, ironici … così energici! Che cosa significa energia per lei? E nella sua vita?

Energia… tutte le persone mi dicono che ne ho molta! In tutta la mia vita non ho mai amato stare a letto fino a tardi: mi sveglio ogni mattina molto presto, vado a nuotare e poi per le sei sono già nel mio ufficio. Ogni giorno è una gioia e non mi sento mai a corto di energie! Mi definisco una persona davvero positiva, sia nella mia vita lavorativa sia in quella privata, e questo, senza dubbio, si riflette nella mia energia e nella voglia di fare.

Ci racconti qualcosa della sua vita quotidiana… per quanto riguarda lo sport, in che modo i valori di questi sport hanno influenzato il suo approccio al mondo del lavoro?

La più grande influenza della mia vita è quella di mia moglie Pauline. Da un piccolo negozio a Nottingham siamo arrivati a vendere in più di 70 paesi nel mondo e Pauline in tutto questo tempo ha sempre tenuto i miei piedi per terra. Ho cercato di focalizzare la mia consapevolezza su chi fosse il nostro cliente tipo; molti designer si barricano nelle proprie torri d’avorio e perdono di vista per chi lavorano e chi dà loro da mangiare… Io passo davvero molto tempo nei mei negozi parlando con i clienti e cercando di capire chi sono e di che cosa hanno bisogno.

Se le dico 1976, che cosa le viene in mente? Com’era Paul Smith allora e com’è adesso?

Beh, direi pressappoco lo stesso, sotto tanti punti di vista! Come brand siamo cresciuti molto gradualmente e organicamente, così lungo il mio percorso ho fatto un po’ di tutto. Quando ho fatto il mio primo show uomo, facevo davvero tutto io: dal guidare il van con il campionario da Londra a Parigi, al sistemare le sedie nella location della presentazione per la stampa e i buyer. Diciamo che ancora oggi faccio molte cose, ma adesso fortunatamente ho più aiuto!
 

Com’è il Brit Style adesso? Possiamo ancora parlare di quel “classico con un twist”?

Il Classic with a Twist è parte integrante del nostro DNA. I nostri capi sono classici, ma con elementi inaspettati. Forse è meno scontato adesso di allora, ma continua ad essere una parte integrante di quello che facciamo. Puntiamo sempre a inserire un dettaglio inaspettato nelle nostre creazioni. E questa è davvero la nostra essenza, che si tratti di una fodera dal colore acceso all’interno di una giacca formale blu navy o di una stampa vistosa sul lato del polsino di una semplice camicia bianca.

Lei è anche appassionato di fotografia e anche suo padre lo era… Che cosa significa la fotografia per lei? E com’è cambiato secondo lei il modo di comunicare attraverso l’immagine per i brand di moda?

Dico sempre che la moda riguarda l’oggi e il domani. Ciò significa che bisogna guardare sempre avanti con curiosità e interesse. E questo principio si applica sia al design che alla comunicazione. Scattare fotografie è un altro modo per alimentare la mia curiosità e tenerne una traccia tangibile. Mi sorprende ogni volta di come possa trarre ispirazione da tanti luoghi inaspettati (come potete vedere dal mio Instagram!), e le mie fotografie non sono altro che un diario visivo di tutto questo. Per quanto riguarda il modo di comunicare dei brand oggi, io cerco sempre di svincolarmi rispetto a quello che fanno gli altri marchi o le altre persone, quali foto usano o come si presentano… è importante essere consapevoli di questo, ma per me rimane e rimarrà solo quello che viene dal mio cuore.