Pitti Generation(s)

Pitti Generation(s)
il tema-guida dei saloni di gennaio per 5 settimane
attraverso 10 piccoli “episodi”

Sono 10 i protagonisti (Vittorio Branchizio, Federico Curradi, Simonetta Gianfelici, Matteo Gioli, Sam Lambert, Shaka Maidoh, Takuro Ogasawara, Nathalie Ours, Carlo Rivetti, Daria Shapovalova) e abbiamo deciso di raccontarvi meglio Pitti Generation(s) proprio attraverso le loro storie e il loro pensiero.

Regia e fotografia di Pasquale Abbattista, produzione di Hi!Production e con la supervisione di Max Brun

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Pitti Generation(s), il tema-guida dei saloni di gennaio, parla della simultaneità di tante generazioni diverse nella moda e negli stili di oggi e racconta con ironia e leggerezza un’epoca dove l’età si rivela sempre più uno stato mentale che anagrafico.
Interpreta appieno lo spirito di Pitti Generation(s) il nuovo digital art project di Pitti Uomo, firmato da Pasquale Abbattista, proseguendo la collaborazione di Pitti Immagine con registi di talento per lanciare il tema dei saloni. Il nuovo video rappresenta Pitti Generation(s) attraverso la tecnica del morphing, alternando e sovrapponendo i volti noti di personaggi appartenenti al fashion system internazionale. 

Vittorio Branchizio

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Con un’esperienza decennale nel mondo della maglieria, Vittorio Branchizio lancia nel 2014 la sua linea knitwear da uomo. Le sue collezioni sono il risultato di una profonda ricerca e di una sperimentazione che guarda costantemente al mondo delle arti visive e a collaborazioni con artisti internazionali. A giugno 2015 vince il concorso Who Is On Next?Uomo con la sua collezione S/S 2016. Filati nobili, tecnologie avanzate e design sono la sua signature, in una fusione tra il romantico minimalismo delle forme e la complessità di texture e geometrie. Una maglieria dove elementi in apparente contrasto si combinano in poetiche atmosfere postindustriali. 

 

www.vittoriobranchizio.com

Federico Curradi

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Federico Curradi nasce a Firenze nel 1975. Dopo una prima esperienza in una sartoria fiorentina – dove apprende i segreti del mestiere - poco più che ventenne si trasferisce a New York dove produce una sua collezione di pantaloni da uomo. Successivamente progetta una collezione dedicata al mercato americano, e subito apprezzata nei migliori fashion store della Grande Mela. Rientrato in Italia, viene notato dallo stilista Ermanno Daelli che gli affida l'ufficio stile uomo di Scervino. In seguito, diventa responsabile della collezione uomo Roberto Cavalli e, successivamente, direttore creativo di Iceberg Uomo, collaborando nel frattempo con altri marchi come Dunhill. 

Nathalie Ours

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Dopo aver studiato giapponese alla Sorbona di Parigi, Nathalie Ours si trasferisce a Tokyo dove lavora con Yohji Yamamoto. Dopo due anni trascorsi in Giappone, ritorna a Parigi con l'incarico di PR director e, successivamente, worldwide communication director e supervisore della direzione artistica con Irene Silvagni. Nel corso della sua esperienza con Yamamoto, Ours ha modo di lavorare al fianco di fotografi di fama mondiale come David Sims, Paolo Roversi, Inez van Lamsweerde, Inoodh Matadin, Craig mc Dean, Ferdinando Scianna, Max Vadukul, Nathaniel Goldberg e art director come Marc Ascoli, MM Paris, Luca Stoppini, Paul Boudens e Claudio Dell’Olio.

Nel 2001 collabora alla produzione del libro dedicato a Yohji Yamamoto "Talking to Myself" e alla mostra fotografica "May I help you" a la "Maison Européenne de la Photographie" di Parigi, entrambi curati da Carla Sozzani.
Nel 2005 è responsabile di tre importanti mostre dedicate a Yohji Yamamoto: una a Firenze, "Correspondances", con Fondazione Pitti Discovery, un'altra a Parigi, "Juste des vêtements", al museo delle Arti Decorative e l'ultima ad Anversa, "Dream shop, Yohji Yamamoto" al MOMU.
Dopo 18 anni al fianco di Yohji Yamamoto decide di dare vita alla sua agenzia di PR, fondando "ON consulting". Nel 2006 diventa direttrice di A magazine, Belgium publication, e si occupa dei numeri dedicati a Jun Takahashi-Undercover, Martine Sitbon, Riccardo Tisci e Proenza Schouler. Nel 2008 fonda la PRConsulting Paris, agenzia in partnership con Pierre Rougier e Sylvie Picquet-Damesme, che annovera tra i propri clienti icone della moda come Raf Simons, Narciso Rodriguez e Veronique Branquinho e designer emergenti come Jacquemus, Bouchra Jarrar e Hood by Air.

Matteo Gioli

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Con studi in disegno industriale a Firenze, Matteo Gioli unisce alla passione per il design quella per la musica, collaborando con fanzine indipendenti e case discografiche ed esibendosi come musicista in jazz club. 

Nel 2010, assieme a Veronica e Ilaria Cornacchini fonda a Firenze SuperDuper Hats, brand di cappelli che rivisita il know how della tradizione artigiana in veste assolutamente contemporanea. Nel gennaio 2011, SuperDuper Hats lancia la prima collezione a Pitti Uomo, guadagnando da subito l’attenzione di importanti buyer internazionali. Nel 2012, il brand entra a far parte del collettivo londinese Art Comes First, fondato da Sam Lambert e Shaka Maidoh. Successivamente, a giugno 2013, SuperDuper Hats vince a Firenze il concorso "Who’s On Next? Uomo”. Nel gennaio 2014 Matteo Gioli, Sam Lambert e Shaka Maidoh presentano ufficialmente il loro nuovo brand Avec Ces Frères (per cui Matteo disegna i cappelli) a Pitti Uomo 85. Negli stessi giorni, SuperDuper Hats lancia la sua nuova collezione con una performance-evento ispirata ai “Gandy Dancer”, operai che nei primi decenni del ‘900 allineavano i binari ferroviari in costruzione. Di recente, insieme alla nuova collezione SuperDuper Hats “Native collection” - ispirata ai nativi americani – Gioli e il collettivo londinese hanno dato vita a un nuovo progetto “NUTONE4/2TONE” in cui la tecnica del deepdye diventa protagonista in un gioco di tinture d’indigo a immersione. Ancora, in occasione di Pitti Uomo 87, Matteo Gioli si unisce a Stefano Ughetti (Camo) e torna a Firenze come Pitti Italics, con una performance-evento per presentare la collezione maschile Arrivo, il loro primo progetto a quattro mani nato dalla passione comune per il mondo del ciclismo.

Sam Lambert & Shaka Maidoh

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Shaka Maidoh e Sam Lambert sono tra i soggetti preferiti dello street style photography, nei giorni di Pitti Uomo e non solo. Con uno stile personale che rivisita tradizioni del passato in chiave fortemente urban e contemporanea, i due creativi sono impegnati in numerosi progetti di design e fashion internazionali, prendendo parte a collettivi design tra l'Europa e gli Stati Uniti e condividendo numerosissimi progetti trasversali che abbracciano fashion brand emergenti. 

Creativi a tutto tondo, e artefici di uno stile che Sam Lambert ama definire un "punk sofisticato", hanno ridisegnato l'idea di gentleman contemporaneo.
A Pitti Uomo 89 anche il loro evento speciale con il loro brand Art Comes First: oltre a partecipare al salone, presenteranno come Special Project di Fondazione Pitti Discovery, una performance dedicata alle proprie radici, alla musica jazz e alle loro fonti di ispirazione, nel loro approccio inconfondibile.

Takuro Ogasawara

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Classe 1966, il fashion journalist Takuro Ogasawara inizia la sua carriera come giornalista nel 1992 per Senken (Senken Newspaper), rivista specializzata in fashion business.
Dal 1995, ha iniziato a seguire le sfilate di moda in tutto il mondo, Firenze, Milano, Parigi... Successivamente, è diventanto direttore di Senken (attualmente fa parte del consiglio di direzione), continuando a coprire l'intero circuito della moda maschile e femminile internazionale, da New York a Londra, da Firenze a Milano e Parigi. Un lavoro intenso che lo porta fuori dal Giappone per un terzo del suo tempo, e che lo ha fatto diventare uno dei pochissimi giornalisti di moda giapponesi che seguono il numero maggiore di sfilate di moda in tutto il mondo. Grazie alla sua autorevolezza ed esperienza, Takuro è considerato come un fashion influencere ed opinion leader, molto apprezzato da colleghi e dai buyer internazionali e professionisti del settore moda.

Simonetta Gianfelici

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Dopo gli studi artistici, a metà degli anni ’80 Simonetta Gianfelici si trasferisce a Milano, dove è interprete di numerose campagne pubblicitarie, servizi editoriali e copertine prestigiose. La sua è una carriera in rapida ascesa: tra New York, Londra e Parigi, è immortalata dai più grandi fotografi del mondo come Ellen Von Unwerth, Fabrizio Ferri, Helmut Newton, Miles Aldridge, Paolo Roversi e Peter Lindberg, tra i moltissimi, e volto di numerose campagne pubblicitarie e spot, come testimonial per beauty brand come Dior, YSL, Chanel ed Helena Rubinstein. Sfila nelle principali fashion week internazionali per le più prestigiose maison come Balenciaga, Comme De Garçonne, Dior, Fendi, Ferrè, Versace, Gucci, Hermès, Gaultier, Della Renta e Valentino e collabora con Thierry Mugler e Vivienne Westwood, dei quali è amica e musa. Ancora oggi, presta la sua immagine alla moda in veste di testimonial.

Appassionata di cinema e teatro, prende parte al film “Prêt-à-Porter” di Robert Altman e a “La lunga ombra” di Jon Jost, mentre è stata protagonista di diversi reading tra cui “Biografia della fame di Amelie Nothomb” e “I monologhi della vagina” di Eve Ensler, quest’ultimo in favore del movimento V-Day e di associazioni che assistono donne vittime di violenza. Dopo un diploma in fotografia, Simonetta Gianfelici collabora come fashion editor con testate come Donna (Hachette-Rusconi), Vanity Fair e Vogue Gioiello.
Grazie all’esperienza maturata nel settore moda, nel 2003 inizia la sua attività di consulente con particolare attenzione allo scouting di talenti emergenti, dando vita nel 2005 al concorso Who is on Next?, in collaborazione con Alta Roma, Vogue Italia e Pitti Immagine. Dal 2013 collabora con Ethical Fashion Initiative - programma di ITC, International Trade Center, agenzia delle Nazioni Unite e dell’OMC - concentrandosi sullo scouting di designer e fotografi dall’Africa. Nel giugno 2013, le è stata conferita l’Alta Onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres di Francia, per il suo costante impegno nella diffusione delle Arti e delle Lettere in Francia e nel mondo.

Carlo Rivetti

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Presidente e Direttore Creativo di Sportswear Company S.p.A., società titolare del marchio di abbigliamento Stone Island, nato a Losanna nel 1956, Carlo Rivetti fa parte di una delle dinastie più conosciute nel panorama dell’industria tessile italiana: imprenditori da sette generazioni che fin dal XVIII secolo hanno giocato un ruolo attivo nello storico distretto della lana a Biella.

Dopo aver ottenuto la laurea in economia all’Università Bocconi di Milano e dopo significative esperienze in America e in Messico nel 1984 entra nel GFT Gruppo Finanziario Tessile S.p.A. di Torino, azienda di famiglia, diventando nel 1990, l’Amministratore Delegato della Divisione Sportswear. Carlo Rivetti è docente di Marketing per il Disegno Industriale e del Progetto Moda Uomo presso il Politecnico di Milano e fa parte del comitato scientifico dello IED ModaLab. Socio fondatore della Fondazione ADI, Associazione per il Design Industriale.
Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali: è stato consigliere di amministrazione di Pitti Immagine, membro del consiglio di amministrazione e consigliere incaricato all’area promozione e industrializzazione per Smi-Ati, Federazione delle Imprese Tessile e Moda Italiane, e nel consiglio di amministrazione come coordinatore delle attività commerciali con l’estero per Altagamma. Nell’aprile del 2009 è stato nominato Presidente della  Biblioteca Tremelloni del Tessile e della Moda.