Pitti Immagine Uomo 110

16-19 giugno 2026
Fortezza da Basso, Firenze
Report finale

Le 740 collezioni in scena alla Fortezza da Basso e un ricco calendario di eventi speciali aprono il ciclo delle manifestazioni internazionali di moda maschile all’insegna della fiducia e della continua rigenerazione creativa. Una solida edizione di Pitti Immagine Uomo mette in risalto le qualità della manifattura italiana e internazionale e valorizza la pluralità degli stili e delle merceologie di prodotto. Grande soddisfazione tra gli espositori per la partecipazione di buyers italiani e internazionali, in termini di qualità, quantità e… concretezza, nonostante le diffuse turbolenze geopolitiche ed economiche. Al termine dei quattro giorni sono stati 11.030 i compratori complessivi e oltre 14.500 i visitatori.
In apertura di salone il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati, ha ricordato il ruolo centrale della moda maschile per l’intero sistema del tessile-abbigliamento italiano e, insieme, la funzione propulsiva di un salone come Pitti Uomo: non solo promozione presso i più importanti clienti esteri e scoperta di nuovi mercati, ma anche, per noi espositori, stimolo alla ricerca, alla costante rigenerazione creativa del prodotto, all’evoluzione stilistica e all’uso di nuovi materiali, anche in quei settori, come quello a cui mi sento più affine con la mia azienda, dove l’innovazione si innesta sui canoni estetici dell’eleganza classica. Ma Pitti Uomo copre l’intera gamma degli stili e dei prodotti della moda e degli accessori maschili: dallo sport allo streetwear, dall’outdoor rivisto in chiave urbana al tecnico fertilizzato dal design, dal workwear all’avanguardia del no-genere e dell’a-seasonal… E’ questo che fa di Pitti Uomo un appuntamento irrinunciabile per i brand del settore e per i migliori compratori internazionali, la cui qualità, devo dirlo per esperienza diretta e per aver parlato con molti colleghi, è ulteriormente aumentata in questa edizione.

— Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine

16 - 19 giugno
2026
  • brand
    CHE HANNO PRESENTATO LE COLLEZIONI Primavera/Estate 2027 A FIRENZE
    740
  • visitatori totali
    14.500
  • buyer totali
    11.030
  • buyer esteri
    5.210

At the end of the four days of the Pitti Uomo 110th edition (Florence, Fortezza da Basso, 16-19 June 2026), the final figures of buyers and visitors indicate an overall attendance of around 11,030 buyers (a slight decrease of about 3.5% compared to June 2025) and over 14,500 visitors. A total of over 5,210 high-end distribution and retail professionals arrived from abroad, from more than 90 countries
At the top of the list are: Germany, United Kingdom, Spain, United States, Turkey, Netherlands, Japan, France, Switzerland, Belgium, Austria, Greece, Canada, Poland, China, Portugal, Russia, Denmark, South Korea, Sweden.

Se guardiamo il dato estero più in dettaglio è interessante notare l’ottimo andamento di Germania, Stati Uniti, Hong Kong e Canada; la positiva tenuta dell’area Scandinava e del sud-est asiatico (Corea, Taiwan, Singapore); l’exploit dell’Europa centro-orientale (Romania, Polonia e Ungheria, persino dell’Ucraina!); i rallentamenti dei tradizionali mercati europei, con l’eccezione di Svizzera, Austria e Irlanda. Alcuni risultati non positivi da paesi molto lontani, come per esempio l’Australia, fanno pensare a problemi di costo dei viaggi, che ovviamente devono essere pianificati con mesi di anticipo, un anticipo che cadeva nei mesi più cupi dei conflitti in corso. Fin da ora le indicazioni scaturite da questa edizione sono chiare: non è stata solo questione di numeri, perché l’atmosfera in questi giorni è stata veramente positiva, piena di energia, fin dalle prime ore. Voglio ringraziare tutta la squadra di Pitti, che si è ancora una volta impegnata a fondo con dedizione, passione e competenza.

— Ivano Cauli, amministratore delegato di Pitti Immagine

Quindi da Pitti Uomo 110 parte un messaggio di solidità e di fiducia per tutto il mondo della moda: imprese, organizzatori fieristici, distribuzione e dettaglio, media e anche per gli stessi consumatori. E anche per il Governo, a partire dal Ministero degli Esteri, e le sue agenzie promozionali come l’Ice, il cui grande impegno al nostro fianco spero viene ripagato da questi risultati. E’ il nostro modo di reagire alle difficoltà, di stare a testa alta e gli occhi aperti nelle epoche di profondo cambiamento, come quello che stiamo vivendo. E per finire, con tutta la cautela d’obbligo e la prudenza del caso, voglio prendere la notizia del primo vero accordo per il cessate il fuoco tra Usa e Iran come un segno propiziatorio. Continuo a credere nel realismo della politica e nelle capacità della diplomazia. Dobbiamo crederci tutti…

— Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine

Il merito principale va agli oltre 740 espositori che hanno creduto e investito nel salone, alle loro collezioni che esprimono alta manifattura e hanno un approccio sempre aperto alla sperimentazione, che mettono insieme sensibilità contemporanea ed elementi di funzionalità nei diversi canoni del vestire maschile. Un grande contributo arriva dalle collaborazioni internazionali - tra cui ci piace ricordare Code Korea, il consorzio giapponese di JQuality, il progetto di China Wave, le presenze istituzionali francesi e spagnole – a testimonianza di un salone che è sempre piattaforma di networking commerciale globale. E naturalmente il segno unico di Pitti Uomo emerge grazie anche alla presenza speciale di alcuni dei più interessanti e innovativi fenomeni della moda internazionali: Simone Rocha, Dover Street Market di Kei Ninomiya, Sunflower, Jiyongkim e William Palmer, ci hanno aiutato a costruire un’offerta ancora più ricca, le punte di un calendario che ha animato Firenze per quattro giorni.

— Antonio Cristaudo & Francesca Tacconi, direttore commerciale e direttrice eventi speciali