Roberto Menichetti

Ospite speciale a Pitti Uomo 66

Manifattura Tabacchi

L’evento speciale di Pitti Immagine Uomo n. 66 sarà la prima sfilata, in assoluto, della collezione Menichetti, che si terrà alla Manifattura Tabacchi di Firenze la sera di giovedì 24 giugno, giornata di apertura della manifestazione.

Roberto Menichetti è stato uno dei grandi protagonisti della moda degli anni ’90: prima con lo sviluppo della linea maschile di Jil Sander, poi con il grande restyling del marchio e dell’immagine Burberry. Ed è di queste settimane la sua nomina a direttore creativo della storica maison Celine. La linea Menichetti ha debuttato la scorsa stagione a New York, con una presentazione in uno studio fotografico della zona del Meat Market.

“La scelta di Firenze come sede di questo evento – dice Roberto Menichetti - rende ancora più evidente la doppia nazionalità del progetto: investimento americano, ma cuore e creatività italiani. Sarà una presentazione a vista, senza separazione tra fiction e meccanismo scenico”.

La Manifattura Tabacchi, imponente complesso industriale costruito negli anni Trenta, è una struttura dal grande fascino, candidata a diventare uno dei principali poli del progetto di rilancio delle attività artistiche e culturali in corso a Firenze. Acquisita nel dicembre 2002 da Fintecna, la Manifattura Tabacchi ospita per la prima volta un grande evento di moda.

L’EVOLUZIONE DI ROBERTO MENICHETTI. DALLO SPORT ALL’ELEGANZA

Eleganza giocosa, razionalità sensoriale. Tra questi concetti, come tra due punti estremi, si sviluppa la collezione uomo di Roberto Menichetti, la cui prima sfilata, in assoluto, rappresenta l’evento speciale di Pitti Immagine e si tiene alla Manifattura Tabacchi di Firenze.

Straordinario complesso industriale degli Anni Trenta dove si confrontano tradizione e modernità nelle forme e nell’uso dei materiali, e per il quale è stato fatto il nome, tra i progettisti, di Pier Luigi Nervi, peraltro titolare dell’impresa che lo costruì. Per la prima volta viene aperto al pubblico e ospita un evento della moda: una presentazione dove tutto avviene a vista, senza separazione tra meccanismo scenico, pubblico e passerella. C’è, nella scelta di questa particolare location, l’intenzione precisa di sottolineare uno dei grandi esempi italiani della modernità nel passato, il razionalismo, come un ponte gettato tra ieri e oggi.
“Ritengo gli architetti che hanno dato vita a questo movimento degli autentici visionari – dice Menichetti – in grado di anticipare il gusto. Che poi è quello che intende fare anche lo stilista”.

Questa collezione di Roberto Menichetti infatti, mostra una personalità nuova e completa, che dimostra come il suo lavoro sia sempre in continua evoluzione. Meno capi sportivi e tecnici, che sono stati il segno forte delle passate esperienze professionali, e un abbigliamento più elegante, di forte matrice italiana, in cui riecheggiano, in qualche modo, la naturalezza di Totò e Alberto Sordi.
Così la linea cambia: le giacche, vicino al corpo, hanno spalle piccole e ben disegnate, alla napoletana. I pantaloni sono ampi, con pieghe importanti che ne sottolineano il volume. Le camicie perfette, a righe blu e da smoking ma portate di giorno.
Ma è significativa anche una declinazione infinita di magliette dai disegni particolari: zig-zag, che rappresenta le vibrazioni, quei veri alieni che sono i delfini. Perfino cinture di pelle intrecciata sulle quali sono disegnate farfalle.
Questa moda libera e liberata trova la sua espressione nel colore. Una gamma rasserenante di blu, una punta di rosa cipria (formale ma anche molto decontracté), verde chiaro, mela, che il lino irlandese stropicciato rende più morbido, i coloniali. Qualche viola scuro e bordò, come fiori tropicali. Tessuti lussuosi e non convenzionali, tipo il lino doppiato di mohair finissimo e cotone, o la grisaglia….Naturalezza, educazione, senso del colore definiscono lo stile che Menichetti chiama “una sintesi di quella classe elegante ma popolare, che è tutta italiana”.