La moderna eleganza maschile secondo Marc Ascoli

Vestirsi da Uomo, atto secondo

Villa Favard

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Una moda non inibita da stereotipi o rigidi vincoli di genere, che arriva al cuore della sua essenza attraverso dissonanze giocose e inquietanti. Questa la filosofia di Vestirsi da Uomo, progetto di Fondazione Pitti Discovery, con la curatela di Marc Ascoli.
In una serie di tableaux vivants Ascoli ha distillato la sua idea di eleganza maschile, attraverso capi provenienti da collezioni presenti a Pitti Uomo 81: Barbour, Black Fleece, Borsalino, Cruciani, Engineered Garments, Folk, Herno, Lardini, Salvatore Piccolo, Santoni, Tonello e Yuketen. Capi dalle linee pulite, sartoriali e minimali che si mescolano ad accessori e capi fantasiosi realizzati dagli studenti del Polimoda con un twist estroso, sorprendente e fresco. 
Misteriosi conigli antropomorfi vestiti di abiti formali accolgono gli ospiti nel giardino di Villa Favard, dimora neo-rinascimentale affacciata sull’Arno e sede attuale del Polimoda Fashion Institute. Una surreale atmosfera evoca scenari ispirati alla cinematografia di David Lynch. All’interno, una serie di personaggi - figure in bilico tra il mondo umano e quello animale, sospese in una sottile tensione tra maschile e femminile, tra onirico e realtà - giocano con maschere di crinoline e pizzo in un piccolo palcoscenico incastonato tra cornici d’oro, cristalli e affreschi. Una esile figura velata segue gli ospiti nel loro percorso come una nera ammaliante apparizione, una Vevue Noire ispirata alla Baronessa Fiorella Favard di Langlade e interpretata da Raphaelle Boitel, performer del parigino Club Silencio di Lynch. Nella grande sala affrescata della Biblioteca, una cornucopia di eccentrici personaggi intenti a leggere e giocare intorno a un grande tavolo. Fil rouge che si snoda tra le sale, la musica creata da Frederic Sanchez. Al primo piano la chanteuse Owlle, incanta con la sua voce profonda e avvolgente. Ancora, una camera arredata da un magico armadio: al suo interno, due maglioni animati: sono i Dromosofisti che, con i loro abili movimenti ovattati, come in una boule surreale, rapiscono l’attenzione degli spettatori. 



Special Thanks to Linda Loppa e Patrick De Muynck