BMUET(TE)

Parliamo di voi: dove siete basati? Raccontateci qualcosa sul vostro percorso nel mondo della moda: cosa vi ha spinto a creare il vostro brand nel 2012?

Siamo di stanza a Seoul, ma viaggiamo in tutto il mondo per far conoscere la nostra collezione. Oltre a Firenze, per Pitti Uomo, siamo stati a Parigi, Milano, Shangai, Hong Kong e Dubai: ogni tappa di questo viaggio è stata fantastica, avendo potuto condividere le nostre idee e la nostra collezione con le persone che abbiamo incontrato.

Durante la fase embrionale di BMUET(TE), abbiamo stabilito l’impronta che volevamo dare al brand, definendo una nostra “voce”. Volevamo che questa risuonasse forte e chiara, e che le persone la ascoltassero con piacere ogni giorno, come fanno con la musica. Adesso siamo passati alla fase successiva, ovvero aprirci al mercato internazionale e sviluppare ulteriormente il nostro percorso. 
Durante la nostra permanenza a Londra per il master in Fashion Design al London College of Fashion, abbiamo potuto trarre ispirazione dalle varie culture e dal carattere internazionale degli abitanti di questa città. Il brand è nato con la collezione A/I 2013, che abbiamo presentato in anteprima proprio a Pitti Uomo. In quell’occasione, abbiamo avuto un ottimo riscontro sia da parte dei buyer sia della stampa, ed è stato proprio in quel momento che abbiamo deciso di fare delle nostre ispirazioni una nuova collezione, da far conoscere a tutto il mercato internazionale.
 

Che significato ha avuto per voi essere finalisti del WGSN Global Fashion Awards e del contest “Who is on next? Dubai” 2015?

Aver potuto mostrare la nostra collezione al pubblico globale, in occasione di contest e progetti internazionali, è stata un’occasione fantastica, grazie alla quale il nostro brand è stato sotto gli occhi di professionisti della moda provenienti da tutto il mondo. Ed è proprio durante questi eventi che abbiamo cominciato a farci conoscere. Essere acclamati come designer promettenti è stato fantastico. 

Cosa significano, nel mondo della moda di oggi, gli aggettivi “alternativo” e “sperimentale”? E nelle vostre creazioni?

Le persone vogliono sentire nuove storie, ma non deve essere per forza qualcosa di eccessivo o di mai visto prima. Il pubblico potrebbe intimorirsi, o pensare: “chi mai lo indosserà?”. Per essere creativi o alternativi al giorno d’oggi è sufficiente mostrare qualcosa da una prospettiva diversa, raccontare una storia dal proprio punto di vista usando i propri ricordi dell’infanzia, o magari il proprio background e le proprie esperienze, qualcosa di personale. Oggi come oggi, le persone apprezzano idee personali e più specifiche: ed è così che cerchiamo di visualizzare il concept che sta dietro alle nostre collezioni.

Come definiresti il vostro stile?

Un incontro tra nuove creazioni e un’espressione poetica.

Cosa vuol dire per voi essere presenti a Pitti Uomo?

Come abbiamo detto, il nostro brand è nato con la collezione A/I 2013 presentata proprio a Pitti Uomo: un’occasione perfetta per far conoscere la nostra collezione alla stampa e ai buyer internazionali. Quattro anni dopo abbiamo finalmente organizzato la nostra prima sfilata a Pitti Uomo, lo scorso gennaio. E adesso ritorneremo a Firenze. Il salone è stato un trampolino di lancio fondamentale, un’opportunità fantastica! Siamo entusiasti di essere qui anche quest’anno.

Avete qualche anticipazione sulla collezione che presenterete? Quali sono state le fonti di ispirazione principali?

Siamo convinti che la nuova collezione ci aprirà nuovi orizzonti. Vogliamo dare vita a un nuovo concetto di bellezza, che nasca da un mix di solito e insolito. Ci siamo lasciati ispirare dal surrealismo e dal decostruzionismo. 

BEYOND CLOSET

Raccontaci qualcosa di te, dove sei basato?

Vivo e lavoro a Seoul, in Corea.

Quando hai esordito nella moda?

Nel 2008. Ho debuttato alla Seoul Fashion Week come il più giovane designer coreano.

Quali sono le tue maggiori fonti d’ispirazione?

I viaggi che faccio, film, libri e tutte le persone lungo il mio cammino. Tuttavia, non mi ispiro a dei designer in particolare.

Come definiresti il tuo stile in poche parole?

Una rivisitazione con una forte personalità del classico American style.

Come riesci a bilanciare l’idea di comfort e stile nelle tue creazioni?

Onestamente, non ci ho mai provato. Penso che non si tratti di una questione di bilanciamento.

Cosa significa per te partecipare a questa edizione di Pitti Uomo?

Senza dubbio è una grande occasione per rappresentare il mio design e la moda del mio paese in occasione di una manifestazione così prestigiosa.