I FINALISTI

MENSWEAR

WOMENSWEAR

Six Lee

 

Six Lee è il primo designer di origine cinese a essersi laureato presso la prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Antwerp (Belgio) nel 2009. Prima di fondare il brand omonimo nel 2011, ha collaborato con il team di design uomo di Alexander McQueen. La sua collezione si concentra sul tradizionale stile sartoriale British declinato attraverso tagli puliti e linee minimal che, assieme a colori delicati e dettagli sognanti, danno vita a silhouette uniche. L’interesse per diverse forme d’arte come la musica, il cinema, la poesia, conferisce al lavoro di Six Lee un inconfondibile tocco romantico.

Zaid Affas

 

Lo stilista britannico Zaid Affas si è laureato in design al Central Saint Martins College Of Art And Design di Londra. Dopo essersi occupato dell’estetica di marchi come PORTS1961 e Ralph Lauren, nel 2014 lo stilista con sede a Los Angeles ha lanciato il brand eponimo. Il suo lavoro, influenzato dalle diverse città mondiali in cui ha vissuto, è un mix in cui convergono diversi poli: un dialogo tra forme naturali e organiche e la fredda ingegneria urbana. Le silhouette sono presentate secondo un approccio concettuale che rompe i legami con la tradizione ed esplora la natura trasformativa delle realizzazioni sartoriali più complesse. Ispirandosi ai materiali più raffinati e alla bellezza intrinseca delle donne che li indossano, ZAID AFFAS sta ridefinendo il concetto di lusso moderno.

Bodice

 

Bodice ricerca il cambiamento attraverso un’evoluzione e una riflessione continue. Disegnati e realizzati per essere duraturi, i capi Bodice si caratterizzano per l’attenzione al dettaglio e per i particolari inaspettati. Spesso lavorati a mano, i tessuti indiani sono semplificati all’essenziale. Bodice utilizza fibre naturali, sfruttando in particolare le caratteristiche della lana, e adotta consapevolmente un approccio sostenibile affinché sia le attività sia i prodotti raggiungano il massimo grado di sviluppo etico possibile. Laureata al London College of Fashion ma basata a Nuova Dehli, nel lavoro della stilista Ruchika Sachdeva, gli elementi meditativi e comunitari della filosofia orientale rappresentano un’influenza costante.

David Laport

 

Dopo essersi laureato alla Royal Academy of Art dell’Aia nel 2012, David Laport ha presentato una collezione letteralmente “battuta dal vento”. Grazie alla propria ingegnosità nella tecnica straordinaria e nella forza del concetto proposto, è riuscito ad assicurarsi un’ampia copertura dei media che ha contribuito a dare impulso alla sua carriera. David Laport ha poi allargato i propri orizzonti grazie alle collaborazioni con il Dutch National Ballet e la Helmut Newton Exhibition. Dopo diverse sfilate per la Fashion Week di Amsterdam, nel 2015 ha partecipato alla Fashion Week di Parigi in collaborazione con Vogue Olanda. L’estetica del brand è caratterizzata da silhouette classiche e al tempo stesso contemporanee, con tagli e vestibilità che volgono lo sguardo al mondo sartoriale per capi spesso scultorei nelle forme, senza rinunciare alla leggerezza e all’inclinazione al movimento.

Le Kilt

 

Samantha McCoach ha fondato Le Kilt nel 2014 con l’idea di rinnovare l’azienda di kilt di famiglia. La nonna della designer lavora i kilt secondo l’originale metodo tradizionale da oltre 40 anni; quando era soltanto un’adolescente, era solita osservarla mentre cuciva con maestria kilt, pantaloni e altri capi essenziali nel più esclusivo tartan scozzese. Da questo, la scelta di perpetuare la tradizione e di riappropriarsi di questo stile all’interno di un guardaroba moderno. L’amore per il tartan ha ispirato la creazione del brand di Samantha Le Kilt, il cui nome è un divertente omaggio al leggendario club di Soho degli anni ‘80 e, al tempo stesso, un sottile riferimento all’inesplorato potenziale chic di questo capo d’abbigliamento.

Harman Grubiša

 

Il womenswear brand Harman Grubiša nasce in Nuova Zelanda dalla creatività delle designer Madeleine Harman e Jessica Grubiša, con esperienze come stylist e trend forecaster tra New York e Auckland. Nel 2014 hanno deciso di fondere i loro stili differenti in una visione creativa unica. In soli tre anni di attività, sono riuscite a guadagnare l’attenzione degli addetti ai lavori, grazie alle loro creazioni esclusive, reinterpretazione contemporanea di silhouette classiche. La combinazione delle loro personalità è indicativa di tutto ciò che il brand rappresenta. Madeleine e Jessica hanno conquistato la fiducia di media e clienti grazie al loro approccio “reale” alla moda. Dopo l’entusiasmante debutto alla settimana della moda neozelandese del 2015, Harman Grubiša ha inaugurato un flagship store in Nuova Zelanda, dando vita anche all’e-commerce.

KYE

 

Soluzioni di design innovative, ironiche e divertenti per moderne cittadine: questa la missione di KYE, marchio lanciato alla Fashion Week di Londra nella stagione A/I 2011. Laureata alla Central Saint Martins, la stilista Kathleen Hanhee Kye si affida a colori e a motivi audaci con un’attenzione particolare ai dettagli. Successivamente, dopo il debutto alla Fashion Week di Seul, KYE ha raggiunto una fama incredibile tra le star K-pop coreane. Ha poi partecipato alla NY Fashion Week, parte del collettivo “Concept Korea”, per cinque stagioni consecutive. I capi firmati da Kathleen puntano l’attenzione sui problemi della società di oggi. Il bullismo nelle scuole, i senzatetto e la disoccupazione giovanile sono alcune delle principali fonti di ispirazione. La forza di KYE risiede nella sua essenza streetwear funky di alto profilo, abbinata a un’estetica unica dallo stile artistico.

Dyne

 

Christopher Bevans è il direttore creativo e designer di DYNE, brand menswear fondato nel 2015. Originario di New York, Bevans ha iniziato la sua carriera come apprendista in una sartoria locale, studiando successivamente al Fashion Institute of Technology (FIT). Grazie al suo percorso, il designer si è guadagnato nel tempo la fama di artigiano e sarto. La sua determinazione nel raggiungere nuovi traguardi nel campo della moda e della tecnologia è il risultato del lavoro incessante e delle ricerche condotte su tecniche e tessuti. Parte del team creativo di Sean John che, nel 2004, si è aggiudicato il CFDA Menswear Award, prima del lancio di DYNE, dal 2003 al 2007 Bevans è stato direttore creativo per Blue Ribbon, la divisione sportiva di Nike, ora Nike Sportswear. Nel 2013 è stato nominato Media Lab Director’s Fellow dell’MIT. Tra i suoi clienti, Jay-Z, Pharrell Williams, LeBron James, John Legend e Kanye West.

Antar-Agni

 

Il brand Antar-Agni di Ujjawal Dubey viene presentato nel 2014, per la prima volta, in occasione della Lakme Fashion Week in India. La firma del marchio riprende l’idea di Ujjawal secondo cui ogni tessuto ha un proprio carattere da esplorare. Il contributo fornito dallo stilista consiste nell’aiutare la materia a parlare la propria lingua, creando dei pezzi grezzi e naturali. Allo stesso tempo, il brand crede nell’importanza di allontanarsi dallo stile convenzionale per lasciare un’influenza sul presente. Nel 2015, Ujjawal è stato premiato come Best Upcoming Designer for Menswear ai Grazia Young Fashion Awards. L’anno successivo è entrato nella classifica dei 50 giovani indiani più influenti di GQ India e si è aggiudicato l’Elle Graduate Award. Nel 2017, è stato inserito da Forbes India nella lista “30 Under 30”.

L’Homme Rouge

 

Fondato da John-Ruben Holtback, HOMME ROUGE nasce come un progetto in cui confluiscono diversi soggetti accomunati dalla passione per il design, la cultura e l’arte. Il progetto si è ampliato con il passare del tempo e, nel 2013, si è trasformato in una linea completa di abbigliamento da uomo. Nel 2015, i fondatori originali John-Ruben, suo fratello Carl-Johan Holtback e Axel Trägårdh sono stati affiancati dal direttore creativo e designer Jonatan Härngren che ha deciso di unirsi al marchio non appena terminati gli studi alla Danish Design School.

Matthew Miller

 

La filosofia del design di Matthew Miller identifica la moda come un prodotto simile alla ceramica o all’arredamento, in grado di affiancare in maniera equilibrata semplici valori di produzione, con un approccio artistico alle tecniche artigianali. Il linguaggio visivo dell’arte è il riferimento continuo del lavoro di Miller, come emerge dalle etichette sui suoi capi che riportano la scritta “Untitled, Mixed Media, Dimensions Variable” accompagnata da due M: lo stilista sceglie infatti di firmare ogni capo con le proprie iniziali piuttosto che ricoprirlo con il proprio nome. Come conseguenza del fatto che la libertà di parola potrebbe essere l’ultima vera forma d’arte, “Untitled, Mixed Media, Dimensions Variable” trasforma ogni capo in un esempio di arte da gioventù socialista: i segni del tempo rendono ogni elemento unico, grazie al valore generato dall’utente utilizzo dopo utilizzo. Secondo Miller, un capo diviene più importante una volta indossato: chi lo acquista ha perciò un valore fondamentale perché saranno le azioni compiute indossando un determinato vestito a determinare il capitale culturale accumulato dall’abito.

Blairchibald

 

Creato nel 2013, il brand BLAIRARCHIBALD nasce con l’idea di esplorare nuove possibilità nel menswear, in Australia e in Nuova Zelanda. La filosofia alla base del marchio è supportare l’industria locale e reinterpretare in chiave contemporanea i classici della moda maschile. Blair continua a realizzare personalmente i campioni a Melbourne e lavora da vicino con i produttori e i fornitori di tessuti in Australia e Nuova Zelanda. Il suo marchio si pone l’obiettivo di esplorare le relazioni esistenti tra la sartoria più classica e l’abbigliamento sportivo e workwear. La priorità è rappresentata dalla praticità, dall’adattabilità e dal mantenimento di una narrativa coerente tra le diverse collezioni. Ogni modello è sviluppato tenendo a mente un senso atemporalità. Gli elementi che compongono un capo, dal tessuto alla forma e ai dettagli, sono scelti in base alla capacità di rispondere il più a lungo possibile alle esigenze di chi li indosserà: un vero e proprio investimento a lungo termine.

THE INTERNATIONAL WOOLMARK PRIZE TORNA A PITTI UOMO

L’International Woolmark Prize, uno dei premi più prestigiosi a livello globale a supporto dei nuovi talenti, torna a Firenze durante Pitti Uomo, per decretare i vincitori della categoria menswear e womenswear, quest’ultima assoluta novità per Pitti. In collaborazione con Fondazione Pitti Immagine Discovery, martedì 9 gennaio nella cornice della Stazione Leopolda, 12 finalisti provenienti da tutto il mondo presenteranno collezioni innovative per valorizzare le potenzialità della lana Merino australiana.