I dati di affluenza a Pitti W 9 e Pitti Uomo 81

Si è conclusa l’edizione 81 di Pitti Immagine Uomo e di Pitti W 9 (Firenze, Fortezza da Basso, 10-13 gennaio 2012), un’edizione che i 1.100 espositori hanno onorato con collezioni piene di novità, ricerca e innovazioni stilistiche, e dalla quale – guardando i dati di affluenza finale dei compratori – arrivano conferme sugli andamenti dei diversi mercati della moda maschile. Germania, Giappone, Gran Bretagna, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Turchia – tutti in aumento o per compratori o per punti vendita – trainano la domanda estera e compensano alcuni significativi cali, sia pure prevedibili, come quello della Spagna (oltre 150 compratori in meno), di Grecia e Portogallo. Ottimi risultati, con incrementi a due cifre, dai ricchi paesi nordici - Svezia, Danimarca, Finlandia - con la sola eccezione della Norvegia. Oscillazioni in basso di pochi punti percentuali per mercati consolidati come Francia, Russia e Hong Kong, che restano però su valori assoluti molto alti. Andamenti diversi nell’area dell’est europeo: bene Romania, Lettonia, Slovenia, Croazia, Slovacchia, in calo Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. 

Atmosfera di soddisfazione anche alla Dogana, per la nona edizione di Pitti W: sono stati circa 4.000 i visitatori complessivi del salone donna, con buone performance per i compratori da Germania, Belgio, Turchia, Corea del Sud, Cina e Stati Uniti, e un calo – anche qui atteso – delle presenze italiane. Le 74 aziende partecipanti hanno comunque confermato l’altissima qualità dei buyer intervenuti, molti dei quali già pronti a fare ordini per la prossima stagione, anche per le collezioni e i brand con un approccio più orientato alla  ricerca.

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