Tu chiamali Makers. Sono gli artigiani del futuro in scena a Pitti Uomo 90

C’è un mondo in cui lentezza della creazione e velocità di pensiero possono coincidere. Dove essere giovani e indissolubilmente legati al retaggio della tradizione non appare un controsenso. È quello degli artigiani generazione 2.0, capaci di rileggere l’heritage manifatturiero con uno sguardo al futuro e alle evoluzioni del gusto e della tecnologia. Puntando su questo trend come su una delle chiavi di volta del mercato di oggi, Pitti Immagine Uomo continua a scommettere su MAKE, la sezione dedicata alla rielaborazione creativa delle tradizioni. In scena, oltre 45 brand da tutto il mondo, con i loro pezzi raffinati e limited edition, rigorosamente fatti a mano e curatissimi nel dettaglio. E tutti con una storia da raccontare. 

Nuovi prodotti per nuove esigenze. È la proposta sofisticata di E-A-M, marchio di accessori norvegese: allure minimale e pellami liscissimi, forme geometriche e una palette essenziale: dal travel wallet alla busta porta laptop, dalla tote al porta occhiali. Il tutto con uno sguardo ai pezzi iconici del design. All’esterno, morbidi vitelli e una marcata impronta business. All’interno, la passione geometrica trae spunto dai mosaici bizantini più famosi, in un viaggio tra l’antica Costantinopoli, Venezia e Ravenna. Trolley, portadocumenti e porta Ipad, messenger bag racchiudono fodere fantasia da Mark/Giusti, brand londinese fondato da Mark Farhat, ma la produzione è basata in Italia. Artigianalità fa rima con eco-sostenibilità invece da EDMOS, un progetto che nasce dall’intuizione dello stilista umbro Filippo Fanini, alle spalle una famiglia impegnata da oltre 30 anni nella produzione di capi in pelle per alcuni dei migliori brand internazionali. Dal riutilizzo degli scarti di pelle durante la fase di produzione deriva un mosaico di pezzi assemblati in una nuova pelle su capispalla d’eccezione.

E ancora, la label emergente Sastreria 91 sviluppa la sua personale interpretazione dell’heritage sartoriale spagnolo. La bellezza del tailoring e la cura estrema della lavorazione trovano sublimazione nella proposta di papillon con piume applicate. Pezzo cult, la cappa estiva. Dall’Inghilterra, “Tools for Living Beautifully” è l’ideale di estetica a cui si ispira Yashka Moore, premiata designer, per una collezione di cappelli e accessori che coniugano stile e materiali finissimi. Il turbante in foulard di pura seta dipinto a mano, lanciato per la SS17, trae suggestione da quello dei Sikh, simbolo di potere e saggezza. 
 
Ai piedi, il focus è sull’autenticità, in una combinazione perfetta tra volumi studiati, dettagli hand made e texture sofisticate: Project TWLV è una collezione basata sulla scarpa maschile, e precisamente sullo stivale, nata dall’incontro di Henrik e Antonio, amici con alle spalle anni di esperienza nel settore. 12 stili declinati in diversi colori e materiali danno vita a una linea dove il know how artigianale italiano si intreccia alla passione per il design scandinavo. 

In questa ottica si inseriscono brand che debuttano a Pitti Uomo in altre sezioni, con un prodotto dall’eleganza classica, che punta ad esaltare e recuperare l’artigianalità italiana nei suoi valori. Nato dall’iniziativa di due ragazzi, Lorenzo Fusina e Bruno Riffeser Monti, Fanga attinge alla più pura tradizione bolognese: il suo nome originale deriva, infatti, dal dialetto e significa scarpa. Le calzature Fanga sono frutto di un fine lavoro d’artigianato italiano che rispetta i gesti, i processi e i ritmi di un tempo. Ogni scarpa è interamente cucita a mano e prima di raggiungere il suo proprietario viene coccolata per un mese dalle mani di esperti maestri artigiani. Gioventù non è più sinonimo di impazienza quando di mezzo c’è lo stile.